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Il silenzioso Borgo Sette Torri

Giovinazzo 20 foto 29 aprile 2018 1.218 visualizzazioni

Un luogo dal nome medievale, immerso tra gli ulivi  e "disperso" nell'agro tra Bitonto, Terlizzi e Giovinazzo. Oggi vi parliamo del misconosciuto borgo Sette Torri, silenzioso villaggio sorto addirittura agli inizi dell'800 e composto da una ventina di ville signorili lontane sette chilometri dal più vicino centro abitato (foto di Nicola Imperiale)

Notizia collegata — Il silenzioso Sette Torri: ottocentesco borgo disperso nelle campagne del nord barese
20 fotografie
La strada per raggiungere Borgo Sette Torri, silenziosa frazione di Giovinazzo. Dal centro abitato percorriamo la sp 107 e dopo cinque chilometri svoltiamo a destra sulla sp 55. Guidiamo per un altro chilometro e mezzo prima di girare a sinistra in strada vicinale Palmento Cotugno, sulla quale troviamo una prima indicazione del borgo
La strada per raggiungere Borgo Sette Torri, silenziosa frazione di Giovinazzo. Dal centro abitato percorriamo la sp 107 e dopo cinque chilometri svoltiamo a destra sulla sp 55. Guidiamo per un altro chilometro e mezzo prima di girare a sinistra in strada vicinale Palmento Cotugno, sulla quale troviamo una prima indicazione del borgo
Svoltiamo ancora nella prima arteria che si presenta sul lato sinistro, quella che tra pittoreschi muretti a secco ci porta finalmente a destinazione
Svoltiamo ancora nella prima arteria che si presenta sul lato sinistro, quella che tra pittoreschi muretti a secco ci porta finalmente a destinazione
Subito sulla destra notiamo una prima dimora in stile liberty che si affaccia su un prato poco curato
Subito sulla destra notiamo una prima dimora in stile liberty che si affaccia su un prato poco curato
Il bianco delle lesene e il verde scuro delle persiane spiccano sulle sue graziose pareti rosa
Il bianco delle lesene e il verde scuro delle persiane spiccano sulle sue graziose pareti rosa
Proseguiamo per qualche altro metro e sullo stesso lato balza all'occhio una candida edicola votiva risalente al 1899
Proseguiamo per qualche altro metro e sullo stesso lato balza all'occhio una candida edicola votiva risalente al 1899
Sull'altro ciglio della strada invece da un'inferriata pende un cartello marrone con la scritta bianca "rallentare": più che un avvertimento per gli automobilisti sembra un invito a dimenticare la frenesia urbana
Sull'altro ciglio della strada invece da un'inferriata pende un cartello marrone con la scritta bianca "rallentare": più che un avvertimento per gli automobilisti sembra un invito a dimenticare la frenesia urbana
Giungiamo così nel cuore del borgo, una piazzetta dove non si vede anima viva e la quiete regna sovrana. Sulla destra si affaccia quello che secondo alcuni molfettesi conoscitori della zona è il primo edificio a esser stato costruito nel borgo: una masseria a due piani "protetta" da una fila di ulivi
Giungiamo così nel cuore del borgo, una piazzetta dove non si vede anima viva e la quiete regna sovrana. Sulla destra si affaccia quello che secondo alcuni molfettesi conoscitori della zona è il primo edificio a esser stato costruito nel borgo: una masseria a due piani "protetta" da una fila di ulivi
Lo stabile ha una cappella annessa: il suo ingresso è sormontato da un architrave con un'iscrizione del 900, una finestrella rotonda e il simbolo nobiliare degli Uva, famiglia originaria di Molfetta
Lo stabile ha una cappella annessa: il suo ingresso è sormontato da un architrave con un'iscrizione del 900, una finestrella rotonda e il simbolo nobiliare degli Uva, famiglia originaria di Molfetta
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