di Nicola Paparella

Non ha 40 centesimi per proseguire il viaggio: treno rimane fermo un'ora
BARI – E’ il 1° ottobre, di sera, siamo sul treno delle Ferrovie del Nord barese che parte alle 21.30 da Bari Centrale per arrivare a Ruvo di Puglia. I vagoni sono gremiti di  studenti e lavoratori che ritornano a casa. Il treno effettua la fermata di Palese, come di consueto. Ma passano i minuti e il treno non accenna a ripartire. Problemi tecnici? No, la sosta prolungata è dovuta ad altro: c’è una signora di colore che non vuole scendere dal convoglio. Il vagone si riempie di grida: le voci si sovrastano l’un l’altra. Quella del controllore, quella della donna e quelle dei passeggeri esasperati per la sosta forzata. Una storia che andrà avanti per ancora molto tempo, lasciando il treno fermo a Palese per circa un’ora.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Cosa era avvenuto? Una donna sulla quarantina, di colore (in foto), era salita sul treno alla stazione di Bari. Era diretta a Bitonto e avrebbe dovuto acquistare un biglietto del costo di 1,40 euro. Ma aveva con sé solo 1 euro. Così aveva acquistato un biglietto valido per la più breve tratta Bari-Palese, risparmiando i 40 centesimi in più che non aveva. “Si tratta solo di cinque minuti e di due fermate in più”, aveva pensato forse la signora. E quindi era salita sul treno con un biglietto “ridotto”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Non aveva fatto i conti però con un controllore molto solerte, il quale dopo aver accertato che la signora non aveva con sé un biglietto che le avrebbe dato la possibilità di proseguire il viaggio, aveva invitato la donna a scendere a Palese, incontrando però il suo fermo rifiuto. Da qui era nata una “guerra verbale” tra il controllore che insisteva affinchè la donna scendesse e la signora che non si muoveva minimamente dal posto dove sedeva. Con il controllore che decideva nel frattempo di non far ripartire il treno. Questo nonostante gli esasperati passeggeri offrissero di mettere di tasca propria la differenza, quei 40 centesimi che sarebbero bastati per far tornare tutti a casa in tempo utile per la cena. Ma per il controllore era evidentemente diventata ormai una questione personale.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Questo “teatrino” è andato avanti per un’ora: lei seduta, lui in piedi a urlare, i passeggeri intorno che si mostrano indignati, esasperati, arrabbiati. Alla fine, tra un’imprecazione e l’altra, la signora è stata costretta a scendere e il treno è finalmente ripartito.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ora, a prescindere dalle ragioni o dai torti dei “protagonisti” dell’episodio, è possibile che per una sciocchezza del genere decine di persone siano dovute ritornare a casa un’ora dopo?  E’ normale che si fermi un treno perché una passeggera non ha pagato 40 centesimi?


«Sono rimasta senza parole dopo aver scoperto il motivo del ritardo  - afferma la 17enne Sara -. Trovo inconcepibile che tutte quelle persone siano state bloccate solo perchè una signora alla quale mancavano 40 centesimi per fare il biglietto completo non sia voluta scendere». La pensa allo stesso modo il 23enne Giuseppe. «Si poteva tranquillamente trovare un compromesso –sottolinea -. E non è la prima volta che accade una cosa del genere. Si decidessero a trovare una soluzione definitiva per casi come questi».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Tra gli altri passeggeri c’è chi parla di “abuso di potere”, chi di “razzismo”, chi invece dà la colpa alla donna, ma tutti sono concordi: «Noi non c’entravamo nulla, il treno non andava fermato».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Purtroppo però il regolamento delle Ferrovie del Nord Barese (Ferrotramviaria s.p.a.) lascia troppa libertà di scelta al controllore. Se un passeggero è infatti sprovvisto di biglietto per lui è prevista una multa o il pagamento di un sovraprezzo. Ma se il trasgressore non è in possesso di un valido documento d’identità (come nel caso della signora) a quel punto deve essere fatto scendere per essere portato al cospetto della polizia ferroviaria e procedere con l'identificazione. Ma se il passeggero non vuole scendere? In questo caso è il controllore che ha il potere di decidere.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Conferma un altro controllore: «Spetta sempre a noi scegliere se far continuare il viaggio o meno». Ma poi continua: «E’ sempre meglio però evitare di fermare il treno. A volte noi chiudiamo un occhio e stampiamo un biglietto valido anche senza far pagare il sovraprezzo. Perché gli altri passeggeri hanno diritto di arrivare in orario».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Insomma, in assenza di regole certe, dovrebbe prevalere il buon senso. Quello che forse è mancato al fin troppo zelante controllore, che avrebbe potuto "lasciar perdere" o al contrario magari anche chiamare la polizia, ma che invece ha fatto di una "storia da 40 centesimi" un fatto personale, trascurando il primario interesse di decine di passeggeri incolpevoli.


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  • ANGELO - mi sono trovato anni fa in un caso analogo:una ragazza aveva il biglietto regolare, ma aveva fatto quello per il pullman non utilizzabile per la ferrovia. Il controllore giustamente doveva farla scendere o fare pagare la multa, io mi sono offerto di pagare il biglietto per la ragazza SENZA RESTITUZIONE della somma e mi sono sentito GRANDE dentro! potevano benissimo fare anche per quella signora per i maledetti 40 centesimi!!!!!che vergogna!!!!
  • nicola - Evviva i grandi evasori che patteggiano e la fanno francA!
  • valerio - colpirne uno per educarne cento
  • Marina - Grazie per aver inserito questo articolo interessante serve appunto a denunciare comportamenti che creano disagi in luoghi e mezzi già disagiati di loro viste le condizioni in cui viaggiamo al giorno di oggi tra ritardi e tutto il resto
  • francesco - mi è successa la stessa identica cosa e la penso uguale quando è possibile è sempre meglio evitare e chiudere un occhio. complimenti per l'articolo siete grandi continuate così


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