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Viaggio nel Boschetto delle Fate

Modugno 20 foto 1 giugno 2018 3.494 visualizzazioni

Viene indicato come il principale punto di incontro delle sette sataniche dell’hinterland barese. È questa l'aura di terrore che avvolge il "boschetto delle fate", una zona verde che si trova da settant’anni nel territorio di Modugno, non lontano dallo stadio San Nicola. Eppure questo bosco rappresenta una rara area densa di splendidi alberi sempreverdi: un sito che potrebbe essere sfruttato per passeggiate e picnic, ma che da decenni versa purtroppo in un totale stato di abbandono.  Anche se a frequentarlo, perlomeno di notte, ci hanno pensato nel corso degli anni generazioni di ragazzi che qui hanno organizzato rave party e serate ad alto grado alcolico (foto di Antonio Caradonna)

Notizia collegata — Scritte sataniche, feste notturne e tanto verde sprecato: è il Boschetto delle Fate
20 fotografie
Per arrivare alla foresta bisogna imboccare la provinciale 236 che porta a Bitritto, per poi prendere l’uscita "Parco Adria". Ci ritroviamo così sulla complanare: avanziamo per un altro chilometro e poi, subito dopo essere transitati sotto un ponte, giriamo a destra in una strada denominata "svincolo Bari sud". La lingua d'asfalto scavalca l'autostrada e si restringe, portandoci dopo un altro chilometro e mezzo a destinazione
Per arrivare alla foresta bisogna imboccare la provinciale 236 che porta a Bitritto, per poi prendere l’uscita "Parco Adria". Ci ritroviamo così sulla complanare: avanziamo per un altro chilometro e poi, subito dopo essere transitati sotto un ponte, giriamo a destra in una strada denominata "svincolo Bari sud". La lingua d'asfalto scavalca l'autostrada e si restringe, portandoci dopo un altro chilometro e mezzo a destinazione
Eccoci quindi davanti a un cancello d'ingresso in ferro arrugginito: per raggiungerlo però bisogna superare una vera e propria collinetta di spazzatura composta di buste di plastica, pezzi di infissi, mattoni e assi di legno. L'inferriata è chiusa, ma sulla destra un'apertura tra due colonne agevola la nostra entrata
Eccoci quindi davanti a un cancello d'ingresso in ferro arrugginito: per raggiungerlo però bisogna superare una vera e propria collinetta di spazzatura composta di buste di plastica, pezzi di infissi, mattoni e assi di legno. L'inferriata è chiusa, ma sulla destra un'apertura tra due colonne agevola la nostra entrata
Muoviamo i nostri primi passi su un sentiero che si fa largo tra la vegetazione incolta, "sorvegliati" a distanza da alti pini piantati tra gli anni 40 e 50 del Novecento
Muoviamo i nostri primi passi su un sentiero che si fa largo tra la vegetazione incolta, "sorvegliati" a distanza da alti pini piantati tra gli anni 40 e 50 del Novecento
Continuiamo a camminare in una fitta vegetezione...
Continuiamo a camminare in una fitta vegetezione...
...quando sulla destra incontriamo un primo casolare, circondato da detriti di ogni genere. Sulla facciata spiccano scritte volgari, affiancate da un pentacolo rosso, simbolo caro soprattutto ai cultori del demonio
...quando sulla destra incontriamo un primo casolare, circondato da detriti di ogni genere. Sulla facciata spiccano scritte volgari, affiancate da un pentacolo rosso, simbolo caro soprattutto ai cultori del demonio
La passeggiata però prosegue tranquilla, allietata dal canto degli uccelli e da un piccolo viottolo che incrociamo in prossimità di un cactus
La passeggiata però prosegue tranquilla, allietata dal canto degli uccelli e da un piccolo viottolo che incrociamo in prossimità di un cactus
Anche se a un certo punto notiamo un albero spezzato, il cui tronco sembra essere stato tagliato a colpi di accetta
Anche se a un certo punto notiamo un albero spezzato, il cui tronco sembra essere stato tagliato a colpi di accetta
Ed ecco che intravediamo la più grande costruzione del bosco: una struttura su due livelli mai portata a termine
Ed ecco che intravediamo la più grande costruzione del bosco: una struttura su due livelli mai portata a termine
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