di Marco Montrone

Il Coronavirus? In Italia e a Bari già da gennaio: lo dimostra uno studio sui bambini
BARI – Negli ultimi tempi c’è chi sta cominciando ad affermare che il Sars-Cov-2 non sarebbe arrivato in Italia con il “paziente n.1” di Codogno (il 21 febbraio scorso), ma che circolasse già dalla fine gennaio. È il parere ad esempio di Massimo Galli, direttore del reparto di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano. Di conseguenza anche a Bari il virus non avrebbe iniziato il suo corso solo il 1° marzo, con il 29enne venuto dalla Lombardia, ma sarebbe stato in giro già dall’inizio dell’anno.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Una tesi che parrebbe confermata da uno studio portato avanti da pediatri e dermatologi che da più di un mese stanno monitorando i casi di 16 bambini di Bari e dintorni (Triggiano, Modugno, Valenzano, Corato). I piccoli hanno infatti manifestato delle strane vasculiti ai piedi: infiammazioni dei vasi sanguigni che comportano la comparsa di noduli agli arti inferiori.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Un problema (va detto: poco preoccupante) riscontrato un po’ il tutto il Pianeta: da Bergamo, alla Gran Bretagna, agli Stati Uniti. Ebbene: tutti gli esperti sono concordi nell’attribuire questa apparente “malattia di Kawasaki” (nel frattempo chiamata PIMS-TS, ovvero sindrome multisistemica infiammatoria pediatrica) proprio al Coronavirus.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La maggior parte dei pazienti è infatti risultata positiva ai test sugli anticorpi: il loro organismo insomma sta producendo molecole immunitarie per combattere un patogeno, che per gli scienziati non può che essere il diffusissimo Sars-Cov-2.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

I classici tamponi hanno invece dato tutti esito negativo e questo per un solo motivo: i ragazzini presentano una carica virale troppo bassa per poter essere individuata e questo perché l’infiammazione rappresenta solo uno strascico del virus, sintomo di un contagio avvenuto in realtà molto prima.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Tutti i piccoli infatti sono stati soggetti in precedenza a lievi febbri e soprattutto a disturbi intestinali: dissenteria ripetutasi per giorni e giorni. E per gli esperti è proprio la persistente diarrea il sintomo più evidente dell’avvenuto contagio da parte dei bambini.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Ma cosa si intende per “in precedenza”? La maggior parte di loro ha avuto problemi tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio: è quindi lecito pensare che sia stato proprio quello il periodo in cui sono venuti a contatto con il virus.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Insomma questa sarebbe la prova che in Italia e nel barese il Coronavirus era già in giro un mese prima che venissero alla luce in ogni regione i “positivi n.1” e prima che venissero chiusi scuole e asili (in Puglia il 5 marzo).Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Tutto ciò cambierebbe la storia della pandemia.

Abbiamo sentito il parere di un dermatologo (che preferisce rimanere anonimo), responsabile per l’area Bari-Bat della taskforce europea di medici che stanno studiando il caso delle infiammazioni. Ci ha confermato la tesi predetta, mettendoci anche in contatto con la madre di uno dei piccoli alle prese con la vasculite. 

«Sono cascata dalle nuvole quando mi hanno riferito che mio figlio di 5 anni era stato contagiato - racconta la donna -. Lui durante tutta la quarantena non è mai uscito e non va all’asilo dall’inizio di marzo. Ma secondo il dottore si sarebbe infettato prima. In effetti tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio ebbe un’insolita febbricola seguita da giorni e giorni di diarrea. Il problema durò più di due settimane e all’epoca lo curammo con semplici addensanti delle feci, che però non diedero particolari risultati. Poi il per fortuna andò via da sé. Chi se lo sarebbe mai immaginato che quel suo malessere fosse da attribuire al Covid: del resto all’epoca sembrava riguardasse solo la Cina».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Resta un dubbio. Se il Sars-Cov-2 era già presente come mai non ha fatto una “strage” di contagiati, in un periodo in cui i bambini (da tutti additati come massimi veicolatori) potevano muoversi liberamente?

«La risposta è semplice – spiega il dermatologo -. Come anche affermato da esperti, professori, biologi e virologi quali Luca Scorrano, Guido Silvestri o Massimo Zeviani, la capacità di trasmissione da parte dei più piccoli è verosimilmente bassa. Il loro organismo è in grado di eliminare il Covid-19 autonomamente, prima di essere in grado di diffonderlo. Credo che siano stati tanti i ragazzini “positivi” nel mese di febbraio, ma a loro, di fatto, il coronavirus gli ha “fatto un baffo”».  

Foto di www.vperemen.com (CC BY-SA 4.0)

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Marco Montrone
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  • Vito Petino - I galletti baresi non sono per niente d'accordo con i galli milanesi. Per il loro paziente 1 lodigiano c'è la diretta connessione d'affari con il giallo dei cinesi. Il nostro bimbo pugliese di gennaio non può essere assolutamente l'anello di congiunzione con la Cina per evidenti motivazioni logiche, che anche un altro bimbo ancor più piccolo, e non pugliese, capirebbe con immediatezza. E manca soprattutto la prova di come il virus si sia potuto poi espandere con tanta virulenza dalla nostra cristallina, santificata e sanifica Puglia in tutto il nebbioso e insalubre lombardo-veneto sabaudo. Cos'è un tardivo tentativo dei nordisti di scaricare ancora una volta colpe, inefficienze, impreparazioni proprie sul sud? Un ribaltare la frittata fatta con uova non certo d'un gallo? Ma mi faccia il piacere, spellacchiato gallo lombardo, manco più buono per un brodino ...
  • Frengo Estop - Caro il buon Vito, ma che vi ha preso al Sud? Mi pare siate in piena sindrome passivo-aggressiva... Vittimismo piagnucoloso di segno uguale e contrario a quello leghista, ma altrettanto sciocco e odioso. A parte l'italiano zoppicante e le banalità da quattro soldi sul Nord nebbioso (wow, che originale!), è veramente disgustoso il semplice fatto di distinguere un "nostro" da un "loro", come se il paziente di Codogno e il bambino barese non fossero entrambi italiani e come se essere il primo o il secondo ad essere colpito da un'epidemia rappresentasse una colpa o in merito. Sia contento il Sud di non essere stato l'epicentro di questo terremoto, e se c'è da mettere in discussione il modello sanitario lombardo possiamo facciamolo pure, ma in un'ottica di confronto tra modelli e non di tifo calcistico Nord contro Sud. Eventualmente è stato il Veneto a dimostrare di essere più preparato ad affrontare una pandemia, il Sud e la Puglia non hanno dimostrato nulla né in un senso né nell'altro perché, per loro fortuna, non sono stati colpiti. In ogni caso, se il virus fosse circolato in Puglia già da febbraio o gennaio, quale sarebbe il problema? Faccio notare che il Galli milanese è un professionista coi fiocchi, che non ha mai menzionato la Puglia e che il monitoraggio sui bambini è pugliese e che se dovesse confermare le tesi di Galli... confermerebbe le tesi di Galli e basta, senza nessuna ridicola implicazione campanilistica.

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