di Gabriella Quercia

''Salviamo l'Uomo di Altamura'': «Se lo rimuovono verrà distrutto»
ALTAMURA - Da qualche giorno è rimbalzata una notizia che sta scatenando malumori e dissapori tra esperti e studiosi:  la rimozione del millenario cranio appartenente all’Uomo di Altamura, scheletro di Homo Neanderthalensis perfettamente intatto, incastonato come una gemma tra le rocce della grotta sotterranea di Lamalunga e sopravvissuto a millenni di storia (secondo ultimi studi è databile tra i 50mila ai 65mila anni fa) grazie a un velo di carbonato di calcio che ha “sigillato” il fossile proteggendolo dagli agenti atmosferici.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La sua scoperta risale all’ottobre del 1993, quando una squadra di esperti speleologi e studiosi del Cars (Centro altamurano ricerche speleologiche) rinvenne quasi casualmente questo ricco tesoro perfettamente conservato. Da allora Altamura e le istituzioni preposte si sono adoperate affinché il loro “Ciccillo”, come lo chiamano gli altamurani, continuasse indisturbato a “vivere” all’interno del proprio habitat naturale.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Questo almeno fino a qualche giorno fa, quando si è diffusa la notizia dell’aggiudicazione di un appalto comunale che pur prevedendo un “intervento di valorizzazione" del sito, porterebbe però alla rimozione del cranio dell’Uomo di Altamura (nella foto), che verrebbe asportato per essere studiato altrove. Ne parliamo dettagliatamente con William Formicola, speleologo 48enne, membro del Cars ed ex assessore alla Cultura della Provincia di Bari.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ci spieghi, che cosa sta succedendo in questi giorni?

Succede che è stata resa nota una notizia che circolava da un po’ di mesi nel nostro ambiente e che riguarda l’aggiudicazione di un appalto indetto dal Comune di Altamura e che ultimamente ha trovato l’appoggio anche di istituzioni quali la Soprintendenza archeologica della Puglia. Uno dei punti del progetto riguarda la rimozione, senza mezzi termini, del cranio dell’Uomo di Altamura che diventerà oggetto di studio dei laboratori dell’Università La Sapienza di Roma e dell’Università di Firenze che assieme alla Ati Digitarca (azienda di Mola di Bari che si occupa di rilievo laser scanner 3D e della costruzione di strumentazioni altamente tecnologiche), sono state le uniche concorrenti e quindi vincitrici del bando di gara. Ad oggi, fonti a me vicine e accertate, mi dicono che il contratto con i vincitori della gara non è stato ancora firmato. Per il resto, le carte ci sono e i contenuti sono chiari.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ovvero?

Il punto 3 del progetto prevede che vengano realizzate stereolitografie (cioè riproduzioni tridimensionali dello scheletro mediante dei programmi informatici) di parte dello scheletro, e che l’ottenimento dei dati necessari per questa operazione saranno, testuali parole, "ricavabili dalle porzioni scheletriche che sarà possibile rilevare ancora in giacitura o a seguito di rimozione meccanica”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Quale apporto può dare alla ricerca la rimozione del teschio?


Innanzitutto il teschio è la parte più importante del corpo e quello dell’Uomo di Altamura non ha eguali in tutto il mondo. In ogni caso il suo studio sarebbe fondamentale per individuare un anello mancante nella catena evolutiva che comprende l’epoca neanderthaliana e quella pre-Neanderthal. Su questo periodo non si hanno dei resti, quindi lo studio del nostro cranio andrebbe a colmare questo vuoto temporale. E poi, cosa non meno importante, avere un reperto del genere è un sogno per molti antropologi, perché è un reperto unico al mondo per caratteristica, età e conservazione. Non è un caso che i tre professori universitari firmatari del progetto presentato al Comune di Altamura e poi approvato, abbiano pubblicato uno studio dal titolo “Il cranio dell'Uomo di Altamura, ipotesi di rimozione, documentazione multimediale e studio”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E perché sarebbe sbagliato spostarlo?

