In questa area, che si estende tra le contrade Materno, Brenca e Pozzovivo, vi sono infatti oltre quaranta eleganti residenze nascoste tra la fitta vegetazione, edificate dalla borghesia molese tra il ‘700 e il ‘900 come luoghi di villeggiatura.
Un campionario di storia, arte e architettura che l’associazione “Le antiche ville”, fondata nel 1997 dai proprietari degli immobili, diffonde con eventi, pubblicazioni e visite guidate.
La più particolare di tutte è però proprio Villa Delvecchio: siamo andati a visitarla.
Per raggiungerla percorriamo la provinciale 111 che da Mola porta a Rutigliano e, dopo 4 chilometri, ci imbattiamo in un cartello con il nome della contrada San Materno. Villa Delvecchio ci appare subito sulla sinistra con il suo caratteristico aspetto che lo fa assomigliare a un piccolo castello.
Superiamo il cancello di ingresso e un lungo viale ci conduce ai piedi della tenuta. A colpirci è subito il suo particolare stile architettonico arabeggiante, un unicum in tutta la zona.
«Fu progettata dal molese Nicola Jacovelli – ci spiega Rosemary Delvecchio, proprietaria dell’immobile e presidente dell’associazione “Le antiche ville” –. A fine dell’800, assieme al fratello, si trasferì a Il Cairo dove aprì uno stabilimento di lavorazione del legno realizzando splendide residenze in stile eclettico. Rientrato a Mola all’inizio del ‘900 decide di costruirsi una casa tutta per sé sfruttando proprio la sua esperienza in Egitto. Inserì quindi elementi moreschi che richiamavano la cultura araba, come il torrino che pare un minareto».
Gli esterni

Osserviamo la dimora. Si innalza su tre piani: un seminterrato rivestito da bugnato a cuscinetto su cui si innestano i due livelli sovrastanti. Questi sono chiusi in alto da una fine merlatura ad archetti pensili, interrotta da alcuni elementi a torrino con decori trilobati.
La principale particolarità della villa si evidenzia nell’asimmetria delle sue quattro facciate, completamente diverse una dall’altra. Sulla principale si trova il pronao di ingresso, leggermente rialzato su un terrazzino balaustrato e circondato da finestre ad arco. In alto a destra notiamo anche una statua di una civetta: antico stemma della città di Mola.
Le facciate laterali mostrano invece linee più sinuose con corpi circolati aggettanti, balconi con mensoloni a motivi concentrici e vegetali, eleganti lampioni in ferro e doccioni con figure di dragoni e aquile.
Superiamo su lato sinistro una dépendance, giungendo alle spalle della dimora. E qui, oltre le fronde di alberi di ulivo, ci appare l’edificio in tutto il suo eclettico e fiabesco splendore.
