BARI – La Muraglia di Bari, uno dei principali simboli del capoluogo pugliese, sta cadendo letteralmente a pezzi. È vittima infatti della totale incuria e della vegetazione infestante che hanno provocato il crollo di alcuni dei suoi secolari blocchi di pietra. Una situazione di degrado che va avanti da tempo. Il 12 giugno scorso la Soprintendenza ha anche sollecitato gli uffici comunali e regionali a intervenire per una ristrutturazione, ma nulla sinora è stato fatto.
Nel frattempo il 17 ottobre i vigili del fuoco e la polizia locale, allertati da un cittadino, hanno provveduto a transennare un'area prospicente la Muraglia per evitare l’avvicinamento delle persone alle pareti: un intervento necessario per la sicurezza che non risolve però certo il problema.
La Muraglia è uno complessi monumentali più antichi della città e ha resistito nel tempo a secoli di mareggiate, guerre e incursioni. Costruita nel periodo ellenistico (VI sec. a.C.) e ampliata nei secoli successivi, l’alta fortificazione circondava un tempo l’intera città vecchia. Questo fino al XIX secolo quando ne furono demoliti i due terzi.
Il giro sulla Muraglia resta la più bella passeggiata di Bari: dalla sua altezza è possibile infatti godersi la vista del mare e dei suggestivi scorci di Bari Vecchia. Ma la visuale oggi è tutt’altro che “da cartolina”.
Interi alberi di fico e di alianto, assieme a piante infestanti, continuano a crescere incontrollati tra i giunti della muratura calcarea, creando seri problemi all’intera struttura. Le loro radici infatti, penetrando ed espandendosi nelle fessure, provocano una forte pressione che causa crepe e persino crolli.
Incuria e vegetazione infestante, la Muraglia di Bari sta cadendo a pezzi: ma nessuno fa nulla
Come detto nel giugno scorso la Soprintendenza ha fatto presente a Comune e Regione dello stato di degrado della struttura. Tramite pec sono stati invitati gli enti responsabili a «intraprendere tutti i provvedimenti contingibili e urgenti e non di competenza che riterranno necessari, al fine di eliminare la situazione di pericolo segnalata a tutela della pubblica e privata incolumità, oltre che di perseguire anche il pieno rispetto degli obblighi conservativi».
A distanza di quattro mesi dalla comunicazione della Soprintendenza non è stato mosso un dito e la situazione è solo peggiorata.
A poca distanza dell’arco di accesso alla Basilica di San Nicola (varco percorso giornalmente da migliaia di visitatori) alcuni blocchi si sono staccati dalla muratura causando anche l’instabilità delle pietre sovrastanti. Alzando lo sguardo è inoltre ben visibile un grande rigonfiamento del muro, dovuto alle ingombranti radici di arbusto che sta crescendo proprio a ridosso del parapetto superiore.
Il resto delle mura non se la passa meglio. Procedendo verso il fortino di Sant’Antonio, incrociamo due ampie arcate zeppe di piante rampicanti, che anche qui hanno causato dei leggeri distacchi di pietre. Più avanti ancora, nei pressi di un altro varco di accesso al centro storico, c’è un intero e verdeggiante fico che fuoriesce dalla parete.
Giungiamo infine alla scarpata ai piedi del Fortino, che si mostra interamente offuscata da una “foresta” di erbacce che cela anche rifiuti di ogni genere.
Insomma, la Muraglia che per secoli ha protetto Bari e che il poeta latino Quinto Orazio Flacco celebrò con l’espressione Bari moenia piscosi (“Bari città pescosa dalle mura fortificate”), ha bisogno di aiuto. Oltre ad attenzione e rispetto.
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