BARI – «Bari mi ha accolta benissimo, anche se i miei abiti si vendono solo d’estate: sono come uno lido, lavoro solo nel periodo più caldo dell’anno». Sono le parole della 37enne senegalese Nawa, che nel 2023 ha aperto nel capoluogo pugliese un particolare negozio. Il suo “Nawa Concept Store” è infatti specializzato in abiti creati con tessuti provenienti dal Senegal che nei colori e nei disegni ricordano quelli tradizionali africani.
Siamo quindi andati a trovare la donna per farci raccontare la sua esperienza barese e il modo in cui produce i suoi variopinti vestiti.
Ci troviamo quindi in via Crispi 68, nel quartiere Libertà di Bari. Superato l’ingresso veniamo accolti da Nawa che ci mostra il negozio in cui fanno bella mostra di sè abiti caratterizzati da colori vivaci: dal blu elettrico all’arancione, dal viola al giallo.
Sui vestiti spiccano motivi che ricordano piume di pavone, onde ripetute, spirali concentriche, losanghe, occhi stilizzati: tutti simboli che rimandano allo stile e all’arte dei tessuti tradizionali dell’Africa.
«È il wax a dare questa impronta – ci spiega Nawa –: è una pregiata stoffa di cotone stampata con colori molto forti, motivi geometrici o floreali complessi ed è considerato il simbolo dell'abbigliamento tradizionale dell'Africa occidentale. Importo il tessuto direttamente dal Senegal e con esso realizzo poi abiti lunghi, gonne, magliette, ma anche borse».
Ma qual è la storia della donna? «Sono a Bari dal 2014 – ci racconta –. Sono riuscita ad approdare in Italia grazie al ricongiungimento famigliare: mio marito aveva trovato lavoro in Puglia e così l’ho raggiunto assieme a nostra figlia. Una volta qui, sin dall’inizio ho cercato di far conoscere la cultura africana ai baresi. Se partecipavo a degli eventi o delle feste indossavo abiti tradizionali. E ricevevo tantissimi complimenti, mi chiedevano: "Che bello, che cos'è?". A quel punto mi sono detta: perché non proporre ai baresi la moda africana? Del resto sin da piccolina sognavo di fare la stilista».
I coloratissimi abiti senegalesi di Nawa: «Sono fatti in "wax" ma i baresi li comprano solo d'estate»
Nawa ha cominciato con un temporary shop. L’esperienza è andata benissimo e così la donna ha deciso di compiere il passo successivo aprendo un vero e proprio negozio in via Crispi. Un’avventura iniziata nel maggio del 2023.
A distanza di tre anni dall’inaugurazione chiediamo quindi a Nawa come stanno andando gli affari. «Bene – risponde la 37 enne –. Però vendiamo più d’estate. D’inverno gli italiani preferiscono tornare a vestirsi con il nero, marrone e grigio. Io continuo a realizzare anche capi più caldi, ma il colore qui è associato solo alla bella stagione. Anche i turisti tendono ad acquistare meno nel resto dell’anno, mentre i tanti africani che vivono in città non entrano nemmeno nel mio negozio: preferiscono indossare abiti tradizionali (dal costo chiaramente inferiore) che si fanno inviare dal loro Paese d’origine».
Ci facciamo un giro nel negozio, notando come siano in vendita anche bracciali, collane e cestini intrecciati fatti a mano, sempre frutto della creatività di Nawa e del suo fidato assistente: il 35enne Thierno Halidou.
Troviamo quest’ultimo nel laboratorio del concept store, mentre è intento ad armeggiare con una macchina per cucire. «Sono un sarto – ci dice –. Sono migrato dalla Costa d’Avorio in cerca di un futuro migliore e quando ho visto il negozio di Nawa ho detto “questo è il posto dove voglio stare”. E quindi eccoci qui, a lavorare insieme per portare i colori dell’Africa a Bari».
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