di Katia Moro

Alcol test nei locali, a Bari sono inesistenti: «Mai richiesti dai clienti»
BARI – C'è l'etilometro salivare, che introdotto in bocca assume diverse colorazioni che vanno dal grigio-bianco all’azzurro-verde e dal blu fino al verde scuro a seconda dello stato di ebbrezza raggiunto. Poi l’etilometro elettronico, un macchinario con sensori di gas a raggi infrarossi con annessi una cannuccia in cui si soffia e un display che riporta i valori di alcolemia. E infine l’etilometro chimico, cioè una fiala contenente cristallini gialli che, a contatto con l’etanolo presente nell’aria soffiata in una bustina, diventano verdi se si è superata una determinata quantità di alcol nel proprio corpo.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Parliamo quindi degli “alcol test”, quei meccanismi che permettono di capire a chi ha bevuto birra, vino o liquori se è in grado o meno di mettersi alla guida di un’auto senza incappare in salate multe e soprattutto in rischiosi incidenti. (Vedi foto galleria)

In base all’articolo 54 della legge 120 del 29 luglio 2010 che ha modificato il preesistente codice della strada, tutti gli esercizi pubblici (e quindi bar, ristoranti, locali, alberghi, discoteche e associazioni) che somministrano bevande alcoliche dopo le 24, sono obbligati a possedere, almeno nei pressi di una delle uscite, un apparecchio di rilevazione del tasso alcolemico o di fornire, su richiesta del cliente, uno dei test monouso.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E il 4 febbraio scorso l’assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Bari, Carla Palone, ha dichiarato presso la VI Commissione consiliare di voler attivare dei controlli di verifica nei pubblici esercizi cittadini per stabilire quanti siano regolarmente in possesso degli etilotest descritti.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Abbiamo provato ad anticipare i controlli comunali andando personalmente a verificare quanti, tra i numerosi locali presenti a Bari, sono oggi in possesso di questa strumentazione. Il risultato? La maggioranza dei pub, birrerie e bar hanno ammesso candidamente o di non aver mai posseduto gli alcol test oppure di detenerli oramai scaduti. E il motivo è semplice: nessun cliente li ha mai richiesti.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«All’indomani della pubblicazione della normativa tutti noi gestori ci siamo andati regolarmente a rifornire degli etilotest pur con innumerevoli difficoltà di reperimento – dichiara il proprietario di un noto pub di Bari Vecchia - ma nessuno ce li ha mai richiesti tanto che li usavamo tra di noi per sperimentarli e per giocare. Alla fine sono scaduti tutti e ci è sembrato inutile rinnovarli».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


La stragrande maggioranza dei gestori ci ha risposto proprio in questo modo: se non c’è “domanda” da parte dei clienti è inutile offrire qualcosa che nessuno vuole. «Noi siamo sempre molto attenti a rispettare qualunque normativa vigente perché ci sentiamo perennemente nell’occhio del mirino e i destinatari prediletti di ogni forma di sanzione – sostiene il proprietario di una birreria del rione Carrassi -. Sugli scaffali dietro il bancone, ben in vista, abbiamo ben due scatoloni con un centinaio di alcool test monouso. Ma nessuno dei clienti ce l’ha mai chiesto e ognuno di questi costa ben 2 euro. Chi ci guadagna da tutto questo? A mio modo di vedere solo le case farmaceutiche».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Quindi i gestori dei locali si sentono un po’ “gabbati” dall’obbligo di detenere gli etilotest e lo ritengono in alcuni casi ingiusto, come il proprietario di un pub di Poggiofranco, che afferma: «Perché mai deve essere compito mio acquistarli? Dovrebbero costituire al contrario una dotazione di ogni automobile e non degli esercenti dei locali pubblici».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Eppure c’è addirittura chi si è dotato del più ingombrante etilometro elettronico: un locale nei pressi dell’Ateneo lo espone sul muro adiacente all’uscita. C’è però da rilevare non solo l’assenza di pannelli esplicativi e indicativi del funzionamento, ma soprattutto il non trascurabile dato che pur inserendo i centesimi richiesti, il macchinario, di fatto, non funziona.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E poi c’è chi pensa che l’alcol test non serva neanche tanto, visto che, come ci dice convinto il gestore di una birreria e vineria di Poggiofranco, «noi puntiamo sulla qualità delle nostre bevande biologiche e di origine controllata e questo è sufficiente a preservare la salute dei nostri clienti».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Magari questo proprietario la legge non l’ha capita molto o forse non la conosce nemmeno, ma che cosa risponderà quando partiranno i temibili controlli annunciati? Anche se magari dopo questo articolo il Comune potrebbe anche decidere di lasciar perdere una battaglia che sembra persa in partenza. 

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