di Anna Maggio

«Avrei voluto un figlio diverso»: quando le adozioni falliscono
BARI – «Avrei voluto una figlia diversa, più presente a casa, non una che mi tratta come se fossi la sua cameriera». Gloria, mamma 57enne della provincia di Bari, è una di quei genitori che hanno adottato un bambino straniero, ma che per una serie di condizioni si trovano a convivere con figli che non accettano una nuova famiglia, un nuovo Paese, un nuovo modo di vivere.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Capita alcune volte di trovarsi di fronte a un “fallimento adottivo”  - afferma una 40enne psicologa barese, che ha avuto a che fare con casi simili – e purtroppo in questi casi non sono sufficienti affetto e cure».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Gloria con il marito Teo ha adottato 14 anni fa Sonia, una bambina di 6 anni e mezzo che veniva dalla Bielorussia. «Quando è venuta a stare da noi ci sono stati subito dei problemi – racconta la donna –. Ogni tanto chiamavamo l’interprete per comprenderla meglio, ma sembrava che non volesse stare qui. Si tranquillizzava solo quando mangiava, forse in quel modo colmava il vuoto che aveva alle spalle».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Figlia di una ragazza madre, persa all’età di quattro anni, Sonia  nutriva, secondo la coppia, una rabbia inconscia verso gli uomini. «Alternava momenti in cui era remissiva ad altri di aggressività, prevalentemente con Teo - afferma Gloria -. All’inizio mi chiedevo se avessimo fatto bene ad adottare: in fondo chi eravamo per lei? “Nessuno”, mi rispondevo. Però siamo andati avanti, anche se questi dubbi mi hanno bloccato parecchio. Adesso dico che noi siamo solo l’appoggio economico per farle realizzare i suoi sogni – si sfoga la donna -. A volte sento un amore-odio nei suoi confronti, soprattutto quando vedo che è menefreghista: è come se le fosse tutto dovuto e che ci stia facendo un favore continuando a stare con noi».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Bisogna considerare che quando si adotta un bambino, a meno che non questi non sia molto piccolo, si andrà a prendersi cura di una persona che ha già avuto delle esperienze, un’educazione e che ha dei ricordi, molto spesso infelici. «Questi minori vivono esperienze di separazione, perdita e abbandono – spiega la psicologa - e quando “arrivano in famiglia” portano con sé emozioni che non è possibile cancellare. E in genere quando si nega un vissuto difficile di rabbia, di tristezza e di povertà, nel bambino si vanno ad annidare delle questioni irrisolte che a un certo punto diventano esplosive, perché non più sotto controllo».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Quindi alla radice dei fallimenti adottivi ci sarebbe un approccio sbagliato da parte dei neo-genitori. E’ ad esempio eclatante ciò che è avvenuto a una coppia barese, Marta e Giuseppe attualmente 65enni, che si sono recati in Sud America per adottare la figlioletta Giulia, che all’epoca aveva 6 anni. Quale è stato l’errore dei signori? Non appena saliti sull’aereo che gli avrebbe portati in Italia, hanno detto alla piccola: «Guarda dal finestrino il tuo Paese, perché non lo rivedrai mai più».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Volevamo che Giulia fosse solo nostra e che il passato non esistesse più da quel momento in poi: le offrivamo una vita migliore», si difende Marta. Ma quelle parole hanno generato in Giulia (che ora ha 23 anni), una reazione a catena.  «La signora e il marito disconoscevano le origini della bambina – spiega la psicologa -. Giulia era di loro proprietà, il prima non esisteva e tutto cominciava in quel momento. E così questo disconoscimento così profondo non le ha permesso di pensarsi come una bambina che va bene, che ha un valore ed esperienze dietro di sé – sottolinea l’esperta –. Giulia non si è mai sentita accettata dai genitori adottivi, ha sempre avvertito un distacco e si è sempre sentita “diversa”».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Fra i tre quindi non si è mai riuscita a instaurare una sana ed equilibrata relazione e oggi Marta e Giuseppe continuano a chiedersi: «Ma cosa abbiamo fatto ? Noi volevamo solo avere una figlia».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Per i genitori diventa quindi fondamentale prepararsi all’adozione, soprattutto psicologicamente. «L’adozione fallisce perché molti genitori non sono consapevoli delle esigenze e dei bisogni del bimbo che vanno ad adottare - sostiene Francesco Bia, presidente dell’Associazione gruppo accoglienza bambini Bielorussia -. A volte si pensa di colmare dei vuoti dando loro cose materiali, invece di affetto incondizionato, dialogo e regole di buona educazione. Sarebbe giusto porsi la domanda “ma io sarei in grado di fare il genitore se adottassi un bambino?”».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Perché chi adotta non deve essere una coppia che “vuole” un figlio - precisa la psicologa -.C’è una distinzione enorme tra desiderio e bisogno: il primo è sano, c’è la voglia di far del bene. Quando invece c’è un bisogno impellente, la coppia si pone sempre prima rispetto al bambino e il fallimento a quel punto è inevitabile».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 

