di Luca Carofiglio

Triggiano, niente mensa scolastica per 800 bambini: «Scuole pubbliche non a norma»
TRIGGIANO – Ottocento bambini senza mensa. È l’assurda situazione che si sta verificando a Triggiano, paese a sud-est di Bari, dove a quasi un mese dalla riapertura dell’anno scolastico non è ancora partito il servizio di refezione da sempre garantito all’interno di asili e scuole elementari.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Finora quindi in tutti i sei circoli didattici pubblici cittadini (Boschetti, Montessori, San Domenico Savio, San Giovanni Bosco, San Pietro e Rodari), è stato precluso il pranzo agli alunni. Una complicazione che ha gettato le famiglie nel panico.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Non c’è solo il problema del mangiare - spiega Lorenzo Milani, membro del “Comitato mensa” che riunisce alcuni genitori e docenti -. Senza pasti sono stati sospesi anche orario prolungato e attività pomeridiana. Questo comporta una serie infinita di disagi. C’è chi è costretto a chiedere permessi al lavoro per andare a prendere i bambini in anticipo da scuola e chi sta pagando le baby-sitter per accudire i piccoli nel primo pomeriggio».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Una circostanza aggravata anche dall’assenza di una comunicazione ufficiale da parte del Comune. Solo ieri infatti l’amministrazione cittadina ha rotto il silenzio, informando i circoli del “non avvio della mensa scolastica nel mese di ottobre 2019, a causa di alcune criticità emerse a carico dei recettori e nei locali adibiti al servizio".

Ma che cosa sta succedendo a Triggiano? Quali sono i motivi della mancata erogazione del servizio? Quando la situazione potrà tornare alla normalità? Abbiamo posto queste domande ad Angela Melo, assessore alla Pubblica Istruzione del Comune.

Solo ieri avete ufficializzato la mancata partenza della mensa. A che cosa si deve questo ritardo?

Fino a pochi giorni fa non avevamo informazioni chiare e precise da fornire: avremmo destabilizzato tutti con una comunicazione sterile. Ieri invece siamo riusciti perlomeno a spiegare i motivi del disservizio.

In realtà nel comunicato si parla solo di “alcune criticità”: possiamo essere più precisi?

Si tratta di problemi diversi che interessano le varie scuole: fondamentalmente gli istituti devono adeguarsi alle nuove normative regionali in materia di ristorazione collettiva (legge 1435 dell’agosto 2018). Si va quindi dalla sistemazione delle zanzariere o dei pedali che fanno scorrere l’acqua dai rubinetti, a interventi più seri, come la realizzazione di spogliatoi e bagni per gli operatori del refettorio.


Ma non si poteva procedere prima con i lavori, magari durante l’estate?

Il sopralluogo del Sian (Servizio igiene degli alimenti e della Nutrizione) dell’Asl è avvenuto il 13 settembre. Abbiamo chiamato gli ispettori a seguito di alcune richieste di chiarimenti da parte dei partecipanti alla gara per la mensa, bandita il 30 luglio scorso. Quindi solo a partire da quel giorno abbiamo compreso che i locali non erano a norma e che dovevamo adoperarci per individuare soluzioni.

In parole povere se non ci fosse stata questa richiesta di chiarimenti la mensa sarebbe partita all’interno di istituti “irregolari”?

Sì, e sarebbe stato un disastro. Perché il Sian prima o poi avrebbe fatto i suoi sopralluoghi, causando l’interruzione del servizio.

Lei ha parlato di “nuove” normative: in realtà la legge 1435 è dell’agosto del 2018…

Il Comune però ne ha preso atto solo ora. L’anno scorso del resto non erano emersi problemi, visto che il precedente bando di gara risaliva al 2017: anteriore quindi alla data delle nuove disposizioni.

Dunque ora che cosa succederà?

Gli uffici tecnici stanno lavorando per risolvere le problematiche minori attraverso appalti diretti, laddove la legge lo consente, in modo da velocizzare le operazioni. E contemporaneamente stanno agendo per mettere su i lavori più grossi. Fatto questo e avuta l’approvazione del Sian, potremo pubblicare il nuovo bando, visto che il precedente è stato revocato il 2 ottobre scorso.

Vi siete fatti un’idea del tempo che ci vorrà per far partire finalmente la mensa?

Stimiamo all’incirca un paio di mesi, ma faremo in modo di perseguire qualsiasi strada che possa abbreviare i tempi.

Un’ultima domanda. Previ accordi intercorsi tra dirigenti scolastici e genitori, dalla prossima settimana sarà permesso ai bambini di portarsi il pranzo da casa: un “piatto unico” da consumare in classe. Si potrà andare oltre il panino?   

Io non ho le competenze per dire quello che i piccoli potranno portare con loro. In questi giorni ne parlerò con i dirigenti e con gli organi competenti della Asl e vedremo il da farsi.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Nella foto: la scuola Montessori di Triggiano

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