di Nicola De Mola

Lama Balice, il biowatching degli insetti: «Nel parco più di cento specie»
BARI - Monitorare gli insetti che popolano il Parco naturale regionale di Lama Balice e imparare a riconoscerli attraverso un semplice click, seguendo le regole del “biowatching”, ovvero l’osservazione delle biodiversità attraverso la macchina fotografica. È un’altra delle iniziative di cui si sono fatti promotori nell’ultimo anno gli appassionati, curiosi ed esperti riuniti nel forum degli Argonauti.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Attraverso una foto, con un semplice ingrandimento, è possibile osservare tutti quei particolari necessari al riconoscimento di un esemplare», spiega Angela Corasaniti, cofondatrice degli Argonauti. Una tecnica ancora poco diffusa e, in un certo senso, “rivoluzionaria” nel mondo dell’entomologia. Di solito infatti lo studio degli insetti passa dalla loro cattura e dal successivo sezionamento, «che porta però all’uccisione anche di specie rare o a rischio estinzione», sottolinea giustamente Angela.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Una problematica che nel caso degli insetti è ancora più sentita, vista negli ultimi anni la drastica diminuzione di molte specie in Europa a causa dell’uso indiscriminato di pesticidi da parte dell’uomo. Lama Balice, nonostante sia forse un po' troppo abbandonata alle nostre cattive abitudini, rappresenta una vero e proprio tesoro per gli appassionati entomologi.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Camminando lungo i sentieri del parco, basta infatti semplicemente posare il proprio sguardo su qualche pianta per vedere comparire improvvisamente tutti i suoi piccoli abitanti, prima che questi corrano a nascondersi o volino via.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Tra questi, spiccano per bellezza e per colori le farfalle, come l’argo bronzeo, le comuni ma sempre belle vanesse, la discreta edusa, la cavolaia gialla, l’azzurro icaro e l’elegante macaone (vedi galleria fotografica). Non mancano poi i coleotteri, come il “trichodes alvearius” e il “mylabris variabilis” (noti perché sono soliti deporre le proprie uova negli alveari e all’interno di quelle di altri insetti), le libellule e le falene diurne come la “nemophora raddaella”, la “acontia lucida” e la sfinge colibrì (nella foto), la cui somiglianza con l’uccello da cui prende il nome è impressionante.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


La bellezza non è certamente il pregio di altre creature, come l’“acrida ungarica mediterranea”, una cavalletta dal corpo snello e affusolato che sembra un alieno. Così come non lo è per gli aracnidi, vedi il ragno camaleonte, che riesce a cambiare il suo colore confondendosi tra i fiori in attesa di una preda da catturare, e il ragno spinoso, che forma grandi colonie di centinaia di esemplari e sulle cui ragnatele si possono vedere lunghe catene di cocoon, i sacchi deposti uno accanto all’altro contenenti le uova (vedi galleria fotografica).Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«La notevole varietà degli ambienti della lama ci ha permesso sinora di identificare più di cento specie tra insetti e aracnidi - racconta Angela Corasaniti -. Ma questo è numero destinato ancora a salire, visto che la ricerca è partita appena un anno fa».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Una volta concluso il monitoraggio, i dati raccolti saranno messi a disposizione dell'ente parco, contribuendo così a una maggiore conoscenza degli animali che vivono all’interno di Lama Balice. Per il futuro gli Argonauti hanno in programma l’organizzazione di corsi a tema aperti a tutti. «Perché vogliamo insegnare ai cittadini a non avere pregiudizi verso questo fantastico mondo: d’altronde non tutti gli insetti sono orripilanti come gli scarafaggi», conclude ironicamente la biowatcher.

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