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  • Stefania Botturi - questo articolo descrive in maniera superficiale, esagerata, arbitraria queste esperienze. È' accettabile solo quando scrive che l'errore sta nei genitori. Eppure credo davvero impossibile e falso che dei genitori sull'aereo abbiano detto una simile baggianata. In quelle ore, quando si sta per lasciare il mondo che ha visto nascere il nostro bambino, i sentimenti sono così forti , assoluti e dirompenti che le parole stentano a uscire. I genitori che io ho conosciuto spesso ricordano gli abbracci, i pianti, il cuore che scoppia di felicità e di tensione. Spesso i bambini piangono disperati, confusi. E a nessuno uscirebbe mai una frase imbecille come quella che questo articolo riporta. Poi si', i fallimenti ci sono, ma di rado si tratta di errori così volgari e gravi, che quel l'episodio narrato avrebbe la pretesa e l'arroganza di illustrare simbolicamente. Stefania Botturi. (Brescia)
  • Cinzia Zorino - Molte verità, l'errore di base è delle associazioni alle quali ci si appoggia per l'adozione. Le coppie si appoggiano con l'idea di essere dei genitori, dopo travagliate inseminazioni andate a male, e percorsi dolorosi e fallimentari. Quindi l'associazione riceve coppie a dir poco devastate psicologicamente. I corsi che ti propinano sono a dir poco per idioti, nessuno ti dice com'è la realtà. Sanno solo dirti che sono bambini che hanno bisogno d'amore, e le coppie non aspettano null'altro che dare questo amore. Forse sarebbe più onesto spiegare che il percorso adottivo, non è una passeggiata, che si rompono gli equilibri di coppia, che spesso anche i genitori hanno bisogno di supporto psicologico, che devono adottare persone con un carattere particolarmente forte. C'è mancanza di onestà. Spesso le associazioni non sono neanche in grado di far valere il tuo documento di adozione, e torni a casa spesso con bambini portatori di handicap, ed ecco che la tua vita è già fottuta. Ma questi incompetenti si sono chiesti se le coppie, pur avendo dichiarato di non voler accettare un bambino malato, per motivi loro, magari perché incapaci di reggere a tale prova ,sarebbero stati in grado di dedicare sino alla fine della loro vita una parte di loro da missionari? Ci vuole più formazione e corsi verità non tutto bello e tutti buoni!!!
  • Paula - Io mi ci rivedo in questa storia anche perche quando mi hanno adottato , ho scoperto che mia madre adottiva non era tanto normale , ha finto per addortarci nel senso che non ha dichiarato di essere mentalmente disturbata, infatti non sono per nulla felice di essere stata adottata da una che in continuazione insulta mia mamma biologica che e una bravissima donna, io ci ho sofferto a non essere rimasta con mia mamma naturale,anche per questo motivo. Quella adottiva solo perche non ha potuto avere figli e per colmare il suo bisogno ha adottato me e mio fratello , il suo non e amore e possessione come fossimo dei oggetti,come fossimo la sua proprietà, non ci ha adottato per amare noi , ci ha usato per il suo bisogno morboso di avere un figlio, hanno sbagliato a darci in adozione a questa se si puo chiamare madre . Noi stavamo bene in polonia , con nostra mamma naturale che ci ha amato tanto , e il motivo per cui ci ha fatti adottare e che non poteva mantenerci, avendo avuto un marito bastardo ubriacone e che abusava di lei ed era impossibile allevare 7 figli.adesso vi state chiedendo perche non e scappata con noi? Perche non sapeva dove andare , e secondome non dovevano togliere noi ma quel bastardo di cui non ricordo nemmeno la faccia . Io da quando mi hanno allontanato da mia mamma naturale sto male e staro male tutta la vita , ho pianto tutti i giorni e piango anche adesso, sono stufa di questa vita piena di sofferenza e di rabbia, e questa storia descritta qua sopra e proprio quello che provo io e vi dico che non tutti i genitori adottivi adottano per amore , ma adottano per il loro schifoso bisogno di avere una loro proprietà. Ancora che pensate che chi adotta lo fa per amore ? . Dopo sta storia mia ricredeteci.
  • Isabella - Perché non si parla delle conseguenze psicologiche sui genitori adottivi in caso di fallimento ma solo di conseguenze sui figli? E , d'altra parte, perché tra le cause del fallimento non si possono annoverare i gravi disturbi di personalità nel minore preesistenti all'adozione?
