di Nicola De Mola

Japigia, passano i mesi ma le macerie delle case container sono ancora lì
BARI - Sgomberate lo scorso agosto, le case container di via Gentile (o, per meglio dire, quel che ne resta) sono ancora lì in "bella" mostra, quasi a rappresentare un’ideale cartolina di benvenuto a chi arriva a Bari dal suo ingresso sud. Le operazioni di abbattimento delle abitazioni che per oltre tre decadi hanno ospitato diverse famiglie disagiate (tristemente note come "gli sfrattati di Japigia") sono infatti cominciate a ottobre, ma da un paio di mesi si sono arrestate apparentemente senza alcun motivo.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

In estate dopo la consegna agli ex residenti dei nuovi alloggi popolari costruiti grazie al piano di riqualificazione delle periferie (Pirp) del Comune, l'intero perimetro fu abbandonato e transennato dalle autorità. Ma le macerie di quelle case fatiscenti (liberate anche a causa della presenza di amianto) e i resti di mobili, sedie, materassi, divani e altre suppellettili che si trovavano al loro interno (vedi galleria fotografica di Nicola Velluso) a distanza di quattro mesi sono ancora lì tra la perplessità e la preoccupazione degli abitanti delle zone circostanti.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Quando mi affaccio e guardo in quella direzione, mi sembra di essere in un villaggio dell’Afghanistan appena bombardato - afferma Pasquale, abitante di un palazzo nelle vicinanze della zona - E dire che siamo a pochi passi da un luogo istituzionale, quale è la sede dei vigili urbani e da un centro commerciale molto frequentato». «Quei detriti sono un'indecenza e chi ci garantisce che non siano anche un pericolo per la salute di noi abitanti?», si chiede allarmata la signora Annamaria.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

A fare chiarezza sulla situazione ci pensa il consigliere della V circoscrizione Japigia - Torre a Mare, Lorenzo Leonetti, che spiega come lo stop dei lavori sia legato alle normali procedure da parte della società addetta alla demolizione, che a ottobre ha effettuato i prelievi sui materiali di risulta dei container (tra cui anche fibre di cemento-amianto e di lana di vetro) e ora sta ultimando gli accertamenti del caso per eseguire lo smaltimento dei rifiuti.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


«L’eliminazione di quei materiali richiede un determinato procedimento, ma la zona è in totale sicurezza e non ci sono pericoli per la salute dei cittadini - spiega Leonetti - È chiaro però che i cumuli di rifiuti possono creare un certo disagio, visto che inevitabilmente diventano l'habitat ideale per il proliferare dei topi».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Una volta completata la bonifica l’intera area sarà riqualificata sempre nell’ambito del Pirp di Japigia attraverso la realizzazione di 126 nuovi alloggi e di una grande piazza pubblica, che sarà collegata con la nuova sede della Regione Puglia, attualmente in costruzione proprio in via Gentile. Un progetto che, quando sarà portato a termine, farà finalmente scorrere i titoli di coda su una storia durata oltre trent’anni. Una storia triste, visto che in quei blocchi grigi quelle famiglie avrebbero dovuto abitarci al massimo per due anni.  

E sempre che non abbia ragione il signor Enrico, residente in via Gentile sin dai tempi della loro costruzione, che afferma sconsolato: «Quei container resistono a tutto, avrebbero dovuto essere abbattuti già diverse volte nel corso di questi ultimi trent’anni, ma sono ancora lì: sembra che ci sia quasi una maledizione su di loro».

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