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Triggiano, la masseria Torre Reddito

Triggiano 20 foto 25 novembre 2017 1.613 visualizzazioni

È così imponente da essere soprannominata "il castello" e nasconde al suo interno affreschi, un ipogeo e persino una chiesetta. Parliamo della masseria Torre Reddito di Triggiano, complesso cinquecentesco immerso in quel groviglio di strade rurali "senza tempo" situate a sud-est di Bari. Peccato che si tratti di un tesoro praticamente inesplorato: è infatti chiusa al pubblico da tempo immemore (foto di Gennaro Gargiulo)

Notizia collegata — Ipogei, chiese e affreschi: è la grande, antica e dimenticata masseria Torre Reddito
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Torre Reddito rientra nell'elenco delle 14 masserie in disuso sparse nella Terra di Bari: fu eretta nel 1501 per volere dell'energica Isabella d'Aragona, prima donna della storia al governo del capoluogo pugliese
Torre Reddito rientra nell'elenco delle 14 masserie in disuso sparse nella Terra di Bari: fu eretta nel 1501 per volere dell'energica Isabella d'Aragona, prima donna della storia al governo del capoluogo pugliese
Per raggiungerla imbocchiamo strada Crocifisso e svoltiamo quindi a sinistra in una viuzza che si fa largo tra estesi campi coltivati. Dopo averla percorsa per 200 metri giungiamo così dinanzi all'ingresso monumentale
Per raggiungerla imbocchiamo strada Crocifisso e svoltiamo quindi a sinistra in una viuzza che si fa largo tra estesi campi coltivati. Dopo averla percorsa per 200 metri giungiamo così dinanzi all'ingresso monumentale
L'accesso è incastonato nella cinta muraria che funge da perimetro del sito. È costituito da un cancello in ferro grigio inglobato in un arco a tutto sesto in pietra: quest'ultimo ha una chiave di volta decorata con un giglio, lo stemma dei Tanzi
L'accesso è incastonato nella cinta muraria che funge da perimetro del sito. È costituito da un cancello in ferro grigio inglobato in un arco a tutto sesto in pietra: quest'ultimo ha una chiave di volta decorata con un giglio, lo stemma dei Tanzi
Muoviamo i primi passi nel cortile, dove spuntano qua e là dei fichi d'india
Muoviamo i primi passi nel cortile, dove spuntano qua e là dei fichi d'india
Di fronte a noi svetta la facciata dell'edificio principale: è in pietra, si sviluppa su due livelli ed è contraddistinta da un colore grigio sfumato a tratti dal verde del muschio
Di fronte a noi svetta la facciata dell'edificio principale: è in pietra, si sviluppa su due livelli ed è contraddistinta da un colore grigio sfumato a tratti dal verde del muschio
Le finestre del secondo piano, di cui una parzialmente murata, sono puntellate da assi di legno e sovrastate da dei timpani abbelliti da altri gigli
Le finestre del secondo piano, di cui una parzialmente murata, sono puntellate da assi di legno e sovrastate da dei timpani abbelliti da altri gigli
Varchiamo la soglia, ritrovandoci in un grande ambiente illuminato da una finestra rettangolare. Qui un tempo c'era presumibilmente un frantoio: in un angolo dello stanzone spiccano infatti tre macine usate per ottenere l'olio dalle olive
Varchiamo la soglia, ritrovandoci in un grande ambiente illuminato da una finestra rettangolare. Qui un tempo c'era presumibilmente un frantoio: in un angolo dello stanzone spiccano infatti tre macine usate per ottenere l'olio dalle olive
Muniti di torcia scendiamo una piccola rampa che sbuca in un ipogeo: riadattato su cavità naturali preesistenti, pare fosse parte di un'antica via che correndo sotto la superficie collegava Bari e Triggiano
Muniti di torcia scendiamo una piccola rampa che sbuca in un ipogeo: riadattato su cavità naturali preesistenti, pare fosse parte di un'antica via che correndo sotto la superficie collegava Bari e Triggiano
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