Due pali e un cartello sopra, ma in tanti hanno paura a passarci sotto: ecco perchθ

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Due pali e un cartello sopra, ma in tanti hanno paura a passarci sotto: ecco perchθ
BARI – «Quando andavamo a scuola c’era il divieto assoluto di passare sotto i portali delle fermate degli autobus: nessuno voleva rischiare di essere interrogato il giorno dopo». Il 50enne Marco racconta di una superstizione comune a diverse generazioni di baresi: quella di evitare di attraversare per strada quei varchi delimitati da due pali verticali e da un’insegna posta in alto.  

Queste strutture a “pi greco” si trovano sui marciapiedi cittadini e servono a dare informazioni sui trasporti pubblici o a indicare punti di interesse. Niente di spaventoso all’apparenza, se non fosse che sono veramente pochi coloro che hanno il coraggio di passarci attraverso. Il motivo? Porta irrimediabilmente sfortuna. Da tutti i punti di vista.

Prima di tutto: dal punto di vista sentimentale. «Da piccola mia nonna mi diceva che se fossi passata tra due pali sarei rimasta zitella. Da allora evito perché non voglio rimanere nubile per sempre», afferma la 28enne Martina.

«Se però si attraversa il varco con il proprio partner ci si lascia. Quando è capitato a me e la mia ragazza, per annullare la malasorte abbiamo fatto il giro e siamo ripassati dallo stesso punto insieme», avverte il 24enne Davide.

Poi ci sono le avversità scolastiche. «Se ci si distrae e si attraversa il varco si viene sicuramente interrogati e si può essere persino bocciati. In classe la pensiamo tutti così, anche se si tratta di passare tra due colonne nei corridoi scolastici», dichiara la 18enne Sabrina.

Non mancano le delusioni sportive. «Tra i tifosi baresi c’è chi sostiene che passare in mezzo ai pali, soprattutto nelle vicinanze dello stadio, porti alla sconfitta della propria squadra», racconta il 54enne Giorgio.

Sino ad arrivare alla morte. «Nella mia famiglia si dice che passare in mezzo a un portale conduca alla morte. I miei genitori mi hanno sempre vietato di farlo», racconta la 32enne Sara.

Insomma questa superstizione sembra una cosa “seria”: abbraccia paure differenti e coinvolge persone di età differenti. Si è tramandata del resto di generazione in generazione e probabilmente ha origini lontane.

C’è chi le dà una spiegazione religiosa. È la “teoria della forma geometrica”. Due sostegni chiusi da un cartello formano una struttura a pi greco fatta di tre elementi, stesso numero della Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo. Attraversarla causerebbe quindi l’invasione di una figura sacra e il conseguente castigo divino.

Più esoterica è l’ipotesi del “portale invisibile”: attraversare quel varco condurrebbe a un luogo sconosciuto, pericoloso e soprannaturale.

Molto più realistica è invece la teoria che rimanda al terrore per le scale. Nel Medioevo queste ultime, appoggiate alle mura del castello, venivano utilizzate dagli assedianti per superare le fortificazioni. Da qui una paura che è sopravvissuta anche in assenza di guerre.

In un saggio inglese del 1787 di Francis Grose (“Provincial Glossary”), si riporta infatti una credenza del tempo secondo la quale passare sotto una scala portava sfortuna e comportava pure il rischio di non sposarsi. Anche nel volume del 1896 “Current Superstitions” dell’americana Fanny Dickerson Bergen, realizzato con l'importante contributo dello studioso William Wells Newell, si parla esplicitamente di “paura delle scale”. 

E quindi ai giorni nostri, considerando che è certamente più difficile trovarsi davanti a una scala poggiata per strada, la superstizione sarebbe passata a qualcosa che la ricorda, come appunto un cartello informativo a forma di pi greca.

Del resto, come direbbe direbbe il grande Peppino De Filippo, «non è vero ma ci credo».  
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