di Alessandra Anaclerio

Discoteche, i dj: «A Bari non esiste una vera scena musicale»
BARI -  «Il tempo per la sperimentazione è passato, a noi non chiedono altro di mettere su un po’ di musica che possa piacere al pubblico». Sono le amare parole di Carlo Chicco, storico disc jockey barese, uno dei tanti professionisti del settore che abbiamo ascoltato per rispondere a una domanda che avevamo in testa: a Bari, parlando di musica elettronica e da discoteca, esiste una “scena musicale”?  

La musica elettronica infatti sta avendo sempre più successo nel mondo e i dj sono ormai diventati delle vere e proprie star, impegnati in tourneè, serate e produzioni. Con la differenza, rispetto ai cantanti di musica pop, di non esibirsi in stadi e palazzetti, ma in locali e discoteche.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Dalle parole di Carlo Chicco sembra però che il capoluogo pugliese non sia, per un disc jockey, il posto ideale per poter fare il salto di qualità. «A Bari mancano del tutto club che diano la possibilità a chi suona di sbizzarrirsi come meglio crede – dice Carlo - Questo perchè i baresi sono abituati ad ascoltare sempre la solita musica».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Andrea Fiorito, altro affermato dj, spiega: «A Bari non c'è una “scena” perchè qui tutti si fanno la guerra. Non esiste uno scambio tra gli artisti. A Berlino o a Dubai c'è una community di persone che spinge tutti in un'unica direzione per creare una realtà musicale. Qui molti dj – continua polemicamente - suonano quello che il promoter gli chiede. Chi sta in consolle invece deve essere in grado di far ballare con la “sua” musica, altrimenti non si è dj».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Fiorito va già duro quindi, ma che cosa ne pensano i suoi colleghi di questa disamina?

«Io a volte mi adeguo al pubblico e a volte no - dichiara Marco Ninni -. Molto spesso sperimento cose nuove, anche se è chiaro che i dj qui non sono completamente liberi, bisogna sempre cercare di adeguarsi al pubblico. Ecco perchè ho pensato a un progetto, diverso: si chiamerà "Digital Sound". In un’unica serata si spazierà da sonorità house mescolate con suoni nu-disco, influenze pop e funky e sonorità deep, elettroniche e techno. Così accontentiamo tutti».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


«Per quanto mi riguarda io sto cercando di educare il pubblico che mi segue ad amare il mio genere musicale, che spazia dalla deep alla techno - racconta con orgoglio il dj Alex Pala-. In determinate situazioni però può capitare che debba adeguarmi un alla pista, sempre però selezionando buona musica, cercando di proporre qualcosa di fresco».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Solitamente cerco il giusto compromesso tra quello che mi piace e quello che potrebbe piacere- afferma Tommaso Piscitelli, in arte Tomy P.-. Io ho suonato in diversi club all'estero, a Ibiza, a Budva, a Dubrovnik e posso dire che a Bari purtroppo c'è poca cultura musicale e i pochi locali che abbiamo alternano il tipo di serata per creare un riciclo di gente sempre diversa. Si potrebbe fare di più».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Insomma i dj ammettono che il pubblico e i locali baresi non sono poi così pronti ad accettare e apprezzare il “nuovo”, pur cercando di esprimere qualcosa di diverso durante le serate. E invece gli organizzatori di questo attacco da parte dei dj cosa pensano? Chiaramente si mettono un po’ sulla difensiva.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Pasquale Dioguardi, animatore delle serate della movida barese, non ci sta e dichiara: «Bari è all'avanguardia. Ci sono tante etichette locali che si sono ingrandite e sparse nel mondo. Un esempio è “The Flame”, del tutto barese, che vanta la presenza di dj propri che oggi vengono chiamati a suonare in città come Berlino e Londra».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Anche Pino Maiorano, organizzatore tra l’altro della Festa delle farfalle, sottolinea: «A Bari i luoghi per sperimentare musica ci sono, grandi spazi dove i giovani artisti baresi possono esprimersi come meglio credono. Nel capoluogo pugliese abbiamo grandi organizzazioni e grandi dj che non hanno nulla da invidiare a quelli provenienti da altre città, come Milano».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Dobbiamo credere ai dj o agli organizzatori? A voi la scelta. Anche se per chi frequenta le discoteche l’unica domanda da porsi è questa: se un dj propone Raffaella Carrà o il Disco Samba, che si fa, si parte con il “trenino” o si lascia il locale?

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  • vado a ballare - Pochi sono in grado ....il mondo ha bisogno di artisti in consolle,non solo di falsi dj (pr)...Purtroppo pochi sanno fare musica..e pochi riescono a trasmetterla..Per me bisognerebbe educare prima gli addetti ai lavori (sempre che siano in grado di avere una sensibilita' musicale)e poi potremmo ragionare di "scena musicale"...il mio discorso vale per il mondo intero non solo per la puglia ..
  • Francesco Ethan Dimola - da dj mi schiero con i dj ma anche noi potremmo fare qualcosa in più. Una cosa giustissima l'ha detta Tomy P. Gli stessi locali propongono gli stessi generi musicali da anni senza mai sperimentare. E' chiaro che sperimentare è sinonimo di rischiare e i nostri cari organizzatori hanno un pò paura di rischiare...sono anni che i guest dj sono sempre gli stessi senza mai invitare i primi in classifica della djmag. Mancano serate che in europa sono un must, come serate di musica trance. Manca il supporto della giunta comunale che considera come turismo barese solo la passeggiata a trani, il gelato a polignano e la visita alla basilica

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