  • Ida - Sposo in pieno il commento di tt voi genitori adottivi. Anche noi SM genitori adottivi di una ragazza che attualmente ha 20 Adottata all' età di 11 in Ucraina. Il ns è un fallimento adottivo a tt gli effetti Sn d accordo che i corsi nn dicono la verità in preparazione alla adozione Noi genitori adottivi SM lasciati allo sbando da servizi sociali e qls struttura competente Gli unici ad essere tutelati sn solo i figli adottivi xche considerati anelli deboli della catena È vero loro hanno subito violenze psicologiche o fisiche prima di essere adottati....e noi?! Noi , parlo x me come famiglia adottiva, subiamo violenza psicologica e verbale da ben nove anni. Ripete sempre che è stata costretta a dire di sì in tribunale dall' istitutrice ...ci ripete che come famiglia nn ci vuole e che cinodia.... Ho letto in diversi forum di discussione che bisogna offrire loro, ai figli adottivi, dialogo, amore incondizionato e regole educative....a chi ha detto qst rispondo dicendo che ns figlia nn ci hai mai riconosciuto nel ruolo di genitori...tt è dovuto...entra ed esce da casa senza dire dv va, chi frequenta e cosa fa soltanto xche io nn essendo sua mamma biologica nn ho il diritto di sapere nulla. Si rivolge con linguaggio scurrile e parolacce a gogò. La ns vita di coppia e di famiglia è devastata e stiamo vivendo un inferno in terra! Solo chi ci passa può capire.... X lei SM solo un bancomat e quando nn diamo soldi xche nn possiamo x pbl economici diventa violenta sia verbalmente che fisicamente sia verso di noi che su se stessa... Tante psicoterapie fatte ma nessun risultato ottenuto Messa anche in comunità x chiedere aiuto...ci SM sentiti dire che SM dei pessimi genitori xche in fondo nn l'abbiamo accetta in maniera incondizionata Sn tt bravi a parlare sui guai degli altri....inviterei chi ha responsabilità serie a valutare bene ed essere sinceri e onesti sullo stato mentale del bambino adottivo e sulle sue reali necessità e voleri... Nostra figlia nn voleva una famiglia adottiva e grazie a degli imbecilli SM nell'inferno più totale. È tornata a casa, dopo la comunità, ancora più incattivita di prima. Ha trovato sua sorella e pretende di andare da lei ogni due mesi...minacciandoli xche pretende il biglietto aereo ..... Biglietti fatti x ben due volte nell arco di tre mesi! A voi larga sentenza!
  • G.Paolo - Anche noi abbiamo adottato una bambina bielorussa all'età di 8 anni, è stato tutto bello sino alla maggiore età. A scuola siamo stati presi sempre come esempio dai professori, però la ragazza aveva sempre questa ricerca di figure femminili adulte (le cercava di bell' aspetto), adessso con la mamma il rapporto è disastroso non la vuole più e quindi siamo diventati esclusivamente dei bancomat, si lamenta che non ha ricevuto coccole dalla madre, questo in parte può essere anche vero in quanto il tempo che avevamo per educarla era proprio limitato e dal momento che lei era un animaletto abbiamo dovuto contrastarla di continuo. La mattina con mia moglie eravamo sempre nel suo letto per le carezze di inizio giornata quindi non è proprio come dice lei. Non glia abbiamo fatto mai mancare niente ha fatto tutto quello che desiderava, però era sempre alla ricerca di nuove mamme, adesso la cosa triste è che sta spesso presso due famiglie a noi sconosciute e queste anzichè aiutarla per migliorare il rapporto con noi la hanno peggiorata. Inoltre è finita con i testimoni di Geova e non vi dico perchè ci vorrebbe un libro. Stiamo riuscendo a laurearla ma quanta fatica. Siamo distrutti.
  • LUCA - Vi dovreste vergognare per quanto scrivete cari genitori adottivi, il fallimento è una risorsa che vi può dare l'opportunità di migliorare consapevolizzando. E' un insulto colpevolizzare un bambino incapace di intendere e di volere, quando si sceglie di adottare un bambino il primo pensiero è quello di chiedersi per chi lo fate, per voi o per aiutare una persona (bambino) in difficoltà, una difficoltà che è di suo intrinseca nel momento in cui entra in gioco il passaggio dalla madre biologica ad un eventuale famiglia che ha la volontà sana di adottare un bambino. Giustificarsi dietro ad un bambino che ha già di suo dei disturbi, trovo che sia infantile, infatti non per niente e non al caso quando una coppia non può avere figli ce da chiedersi il motivo si clinico ed anche quello psicologico. Prendersi il diritto di giustificarsi verso un figlio adottivo lo considero un gesto di grande immaturità ed per questo che forse l'universo vi ha portato, dietro ad una vostra richiesta, il figlio che meritate. Grazie

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