di Katia Moro

Accademia di belle arti di Bari, è emergenza: «Rischiamo seriamente la chiusura»
BARI – Vi avevamo già parlato della disastrosa situazione dell’Accademia di belle arti di Bari: 850 ragazzi costretti a studiare ammassati e solo a turni e in piccoli gruppi, nelle ristrette stanze di un condominio in via Re David 189. E c’eravamo lasciati con l’appello rivolto alle Istituzioni per la ricerca di una nuova sede adeguata, spaziosa e dignitosa, come quelle che possiedono tutte le altre città italiane, da Milano a Venezia, da Catanzaro a Catania, site in edifici storici e artisticamente rilevanti.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

A quasi un anno di distanza dal nostro articolo, la situazione però non è affatto migliorata, anzi l'Accademia si trova ancor di più in emergenza: non solo gli studenti baresi non hanno ottenuto una nuova sede, ma rischiano seriamente di veder chiudere la propria facoltà. Ne abbiamo parlato con il presidente dell’Accademia di Belle Arti di Bari, Giancarlo di Paola.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Perchè l’Accademia rischia di chiudere?

Semplice: il ministero dell’Istruzione, di cui l’Accademia farebbe parte, non vorrà mai pagare i 5 milioni di arretrati di affitto e bollette richiesti dalla neo costituita Città Metropolitana di Bari. O se lo farà non vorrà certo spendere altri soldi in futuro.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ci spieghi meglio.

Finora l’affitto di 320mila all’anno del palazzo in cui siamo ospitati è stato pagato dalla Provincia di Bari, istituzione le cui funzioni, a seguito della riforma parlamentare del 2014, sono ora passate alla Città Metropolitana. E da quest’ultimo ente ci è ora arrivata la richiesta di pagare tutti gli affitti e le utenze dal 2003 a oggi, da quando cioè occupiamo lo stabile in via Re David.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Motivo?

Perché da tempo l’Accademia è stata equiparata a facoltà entrando così sotto l’egida del ministero dell’Istruzione. Anche se di fatto il decreto attuativo di questo passaggio non è mai avvenuto e infatti i nostri docenti continuano a essere retribuiti come insegnanti di scuola e non come docenti universitari. Particolare che ai nostri amministratori locali non sembra interessare, visto che hanno chiesto a noi e al ministero il pagamento di tutti gli “arretrati”, che secondo loro sarebbero di competenza statale.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


E quindi come si risolverà la questione?

Non sappiamo che cosa deciderà il ministero, di certo però in un momento in cui ovunque si assiste a tagli e accorpamenti, ho paura che lo Stato deciderà di accorpare anche noi. In Puglia ci sono ben tre diverse sedi (non contando quelle distaccate): una a Bari, l’altra a Lecce e un’altra ancora a Foggia. Ma le altre due città hanno delle splendide sedi in palazzi storici di rilievo e non è improbabile quindi che si proponga di trasferire quella barese in quella leccese o foggiana. Questo però arrecherebbe un grave danno alla città di Bari, che perderebbe l’unico baluardo di alta formazione nel campo artistico, presente in città dal 1970. Oltre al fatto che si costringerebbero tutti gli studenti baresi a spostarsi fuori, rinunciando anche a tutti i ragazzi della Basilicata che ogni anno si trasferiscono qui per studiare.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Vi è stata però proposta una nuova sede (pubblica questa volta): quella dell’ex brefotrofio di via Amendola, che sarà lasciata a breve dalla Polizia provinciale.

Ma questa è stata una vera e propria “sceneggiata”. Il sindaco Decaro ha convocato tutti gli studenti dicendo che anche se non è di sua competenza, voleva comunque aiutarli concedendo loro la sede in via Amendola. Ma parliamo di un vecchio edificio fatiscente che necessita di grosse ristrutturazioni: saranno necessari almeno 6 milioni di euro e dubito fortemente che lo Stato voglia mettere anche questi soldi.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Quindi secondo lei, a prescindere dalle competenze, il Comune dovrebbe fare di più per l’Accademia.

Sì, perché tutto ciò che un artista produce dovrebbe, per sua stessa natura, essere esposto e reso fruibile agli altri cittadini. I nostri ragazzi realizzano tante opere ma non sono mai riusciti a mostrare nulla, perché non abbiamo gli spazi adeguati. Vi immaginate una mostra d’arte in uno squallido e piccolo appartamento di un condominio? Non ci siamo mai potuti aprire al territorio né coinvolgere la cittadinanza con una valida attività di promozione artistica. E questo è un danno per la città di Bari e per gli studenti, che in questo modo non troveranno mai uno sbocco lavorativo, rimanendo slegati dal tessuto produttivo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA Barinedita



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  • nicola morgese - Perché non chiedete un grande padiglione alla Fiera del Levante? L'affitto potrebbe essere più contenuto ed esternamente ci sarebbe tanto spazio prt il parcheggio auto. Il Presidente Griffi potrebbe valutare la vostra richiesta.
  • reynaldo pertica - thank you very much my father sastre el salvador Im in california my grand from Italy thank chao

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