di Salvatore Schirone

Japigia, colti sul fatto: ecco chi butta i rifiuti sotto il ponte. Video
BARI - Questa volta li abbiamo colti sul fatto. Con un video abbiamo documentato come sistematicamente vengano buttati rifiuti sotto il ponte di Japigia che da via Caldarola immette sulla tangenziale. Ne avevamo parlato due volte in passato e da allora nulla era cambiato. Ieri siamo riusciti a filmare lo scarico abusivo di rifiuti ingombranti.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Sono quasi le 15.30. La strada è deserta, ha finito di piovere da qualche minuto. Da un furgoncino che porta l'insegna della nota casa automobilistica Renault, due uomini scaricano delle grosse pedane in legno.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Sopraggiunge un'altra auto nera. Uno dei due parla con il conducente. E poi ritorna al suo lavoro. Nel frattempo un terzo uomo è già penetrato dall'altra parte della recinzione che dovrebbe chiudere l'accesso ai pilastri del ponte. I due gli passano le pedane e lui con disinvoltura le scaraventa per terra per poi portarle a spalla in un zona più interna, non facilmente visibile dalla strada.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

 
Si può parlare di città pulita, di smaltimento dei rifiuti e di raccolta differenziata, ma sono tutti discorsi inutili se a Bari c’è chi continua, alla luce del sole, a farsi beffe della legge e dell’ambiente che ci circonda.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il video:



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  • Emanuele Zambetta - Che senso ha scrivere "Japigia"?... La "j" intesa come "i", nella lingua italiana non si usa più. Se proprio la si vuole adoperare in funzione semiconsonantica, per coerenza, si scriva "Japigja". Ma per una questione di semplicità e di italianità, non credete sia molto meglio scrivere "Iapigia"?...
  • renauto - In riferimento al video ed al commento pubblicato sul sito 'Barinedita' in data 13/11/2013, sopra condiviso, la Renauto intende chiarire la propria estraneità rispetto alla incresciosa vicenda. La deducente condanna la condotta del dipendente - allo stato allontanato dal servizio, nelle more del procedimento disciplinare avviato - che ha agito di sua iniziativa, in violazione di precise direttive della società, che da sempre si avvale di ditte specializzate per lo smaltimento dei rifiuti. E' noto l'impegno ambientalista dell'amministratore della Renauto, che non può che rappresentare vivo rammarico per quanto segnalato, condannare l'accaduto e ribadire la propria estraneità alla vicenda incresciosa in cui la società è stata - in maniera del tutto inconsapevolmente - coinvolta. In ogni caso, si diffida dal reiterare accuse e giudizi gravemente denigratori nei confronti dell'azienda e si invita alla immediata rimozione del video e del commento a latere, pubblicato in assenza di un adeguato approfondimento dei fatti, significando che, in difetto, la società darà seguito alle opportune iniziative per la tutela del marchio e della immagine aziendali. Distinti saluti. Renauto S.p.a.
  • BARINEDITA - Cara Renauto, abbiamo pubblicato la vostra precisazione, ma non intendiamo rimuovere nè il video, nè l'articolo. Anche perchè non riteniamo di aver "giudicato o accusato la vostra azienda". Ci siamo semplicemente limitati a dire che sul furgone c'era scritto Renault. E' questa è solo la realtà dei fatti. Cordiali saluti
  • Emanuele Zambetta - Scusatemi se intervengo toccando un tema che c’entra ben poco con l'articolo in questione. Nel mio commento precedente avevo scritto che chi usa la "j", per coerenza dovrebbe scrivere "Japigja" e non “Japigia”. Beh, avevo scritto una fesseria. Dopo i miei ultimi studi (a livello amatoriale), ho appreso che determinàti digrammi/trigrammi rifiutano la “j”. Per cui la parola “Japigia” “è scritta bene”. Rimane il fatto che nella lingua italiana, la “j” (intesa come “i”) è una lettera inutile… e confermo la grande incoerenza che c’è in giro, nel farne uso. Chi scrive “Jonio”, per coerenza dovrebbe scrivere “Jonjo”. Utilizzare la “j”, vuol dire applicare la fonologia in scrittura. Ciò vuol dire che dovremmo scrivere “chjesa”, “pjanta”, “jodjo”, “fjuto”, “majale”, “glorja”, “ghjotto”, “italjano”, ecc.. Insomma, per una questione di semplicità, anche in posizione non vocalica, che venga adoperata solo la semplice “i” (per cui si scriva “Iapigia”). Cordiali Saluti al giornale e ai lettori.


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