di Salvatore Schirone

San Giovanni Crisostomo, la chiesa dei baresi che pregano in greco
BARI - Per due secoli Bari fu bizantina, precisamente dal 876-1071. Ma anche dopo la conquista Normanna, per altri 90 anni, i baresi furono amministrati da famiglie aristocratiche greche, commerciavano con monete greche, stipulavano atti notarili in greco e in molte chiese pregavano in greco. Dopo un millennio in cui altre civiltà, lingue e culture hanno attraversato la terra di Bari, si potrebbe pensare che il greco sia solo un retaggio del passato, al massimo incontrato sui banchi del liceo. Eppure ci può capitare di entrare in una chiesa di Bari vecchia e sentirlo risuonare nell'antico canto della liturgia cattolica di rito bizantino. Avviene ogni domenica alle 10 nella chiesa di San Giovanni Crisostomo in Arco San Giovanni 1, a due passi dal Castello Svevo. Circa duecento baresi cattolici, italo-greci, tengono viva questa lingua e questa tradizione. Siamo andati a vedere. (Vedi foto galleria)

La domenica mattina Bari vecchia rivela ai suoi visitatori il suo volto orientale. Tra le 24 chiese nascoste tra i suoi vicoli in almeno cinque di essa si celebra la messa in un rito diverso a cui siamo abituati: ci sono ortodossi georgiani che lo celebrano nella chiesa di Santa Chiara, rumeni in San Gregorio, etiopici in san Gaetano e greci in Santa Colomba. Sono ortodossi, appunto, piccoli gruppi di diverse etnie appartenenti a comunità non in piena comunione con la Chiesa Cattolica. Fatto eccezionale è invece la Chiesa di San Giovanni Crisostomo: qui a celebrare il culto greco-bizantino non sono ortodossi greci, ma cittadini italiani, baresi e cattolici.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ad aprire la chiesetta ogni domenica è il 51enne Paolo Scagliarini, è a lui che il parroco Papàs Antonio Magnocavallo ha affidato le chiavi. Arrivano i primi fedeli e ha inizio il rito. Ci immergiamo nel mistero di questa celebrazione sconosciuta trasportati dalle melodie dei canti liturgici, mentre l'incenso riempie lo spazio tra l'assemblea e l'iconostasi (parete decorata da icone sacre) che separano la navata dall'altare (vedi video).Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


La chiesa che ci accoglie è antichissima, fu edificata verso la metà dell'XI secolo. In seguito alle varie ristrutturazioni, l'ultima delle quali compiuta nel 1960, la chiesa originariamente a tre navate, è stata ridotta ad una sola centrale. Del primitivo altare, sostituito da uno in stile barocco, resta un bassorilievo rettangolare ricollocato sulla parete destra della navata, con la suggestiva raffigurazione di un leone alato e un grifo che atterrano un caprone e un cinghiale.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Fu nel 1957 che il vescovo Enrico Nicodemo la costituì parrocchia di rito bizantino per i fedeli italo-orientali presenti a Bari.  Il 1957 è infatti una data significativa. L'anno prima, il prefetto di Bari Mario Carta assegnò ai profughi di guerra di Albania, Grecia, Istria e Dalmazia, 361 appartamenti disposti in 26 palazzine. Era nato il Villaggio Trieste, di cui abbiamo parlato diffusamente in un altro articolo.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La maggior parte di questi profughi era costituita da greci. Più che "profughi" dovremmo dire "rimpatriati", giacché per la maggior parte si trattava di italiani emigrati in Grecia durante la guerra e rientrati nel dopoguerra dopo essere stati espulsi perché non graditi al nuovo potere. L'affidamento di questa antica chiesa nacque proprio dall'esigenza di dare adeguata assistenza pastorale a un migliaio di italo-greci che, pur restando cattolici, avevano appreso la fede cristiana nella cultura e nel rito greco, di fatto in tutto simile a quello ortodosso. Fu per loro e per molti altri fedeli di rito orientale presenti in Puglia e nel materano, che la Chiesa Cattolica istituì questa particolare parrocchia.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La comunità che incontriamo in chiesa è quindi costituita dai figli di quei profughi: circa 200 fedeli che tra preghiere in rito bizantino e tradizioni culinarie e religiose, continuano a incontrarsi e parlare anche in greco, pur non essendo greci, ma baresi la cui memoria ritorna spesso a quell’Oriente che li ha prima accolti e poi ripudiati.  

Il video (di Carlo Gelardi) della messa nel rito greco-bizantino nella chiesa di San Giovanni Crisostomo:



 

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Salvatore Schirone
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  • Francesco Mazzei - Il popolo della città di Bari ha antiche origini greche ed illiriche e quindi greci, albanesi, abitanti della Bosnia-Erzegovina possono essere considerati nostri lontani fratelli. Da noi sono arrivati anche normanni, svevi, aragonesi, francesi dunque un insieme di razze e popoli che hanno forgiato nei secoli questa città e i suoi irripetibili abitanti. Per ciò siamo europeisti e aperti, senza porte, pugliesi!

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