di Salvatore Schirone

Dalla Caravella all'oblìo: la storia di Michele Traversa, il ''Colino'' barese
BARI - In un precedente articolo vi avevamo raccontato di Colino e Marietta, l’esilarante coppia di “maschere” baresi ideata dallo sceneggiatore Vito Maurogiovanni per la storica trasmissione radiofonica La Caravella, trasmessa dal 1947 al 1976.  E avevamo anche scritto come, malgrado il successo del programma, fossero pochissime le notizie riguardanti gli attori che meglio impersonarono i due personaggi, ovvero Michele Traversa (nell'immagine) e Wanda Rinaldi.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma dopo la pubblicazione del pezzo siamo stati contattati dal primogenito di Michele, il 65enne Luigi, che ha deciso di raccontarci filo e per segno la vicenda artistica e umana di suo padre, fornendoci anche preziose immagini d’epoca (vedi foto galleria). Abbiamo così colmato un “buco” creatosi nella recente storia della città, che troppo presto ha dimenticato uno dei suoi “figli” più rappresentativi, grande esponente della comicità barese. 

Suo padre iniziò subito l’attività di attore…

Già a vent’anni cominciò a recitare in quelle riviste militari che servivano a tenere su il morale dei soldati durante la Guerra. Fu a quei tempi che conobbe gli uomini che diventeranno determinanti per la sua carriera: Pippo Volpe, uno dei registi della Caravella e il giornalista e attore Nanni Tamma. Dopo il confilitto iniziò a collaborare con l’Accademia di arte drammatica del dopolavoro dei Postetelegrafonici, facendosi pian piano un nome nei circoli baresi come Sporting Club e Circolo della vela. Il suo segreto era quello di girare per la città a caccia di caratteri e costumi dei suoi concittadini ai quali rubava battute e storie.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Poi dopo tanta gavetta negli anni 50 arrivò il successo della Caravella.

Nel 1954 esordì assieme a Wanda Rinaldi (“Marietta”) con la maschera di “Colino”. La Caravella era già una trasmissione nota, partita nel 1947 con Radio Bari e poi passata sulla Rai regionale. C’erano però altri attori, come Maria D’Urso e lo stesso Nanni Tamma che per un periodo interpretò il fantomatico “mba Mechèle”, marito di Marietta. Diciamo però che i personaggi non erano abbastanza definiti, cosa che invece avvenne con l’ingresso di mio padre.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Dal quel momento il “format” fece il botto…


Diventarono patrimonio della città e Colino e Marietta “uscirono” anche dalla radio, per andare in scena in vari teatri come il Petruzzelli o esibirsi durante sagre popolari.  Furono chiamati persino in Belgio per qualche spettacolo e nel 1971 in Canada, nella città di Winnipeg, per animare la comunità di pugliesi che vi risiedeva, felicissima di risentire risuonare dal vivo le parole della loro terra.

E poi partecipazioni in programmi nazionali, dischi…

Sì, papà prese parte anche a trasmissioni radiofoniche nazionali, come “Attenti al ritmo” un quiz musicale condotto da Mike Bongiorno nel quale si confrontò con un altro comico di Milano, Mazzarella, in un esilarante scambio di battute incrociate tra barese e milanese. E c’ero anch’io quando alla fine degli anni 60 registrammo a Milano alcuni sketch quali “Marietta allenatore del Bari”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

A proposito di Marietta: che ricordo hai di Wanda Rinaldi?

Era una grande attrice, insuperabile in radio, ma il palcoscenico la terrorizzava. Ricordo che prima di andare in scena aveva bisogno di bere un bicchierino di cognac per affrontare il pubblico.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Colino e Marietta per un periodo furono affiancati da un terzo personaggio. Ce ne puoi parlare?

Si trattava di “mba Vitucce” che fece la sua comparsa alla fine degli anni anni 60, impersonato da Piero De Vito. L’attore collaborò con mio padre anche dopo la fine della Caravella e persino dopo la scomparsa di Marietta avvenuta alla fine degli  anni 80.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Michele continuò a lavorare anche dopo la chiusura della Caravella, ma non ebbe più lo stesso successo. Sai spiegartelo?

Lui continuò a presentare i suoi monologhi fino a pochi mesi prima della sua morte avvenuta il 25 aprile 2005, all’età di 83 anni. Purtroppo però la comicità barese a partire dagli anni 80 cambiò, spostandosi verso un cabaret più sboccato, incline all’uso della parolaccia. Mio padre invece restò sempre fedele al suo stile, mai volgare, dove si usavano i doppi sensi per alludere a situazioni a sfondo sessuale, senza mai nominarle.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E così Bari l’ha piano piano scordato…

Purtroppo sì. Il mio papà è stato dimenticato dalla città, eppure è stato l’ultimo esponente di una baresità autentica, fatta di una comicità semplice e pulita.  Mi sarei però aspettato perlomeno qualche riconoscimento: ad esempio l’istituzione di un premio alla memoria di Colino e Marietta. E sono deluso anche dal mondo dello sport. Lui fu per 50 anni presidente della sezione giovanile della Federcalcio pugliese: non se ne ricorda nessuno.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

(Vedi galleria fotografica)

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Salvatore Schirone
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venerdì 13 ottobre 2017
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