di Gabriella Quercia

''Passi da ciclope'': biciclette di bamb¨ nel quartiere San Paolo di Bari
BARI – Aprire una “ciclofficina” in un quartiere periferico e difficile come il San Paolo e realizzare i primi prototipi di biciclette costruite in bambù. Sono solo alcune delle iniziative di tre giovani di Molfetta (Melita, Michele e Corrado), che un anno fa hanno fondato “Passi da ciclope”, l’unica struttura del grande rione barese dedicata al mondo delle due ruote. Situata in via Giulio Cozzoli 4, l’associazione ha posto le sue fondamenta in un locale al piano terra di proprietà di una delle parrocchie del rione, quella di San Giovanni Bosco.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Anche se all’inizio i ragazzi hanno dovuto fare i conti con la realtà del quartiere, con una popolazione guardinga e schiva nei confronti di “forestieri” desiderosi di portare una ventata di novità e freschezza. «Quando abbiamo aperto non è stato facile- ci spiega la 27enne Melita- la diffidenza era tanta e molti ci prendevano come un semplice negozio di bici. Ma noi non acquistiamo “due ruote”, né le vendiamo. Seguiamo il modello di ciclofficina popolare: ripariamo le biciclette, richiedendo un contributo libero per le riparazioni».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«E non solo-  sottolinea Michele -. Insegniamo ai ragazzi a riparare le proprie bici e siamo riusciti anche a tenere dei corsi con dei minori che hanno avuto in passato problemi con la legge e con giovani stranieri ospitati nel Cara di Palese, il centro di accoglienza per i richiedenti asilo. Stiamo anche lavorando a dei progetti con due scuole del quartiere e a giugno scorso abbiamo organizzato una caccia al tesoro in bici con l’aiuto di altre associazioni presenti al San Paolo».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E poi c’è il progetto delle biciclette di bambù, costruite interamente con questo tipo di legno (esiccato e di 3/4/5 anni di età) con la sola eccezione di pochissimi pezzi in acciaio o alluminio: i forcellini, la scatola del movimento centrale e il tubo dello sterzo (vedi foto galleria). «Abbiamo chiesto aiuto a Amos Agyapong, direttore di produzione della Ghana Bamboo Bikes Initiative  – afferma Corrado -. Da lui abbiamo appreso le tecniche di costruzione di questo tipo di bicicletta molto diffusa in Africa».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Realizzarle però non è stato affatto semplice, ci vogliono 40 ore di manodopera, cosa che impone poi un prezzo di vendita molto alto. Ma il gioco vale la candela? «Sì – risponde Melita - perché il bambù è un materiale resistente, reagisce bene ai “colpi” dell’asfalto, è ecologico a differenza dell’acciaio e del carbonio e le bici sono più robuste di quelle che si trovano normalmente in commercio».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Del resto qualcuno ne ha già acquistata una. «Per inserirle sul mercato - spiega Corrado- abbiamo caricato sul web le foto delle bici realizzate, dichiarandoci disposti a costruirne delle altre su misura, dietro compenso. L’acquirente è un veneziano: ci ha pagato la bici mille euro, che serviranno per coprire i costi dei laboratori e a sostenere l’associazione».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Che ha bisogno di aiuto – conclude Michele -. Stando a Molfetta avremmo avuto una sicurezza economica maggiore, ma qui al San Paolo in poco tempo abbiamo raggiunto i cento tesserati. È un bel traguardo, anche se la soddisfazione più grande la riceviamo quando vediamo i ragazzi felici di lavorare al nostro fianco, mentre semplicemente riparano una bicicletta».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Qui la pagina facebook di Passi da ciclope.

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