di Annamaria Lacalamita

Albo dei buskers, a Bari iscritti solo in 5: «Qui ci vedono come accattoni»
BARI – «I baresi hanno pregiudizi nei confronti di chi svolge il nostro lavoro, veniamo visti come degli accattoni». Giancarlo Ceglie ha 57anni ed è un mimo: da sempre cerca di allietare il pubblico con giochi di prestigio e spettacoli di pantomime realizzati per strada. Perché lui è un busker, uno dei tanti artisti di strada. Parliamo di clown, giocolieri, musicisti, statue viventi, mangia fuoco, trampolieri e attori che girano per le città e offrono il loro spettacolo per le vie pubbliche, chiedendo un’offerta dopo ogni esibizione. (Vedi foto galleria)

Ma il capoluogo pugliese non sembra essere una città fatta per i buskers, nonostante la loro attività sia disciplinata da un apposito regolamento del Comune di Bari emanato il 30 maggio 2012 e dal titolo “Disciplina per le attività dei writers e dell’arte di strada”. Il regolamento attua una legge regionale del 2003 in cui la Regione Puglia si dichiarava ospitale verso tutte le forme artistiche di strada, favorendo la libertà di espressione.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Tutto sulla carta però, visto che nell’Albo dei writers e degli artisti di strada previsto dal regolamento, attualmente risultano 39 iscritti, di cui solo cinque buskers (il resto sono "graffitari"). Eppure l’Albo dà la possibilità agli iscritti di ottenere uno spazio tutto per loro, per la durata di anno (rinnovabile), dove poter esprimere la propria creatività. E si tratta anche di spazi centrali, tra cui Piazza del Ferrarese, Piazza Mercantile, via Sparano, via Argiro e Largo Due Giugno.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma allora perché gli artisti non approfittano dell’occasione? Probabilmente perché, come detto da Giancarlo Ceglie, Bari non è una città adatta per gli artisti di strada. «Dopo lo spettacolo noi artisti appoggiamo il cappello per terra per dare la possibilità ai presenti di fare un’offerta, di pagare “il biglietto” se lo si desidera – afferma il 25enne giocoliere Christian Lisco –. Ma in una città come Bari questo gesto viene percepito come una vera e propria elemosina».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


E la mancanza di cultura nei confronti dei buskers, porta anche a episodi come questi. «Una sera - racconta la barese Katia - assistetti a una rappresentazione teatrale di un testo shakespeariano in piazza del Ferrarese nel centro storico di Bari, allestita da due attori di età avanzata . C’erano pochi spettatori, ma tra questi mi colpì un gruppetto di ragazzini, che iniziarono a sbeffeggiare e insultare i due attori lanciando contro anche cartacce. In particolar modo ricordo una ragazzina che si avvicinò simulando il gesto del calcio contro l'attrice distesa in terra per esigenze sceniche».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Un’altra storia, questa volta più divertente, ce la racconta Vittorio Cosentino, 59enne regista e attore, che inscenò tempo fa con altri clown una “schiaffeggiata di gruppo”. «Dopo lo spettacolo arrivò la polizia accusandoci di avere provocato una “rissa tra clown” - ricorda-. Noi spiegammo che era una scena del nostro spettacolo, ma loro vollero comunque andare a chiedere al bar di fronte se avessimo detto la verità».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Un giorno ero vestito da mimo vicino a un negozio – dice invece Giancarlo –. Una signora per fissarmi non vide un gradino e cadde. La cosa “esilarante” fu che mi accusò di averla fatta distrarre e di essersi fatta male per colpa mia».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma come fare a cambiare la “mentalità” dei cittadini nei confronti dell’arte di strada? «Ci vorrebbe un grande festival che coinvolga la gente e la faccia appassionare all’arte di strada – afferma il 39enne Stefano, giocoliere e attore di teatro di figura -. Come a Martina Franca, dove durante i giorni della “Ghironda” basta appoggiare la valigetta per terra per far fermare decine di passanti curiosi».

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