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Statale 96, il cimitero dei capannoni

Bari 20 foto 24 gennaio 2017

C’erano hotel, salottifici, negozi di scarpe, grossisti dell’abbigliamento e sale bowling. La Statale 96, quella che da Bari conduce a Modugno e poi ad Altamura, è stata da sempre una sorta di “via dello shopping”, una vetrina della Zona Industriale che sorge alle sue spalle. Fino a poco tempo fa qui sorgevano numerose e grandi aziende che davano lavoro a centinaia di dipendenti. Parliamo al passato perché per via della crisi di questi negozi è rimasto ben poco: la maggior parte ha chiuso, lasciando però in “bella” vista enormi edifici abbandonati, che fanno oggi delle 96 un vero e proprio “cimitero dei capannoni” (Foto di Antonio Caradonna)

Leggi la notizia — La spettrale Statale 96: un tempo "via dello shopping", ora cimitero dei capannoni
20 fotografie
Arrivando da Bari, superato il Villaggio del Lavoratore, via Bruno Buozzi cambia nome in statale 96 e la strada diventa a due corsie delimitate da uno spartitraffico centrale
Arrivando da Bari, superato il Villaggio del Lavoratore, via Bruno Buozzi cambia nome in statale 96 e la strada diventa a due corsie delimitate da uno spartitraffico centrale
Subito sulla destra si trova un cartello che indica l’area di commercio “X-Planet”, con sotto una serie di caratteri cinesi
Subito sulla destra si trova un cartello che indica l’area di commercio “X-Planet”, con sotto una serie di caratteri cinesi
Perché in questa zona gli unici che riescono a tirare avanti sono proprio loro: i cinesi, che in molti casi hanno rilevato capannoni abbandonati, per aprire i propri negozi. Un pannello giallo infatti impera su quest’area grigia e ci informa che ci troviamo davanti alla “Chinatown ingrosso”
Perché in questa zona gli unici che riescono a tirare avanti sono proprio loro: i cinesi, che in molti casi hanno rilevato capannoni abbandonati, per aprire i propri negozi. Un pannello giallo infatti impera su quest’area grigia e ci informa che ci troviamo davanti alla “Chinatown ingrosso”
Troviamo lo scheletro di un edificio. Una targhetta informa che per entrare è necessario citofonare, ma in realtà il cancello è aperto e permette di avere accesso in un’area dominata da rifiuti, spazzatura e una palma morta. Era la sede della “Future Gate”, una società che costruiva e gestiva slot-machine
Troviamo lo scheletro di un edificio. Una targhetta informa che per entrare è necessario citofonare, ma in realtà il cancello è aperto e permette di avere accesso in un’area dominata da rifiuti, spazzatura e una palma morta. Era la sede della “Future Gate”, una società che costruiva e gestiva slot-machine
Riusciamo a intravedere dietro a una finestra senza vetri una fila di diciotto schermi di video-lottery ormai in disuso
Riusciamo a intravedere dietro a una finestra senza vetri una fila di diciotto schermi di video-lottery ormai in disuso
Più avanti un’enorme insegna con scritto “Asfalti Ranplast” sovrasta un altro ingrosso cinese di casalinghi e giocattoli. L’azienda di asfalto e bitumi è ormai chiusa da tempo e i cinesi hanno comprato questo edificio senza preoccuparsi di sostituire il vessillo. L’edificio rossiccio, circondato da tante tipiche lanterne rosse contiene ancora uffici in fittasi
Più avanti un’enorme insegna con scritto “Asfalti Ranplast” sovrasta un altro ingrosso cinese di casalinghi e giocattoli. L’azienda di asfalto e bitumi è ormai chiusa da tempo e i cinesi hanno comprato questo edificio senza preoccuparsi di sostituire il vessillo. L’edificio rossiccio, circondato da tante tipiche lanterne rosse contiene ancora uffici in fittasi
Siamo ora davanti a un edificio che coloro che sono stati giovani negli anni 80 e 90 ricorderanno bene: il “Bowling del Levante”, una grande sala che ospitava l’unico bowling di Bari. Di quel tempio dello svago non è rimasto nulla, se non un’insegna di un blu sbiadito con una scritta gialla che indica nostalgicamente un posto che non c’è più
Siamo ora davanti a un edificio che coloro che sono stati giovani negli anni 80 e 90 ricorderanno bene: il “Bowling del Levante”, una grande sala che ospitava l’unico bowling di Bari. Di quel tempio dello svago non è rimasto nulla, se non un’insegna di un blu sbiadito con una scritta gialla che indica nostalgicamente un posto che non c’è più
L'edificio rosso del Bowling del Levante
L'edificio rosso del Bowling del Levante
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