di Mina Barcone

Colori, profumi e delicatezza, è il mondo dei fioristi: «Siamo gli artisti dei petali»
BARI – Sono gli artisti dei fiori, coloro cioè che con creatività riescono a realizzare composizioni, addobbi e decorazioni sfruttando al massimo il profumo, la delicatezza e i mille colori dei petali. Si chiamano fioristi o floral designer e in Puglia sono riusciti anche a far riconoscere la loro figura in un albo professionale creato ad hoc (unico in Italia assieme a quello ligure).Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Merito anche dell’attivismo dell’associazione fioristi di Puglia e Basilicata, che ad oggi conta 400 membri tutti desiderosi di valorizzare il proprio mestiere, spesso confuso con quello del “normale” fioraio. Abbiamo incontrato Emilio Lorusso, presidente dell’associazione.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Qual è la differenza tra fioraio e fiorista?

Il fioraio si limita semplicemente a vendere, il fiorista invece crea. Noi trasformiamo i fiori in qualcos’altro, assecondando il nostro estro e combinandolo con le richieste del cliente. Ad esempio il bouquet: non deve essere un’accozzaglia di fiori, ma deve sorprendere da qualsiasi angolazione lo si guardi, curando i minimi dettagli e soprattutto scegliendo le giuste tonalità.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Invece il floral design?

E’ una figura ancora più qualificata rispetto al fiorista: in Puglia ce ne sono 7. Un floral designer riesce a inventarsi vere e propre scenografie (per feste o matrimoni) utilizzando fiori e piante e sfruttando conoscenze artistiche e architettoniche. Questi professionisti riescono a realizzare anche elementi d’arredo quali sedie, poltrone o divani. E attenzione: non si limitano a decorare gli oggetti, ma a costruirli tout court, con fil di ferro, legno o cartapesta, per poi impreziosirli con elementi vegetali di piccole o grandi dimensioni.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Come si acquisiscono tali competenze?

Attraverso dei corsi organizzati da apposite scuole e accademie private, durante i quali si apprendono i diversi caratteri dei fiori e dei colori, imparando ad assemblarli tra loro utilizzando anche altri materiali. Poi una volta acquisito il titolo di fiorista si può proseguire con gli studi e dopo un percorso di due anni acquisire la qualifica di floral designer, riconosciuta a livello europeo.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Qualifica che ora ha ancora più importanza vista la creazione nel giugno scorso di un albo regionale…

Si, grazie all’associazione siamo riusciti di fatto a far riconoscere la nostra figura a livello regionale, cosa che era avvenuta prima solo in Liguria. Anche se manca ancora un albo nazionale e una normativa che regoli questo mestiere come già accade in altri Stati.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Perché è importante vedersi riconoscere il proprio titolo?

Perché il rischio è quello di essere confusi con chi si improvvisa, senza aver studiato. In questo modo viene penalizzato chi ha investito soldi e tempo per la propria crescita professionale. Posso affermare che con la nascita e il riconoscimento di nuove figure professionali i giovani avranno più voglia di lavorare in questo settore e si creerà lavoro.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Perché c’è molta richiesta di floral designer?

Certamente: non ci si accontenta più del semplice mazzo di fiori o della piantina per ravvivare un ambiente. Che si tratti di un bouquet da sposa, dell’allestimento di un banchetto nuziale o della realizzazione di una scenografia, quella che fino a poco tempo fa era una figura del tutto sconosciuta sta diventando un elemento indispensabile per la riuscita di un qualsiasi evento.

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