di Cassandra Capriati

 Bari, riapre il cinema Royal: «Qui faremo anche teatro, danza e musica»
BARI – Della sorte dei cinema baresi vi abbiamo già parlato: nel corso degli anni, tranne pochissime eccezioni, tutte le sale del capoluogo pugliese hanno chiuso i battenti per fare posto alle più grandi e moderne multisala. A questo destino non era sfuggito nemmeno il Royal, storico cinema ubicato nel sottopasso di via Quintino Sella dal 1921. Ma quello che sembrava l’ennesimo triste epilogo, si è rivelato invece essere solo una momentanea battuta d’arresto: a breve infatti il Royal ritornerà in attività. (Vedi foto galleria)

La conferma arriva dal 39enne regista e produttore pugliese Andrea Costantino: «Con ”Anchecinema”, la società di cui sono amministratore, a marzo abbiamo rilevato la gestione del Royal. A breve inizieranno i lavori di ristrutturazione e in autunno prevediamo di riaprire i battenti con un programma ben definito».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il piano prevede la realizzazione di una sala polifunzionale attiva su tutti i fronti: cinema, teatro, danza, musica. «La nostra ambizione – spiega ancora il regista -  è quella di dare vita a uno spazio accessibile, economico, non elitario, idoneo ad accogliere famiglie, giovani e anziani».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Sul fronte cinema, una delle nuove iniziative introdotte sarà quella di inserire nella programmazione anche la proiezione di cortometraggi, film che nelle sale cinematografiche italiane solitamente faticano a trovare una distribuzione.  Tra le novità anche il cambio di ingresso del cinema, che non sarà più quello storico del sottopasso di via Quintino Sella, ma si troverà nell’area del Dopolavoro ferroviario. Previsto anche un parcheggio situato su corso Italia.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Di proprietà delle Ferrovie dello Stato fino al 2005, poi ceduta alla srl Dlf patrimonio (possidente di tutto il patrimonio immobiliare del Dopolavoro ferroviario), questa sala ha visto nel tempo l’avvicendarsi diverse gestioni. Inizialmente infatti aveva il nome di “Cinema Lucciola” ed era gestita totalmente dal Dopolavoro ferroviario e frequentata esclusivamente dagli impiegati delle ferrovie (non a caso era conosciuto con il termine di “cinema dei ferrovieri”). Poi dopo la fine della Seconda guerra mondiale fu aperta al pubblico, ma sempre con il nome originario, fin quando la prese in gestione il tarantino Aldo di Gennaro che la ristrutturò completamente dandole il nome di Royal.  Dal 1981 passò nelle mani di Nicola Martino e fu gestita dalla sua famiglia anche dopo la morte di quest’ultimo. Fin quando, tre anni fa, complice anche il disinteresse della società proprietaria, lo storico cinema e teatro ha chiuso i battenti.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma come detto il Royal è ora pronto a rinascere. «Ho chiesto il permesso all'ex gestore, che era in causa con i proprietari, di poter provare a condividere l'idea di una transazione che potesse realizzare gli interessi di tutti, mettendo da parte le questioni legali, che si sarebbero sicuramente trascinate per anni – spiega Costantino -. Non è stata un’impresa facile e se è stata resa possibile è solo grazie al mio incontro con Ebe Guerra, un avvocato esperto in materia di diritto dello spettacolo. A questo si è aggiunto un altro evento fortuito, quello di aver conosciuto Tommaso Barone, il presidente del Dlf Bari, il Dopolavoro Ferroviario. Senza la partecipazione di queste persone riaprire il Royal non sarebbe mai stato possibile».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

(Vedi galleria fotografica)

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  • lealidiicaro - Queste sono delle belle notizie!!! è piuttosto sconfortante infatti veder chiudere uno dopo l'altro molti cinema baresi! Spero che si trovi una nuova funzionalità anche per il cinema "Ambasciatori" ad esempio....
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  • Virgilio Marrone - ottimo, speriamo bene. Un piccolo suggerimento: se possibile, curare bene l'illuminazione nel salone d'ingresso e nella sala grande, che non sia (quasi) cimiteriale come lo è stata fino ad oggi. Buona fortuna. In bocca al lupo.t
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