di Gaia Caprini

Da largo Adua a via Buccari: la "movida" dei giovanissimi non è più a Bari Vecchia
BARI – Ogni decennio ha la sua “movida”. A Bari infatti i luoghi di ritrovo dei giovani cambiano continuamente nel corso del tempo.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Se negli anni 80 e 90 c’era “movimento” un po’ in tutti i rioni, grazie al proliferare dei pub serali e alle piccole e grandi discoteche che regnavano in città, la “situazione” mutò completamente agli inizi del nuovo Millennio. Con il restyling di Bari Vecchia e la conseguente “apertura” di questo quartiere al resto di Bari, i ragazzi infatti si spostarono in massa nelle piazze e nei vicoli del centro storico, per andare a frequentare nuovi bar, cicchetterie, gelaterie e rosticcerie.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma come detto ogni epoca ha la sua movida e così da qualche anno pian pian anche il centro storico ha cominciato a registrare un calo di presenze. «A Bari Vecchia si va giusto per la “prima serata”, a mangiare qualcosa, poi ci si sposta altrove», ci spiega la 19enne Giulia.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
E quindi quali sono i nuovi luoghi d’incontro? Dove “se la fanno” i ragazzi di oggi? Limitandoci alla fascia d’età intorno ai vent’anni (i giovanissimi), possiamo affermare che a Bari attualmente “funzionano” cinque posti, che si differenziano tra loro anche per “tipologia di utenza”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il primo si trova nel Quartiere Umbertino, in largo Adua (nella foto), una piazzetta affacciata sul mare e situata tra l’ex teatro Kursaal e il monumentale Palazzo Colonna. Si tratta di un’area verde con alberi, aiuole e qualche panchina, che durante il weekend viene preso d’assalto, grazie alla presenza di locali quali la “Premiata Norcineria”, il “Piccolo Bar” e l’“Amacord”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Una chiassosa movida che però i residenti del quartiere non sopportano: si lamentano per le “notti insonni”, i rifiuti che vengono lasciati per terra e il caos che si crea a causa dell’occupazione dei parcheggi delle auto.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Qua ci si limita “a stare”, sorseggiando un drink in piedi e a chiacchierando tra di loro. «Questo è il posto ideale per noi – afferma la 18enne Caterina -: siamo vicino al mare, ci sono bei locali e un mucchio di persone con cui socializzare».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Attenzione però – sottolinea il 20enne Carlo – quella zona non è frequentata da “tutti” i baresi, ma solo da quelli che noi definiamo “fighettini”: ragazzi che curano molto il modo di vestire e appartengono alla “Bari bene”».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

A pochi passi da Largo Adua c’è però il “Chiringuito” ad accontentare i più “alternativi”, che in teoria badano meno all’apparenza. Siamo sul Molo San Nicola, meglio conosciuto come “N’dèrr a la lanze”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Dal Dopoguerra in questo punto si trova un chiosco che “sforna” birre, bar che da una ventina d’anni si è ingrandito allettando così decine e decine di giovani che si accomodano sul cemento del molo con l’Adriatico ai loro piedi. E per mangiare qualcosa ci sono sempre i venditori ambulanti di panini e patatine fritte (i cosiddetti “pane e merda”) che trovano posto sul vicino lungomare.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Un luogo comunque non nuovo, che da sempre ha funto da “appendice” alla movida barivecchiana.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Mentre è “operativo” da soli tre anni il “Triangolo” di via Buccari, nel quartiere Carrassi. Un posto caratterizzato dalla presenza di tre locali (“Storie del Vecchio Sud”, “Marrakech evolution” e “Bar Isabella”) che attirano una clientela anche in questo caso “alternativa”. «Non mi piacciono i fighettini di Largo Adua, al contrario qui posso vestirmi come mi pare per andare a bere “semplicemente” una birra in compagnia dei miei amici», afferma il 20enne Fabio.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Anche qua però la movida si svolge più che altro all’esterno, sui marciapiedi antistanti i locali (alcuni dei quali non possono nemmeno ospitare clienti all’interno), causando così le proteste dei residenti che non riescono a riposare la notte.  D’altro canto c’è chi afferma che il “movimento” ha vivacizzato un rione che stava diventando sempre più un semplice “dormitorio”.  

Gli ultimi due luoghi di Bari popolati dai giovani (in questo caso di provenienza varia e “trasversale”) si trovano uno a San Pasquale e l’altro a Picone.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il primo è piazzale Lorusso, lì dove ogni giovedì mattina si tiene il grande “mercato di via Salvemini”: un posto che occasionalmente ha ospitato gli alcolici “botellon”. Qua negli ultimi anni sono sorte rosticcerie, bar e locali notturni come il “Fix It Radio”, anche se la serata si svolge più che altro all’esterno, su questo enorme spiazzo pedonale con alberi e panchine.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

A Picone, sull’extramurale Capruzzi, sono attivi invece da diversi anni due pub “low cost” (il “Bourbon Street” e il “Jerusalem”) frequentati da persone di età diversa. I giovanissimi in particolare amano sostare nel lungo porticato che si estende tra viale Salandra e viale Ennio. «Qui mi sento come a casa - conclude il 20enne Francesco -: mi diverto con i miei amici stando sempre all’aperto: è questo il bello di una città calda come Bari».

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Gaia Caprini
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  • Fiorella - Da questo bell'articolo si deduce che i giovani amano socializzare all'aria aperta e per convivere con i residenti basterebbe correggere le abitudini negative. Essere rispettosi degli altri per stare bene tutti. Lasciando puliti gli spazi dello svago, non fare schiamazzi per una convivenza logica. A tal fine un passaggio di vigili anche in quelle ore sarebbe un deterrente educativo. Se il nostro clima consente questa socialità, adeguiamo anche i servizi. Grazie

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