Per prima cosa il giacimento verrebbe distrutto e lo stesso cranio rischierebbe di rompersi. Inoltre nessuno sa che cosa potrebbe accadere se il reperto venisse portato in un ambiente diverso da quello in cui è stato finora, nel quale, per dirne una, c’è un’umidità del 99% che è una delle caratteristiche che ha contribuito al perfetto mantenimento e alla sua integrità. Tra l’altro non si è ancora ben capito come dovrebbe avvenire questa rimozione, che tipi di strumenti verrebbero usati per rompere lo strato di carbonato di calcio, a cui si aggiungono le stalattiti e le stalagmiti che “imprigionano” il cranio e che lo fanno diventare parte integrante delle pareti della grotta.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La Soprintendenza archeologica della Puglia che posizione ha assunto?

Al momento posso solo dire che sono venuto a conoscenza dell'approvazione del progetto da parte della Soprintendenza (nel dicembre scorso) che ha dato formalmente l'ok per i lavori. Sono in attesa di entrare in possesso delle carte ufficiali che attestino ciò. La cosa che non riesco a spiegarmi è che cosa abbia provocato una tale inversione di rotta: finora la Soprintendenza aveva sempre salvaguardato “Ciccillo”. Adesso, dopo che persino la Società speleologica italiana ha promosso la tutela assoluta del sito e c’è in ballo anche il desiderio di inserirlo nel patrimonio mondiale dell’Unesco, si permette che un simile tesoro venga deturpato e rovinato.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Come fare a evitare che il progetto diventi realtà?

Io sono determinato ad andare avanti con tutti i mezzi di cui dispongo. Ho fondato anche una pagina Facebook con l’intento di divulgare questo unico quanto raro scempio, dettato dall’ignoranza e dall’incoscienza. Sono molto amareggiato, questa è l’ennesima dimostrazione che in Italia le cose vengono fatte male e in maniera superficiale. Non ci accorgiamo dei tesori che abbiamo, finchè non li perdiamo.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Qui il link della pagina Facebook "Salviamo l'uomo di Altamura".

© RIPRODUZIONE RISERVATA Barinedita



Gabriella Quercia
Scritto da
venerdì 23 gennaio 2015
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  • Nicola Matera - La "Soprintendenza archeologica della Puglia"... Quale? La stessa che ha dichiarato che i reperti di uno dei più interessanti e rari villaggi neolitici in Europa, scoperto a Palese, non sono che una serie di pietre senza valore? Quella stessa Soprintendenza che darà l'assenso alla costruzione di un gruppo di villette su quello stesso villaggio neolitico? Allora siamo davvero messi bene!
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  • un lettore - Si dovrebbe spiegare ai lettori che il famoso reperto di Altamura è inaccessile al pubblico (nella grotta possono accedere solo speleologi o comunque persone allenate allo scopo). Il grande pubblico può ammirare lo scheletro solo dalle foto e tramite le telecamere. Estrarre il cranio significa: 1) poter effettuare indigini scientifiche più complete (non distruttive); 2) renderlo fruibile al grande pubblico. La sostituzione del cranio con una replica non toglierebbe nessun fascino al reperto... (si pensi al Davide di Michelangelo a Firenze, o ai cavalli di San Marco a Firenze). E non credo proprio che non esistano i mezzi per ricreare le condizioni ambientali in cui si trova attualmente il cranio!!! Insomma, dobbiamo rinunciare a conoscere in maniera scientificamente più approfondita questo importante reperto, pur di non "manomettere" una situazione naturale? Insomma, proprio non capisco questo ostracismo contro la rimozione del cranio!!!! La rimozione del cranio, il suo studio completo e la sua esposizione sarebbero la vera tutela e valorizzazione di "Ciccillo" !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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