di Domenico Andrea Schiuma

Quando Topolino era il miglior amico degli italiani: «Affossato da pc e storie infantili»
BARI - «Lo leggevano tutti: noi bambini, ma anche gli adulti. Ci passavamo i fumetti tra cugini, zii, papà e mamme e in ogni stanza della casa c’era sempre qualche numero da sfogliare appena si aveva un momento libero». Il 42enne barese Marco ricorda con nostalgia quando negli anni 70 e 80 Topolino faceva parte della quotidianità degli italiani. Le avventure di Paperino, Qui Quo Qua, Pippo e Pluto appassionavano il Paese: si vendevano centinaia di migliaia di copie e i fumetti poi alimentavano anche un particolare mercato dell’usato.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

A Bari ad esempio c’erano numerosi “negozi” dove era possibile acquistare esemplari usati o scambiare (di solito con un conguaglio in denaro) quelli letti con i numeri non ancora divorati. «Tra i locali che ricordo ce n’era uno in via Nicolai, un altro in via Celentano e un terzo in corso Sonnino – ci dice Corrado, proprietario della fumetteria Neverland -. Anche il mercato scoperto di via Montegrappa ospitava un banchetto dove era possibile comprare e scambiare Topolino».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Insomma il fumetto della Disney si trovava ovunque: alla fine degli anni 80 se ne vendevano più di un milione di copie. Ma poi, a un certo punto, è arrivato il declino. I fumetti in generale hanno cominciato a essere sempre meno letti dai ragazzini, sostituiti da videogiochi e computer e Topolino è così sparito dalle case degli italiani. Oggi secondo i dati della società Accertamenti diffusione stampa, se ne vendono non più di 140mila copie a settimana. E chiaramente i negozi di fumetti usati non esistono più.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma un crollo del genere si spiega solo con l’avvento delle nuove tecnologie? «Non solo – ci risponde “attom83”, utente del forum collezionismofumetti.com e appassionato di fumetti - con il passare del tempo la testata si è rivolta sempre più a una platea di bambini, pubblicando storie fin troppo semplici. Prima anche Topolino si caratterizzava per una certa “crudezza” tipica dei fumettisti storici come Guido Martina. Questa progressiva "infantilizzazione" assieme a un abbassamento notevole della qualità delle trame ha allontanato una grossa fetta degli acquirenti meno giovani, affossando definitivamente il fumetto».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


A questo come detto si è aggiunto un diverso modo di passare il tempo libero da parte degli adolescenti, che negli ultimi vent’anni hanno abbandonato hobby come il calcio praticato per strada, le sale giochi e i jukebox. «I ragazzini di oggi preferiscono di gran lunga le nuove tecnologie a tutto il resto - sottolinea Riccardo Lorusso, collezionista di Trani -. Quando io ero bambino mi addormentavo con in mano il giornaletto, oggi invece il mio nipotino prende sonno mentre è alle prese con il suo smartphone: due mondi totalmente diversi».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Oggi sono i collezionisti come Lorusso a cercare di tener vivo l'interesse per il glorioso fumetto. I numeri più ambiti sono quelli maggiormente datati, ma sono piuttosto ricercati anche quelli "tondi" (il 500, il 1000, il 1500 e così via) o accompagnati da un gadget o un segno di riconoscimento particolare. Il 605 per esempio venne stampato con un ologramma, il 500 conteneva una farfalla essiccata, al 56 era allegata una lettera che annunciava la posticipazione dell'uscita del numero successivo, il 521 regalava un dollaro coniato nientedimeno che dalla Banca di Paperopoli. (Vedi foto galleria)

Questi pezzi antichi oggi possono valere anche più di mille euro. Il prezzo è determinato innanzitutto dal loro stato di conservazione che cresce se le pagine sono immuni da ingiallimento, strappi e segni di penna e matita. Una copia originale inoltre è più pregiata di una ristampa e infine conta ovviamente "l'anzianità" del libretto: il numero 1, messo in commercio nell'aprile del 1949, può valere circa 1300 euro. Chi possiede tutti i numeri ha tra le mani una piccola fortuna: sui forum dedicati al settore la quotazione di una raccolta integrale oscilla tra i 30mila e i 60 mila euro.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

A collezionare fumetti sono soprattutto persone di mezza età legate in modo nostalgico alle loro raccolte: fan che nel rileggere le storie del topo dalle grandi orecchie pubblicate decenni fa rivivono in qualche modo la giovinezza ormai svanita, quando Topolino rappresentava per tanti italiani un inseparabile amico e compagno di viaggio.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

(Vedi galleria fotografica)

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  • GIanni - Ricordo che fino a 25 anni fa circa, in via Bovio, esisteva un negozietto abbastanza frequentato che vendeva solo fumetti usati -- un intero scaffale all'ingresso con Topolino e altre pubblicazioni Disney, poi altre pubblicazioni per ragazzi (Provolino, Geppo, Braccio di Ferro), e poi via via verso generi piú da adulti, da Tex a Diabolik, fino ad arrivare alle riviste hard. Con poche migliaia di lire si riempivano buste intere...
  • antonio - e'proprio vero quanto mi mancano quei tempi....io ad esempio con i miei 2 fratelli ci recavamo sempre in questi negozietti ed avevamo una collezione invidiabile ( ormai persa negli anni ) in particolare ce n'erano 2 che avete omesso in via Bovio ; il primo era una signora che nella sua abitazione in un sottano aveva ricavato l'area vendita e l'altro sempre su via Bovio gestito dal sig Abatescianni da piu' di 30 anni e tuttora in attivita' dove a volte non mi nascondo ci torno a curiosare e acquistare qualche fumetto da leggere . Che nostalgia sigh !
  • Francesco Fossella - Buongiorno Sig. Schiuma, mi spiace ma non mi trovo del tutto d'accordo, se è senz'altro vero che Topolino ha accusato il colpo delle nuove tecnologie di intrattenimento, con conseguente calo di vendite (evento diffuso tra i comics in tutto il mondo), non è assolutamente vero che la qualità delle storie sia scadente o "infantile" come afferma lei. Moltissimi nuovi autori, (ne cito giusto qualcuno al volo: Casty, Perina, Mottura e Turconi.) molto bravi si sono aggiunti ai grandi già noti, fra questi Giorgio Cavazzano che, in occasione dei suoi 70 anni omaggia ,questa settimana e la prossima , l'immenso Hugo Pratt e il suo Corto Maltese con la storia "Topo Maltese Una Ballata del Topo salato"....Mi limito a citare solo l'esempio più recente per non dilungarmi, ma di esempi, anche in libreria ,ne potrà trovare parecchi, basta sapersi guardare attorno.

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