di Gaia Caprini

Bovino, l'ottocentesco mulino ad acqua: «In Puglia è l'unico ancora funzionante»
BOVINO - Situato in una zona densa di storia, conservato in ottime condizioni e unico del suo genere. Parliamo del "Moleno d'acqua del ponte", quello che a detta del suo proprietario sarebbe l’unico mulino ad acqua funzionante in Puglia: un gioiello nascosto nell'agro di Bovino, piccolo borgo collinare della provincia foggiana.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La costruzione rurale si trova nelle campagne a nord-est del paese e "sfrutta" il vicino ruscello Cervaro. Siamo precisamente nel Vallo del Bovino, zona un tempo covo di briganti e luogo di passaggio dell'antica Strada regia delle Puglie, arteria parallela alla via Appia che collegava Benevento e Brindisi.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Per raggiungerla è necessario uscire dal centro abitato e guidare lungo la s.p. 121. Dopo circa cinque chilometri la via incrocia un'altra provinciale, la 110: è proprio qui, nei pressi della stazione ferroviaria, che un cartello ci fa capire di essere giunti a destinazione. (Vedi foto galleria)

Davanti a noi l'edificio si presenta diviso in tre parti. Quella a sinistra comprende l'abitazione del mugnaio, al di sotto della quale è posizionato un mulino del 600 ormai in disuso. Sulla destra è visibile invece l'accesso all'impianto di macinazione ancora adoperato, risalente all’800.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Entriamo proprio in quest'ultimo, reduce da un recente restauro che ne ha lasciato intatto l'aspetto originale. Gli attrezzi sono quelli autentici di qualche secolo fa e volgendo lo sguardo verso l'alto intravediamo le travi del tetto: sono in legno di pioppo, albero tipico delle sponde del Cervaro.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

A farci compagnia c'è il signor Grasso, 50enne e attuale proprietario del posto. «Siamo molto legati a questo antico metodo di macinare il grano - spiega il titolare -. È una tradizione di famiglia che viene tramandata di generazione in generazione. Siamo rimasti gli unici: non esistono in Puglia mulini che funzionano in questo modo e solo con la forza dell’acqua». Del resto la regione non si è mai contraddistinta per l’abbondanza di fiumi. 


Si tratta quindi di una tecnologia "primitiva" che fa a meno della corrente elettrica, ma consente comunque una discreta produzione.  «Lavoriamo qualità di grano tipiche del foggiano come il "Senatore Cappelli" e il "Vermiglio" - prosegue il gestore -. E ce n'è anche uno molto tenero, utile per preparare i dolci».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il funzionamento del macchinario è semplice. L'acqua del torrente è convogliata attraverso appositi canali in un serbatoio, posizionato dietro un muro. Il liquido raccolto viene fatto cadere su una ruota orizzontale sotterranea, che comincia così a girare. L'asse è lo stesso della macina, posta nella stanza sovrastante, che dunque entra in funzione. (Vedi video)

La parte inferiore della mola è in quarzo della Ferté: si tratta di un minerale tra i più duri al mondo. «É un privilegio poter avere a disposizione questo tipo di strumento - evidenzia Grasso -. Nella lavorazione del cereale non devono esserci residui di roccia, altrimenti otterremmo uno sfarinato scadente».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La materia prima tritata finisce in un cassone (la tramoggia) ed è di grande qualità. «Generalmente oggi - sottolinea il 50enne - al posto delle macine in pietra vengono usati i cilindri che lavorano a 360 giri al minuto, surriscaldando il grano e non prima di averlo decorticato: rimane insomma solo la parte interna, quella meno salutare, in quanto piena di amido. Con il nostro sistema invece i giri al minuto sono 90 e il prodotto viene adoperato per intero, conservandone il contenuto vitaminico».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E permettendo, nell'era della tecnologia ad ogni costo, la sopravvivenza di un tesoro ottocentesco sempre più raro.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

(Vedi galleria fotografica)

Nel video il funzionamento delMoleno d'acqua del ponte”:


 

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Gaia Caprini
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