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Rugliano: suore, ostie e "ritagli"

Rutigliano 31 foto 11 aprile 2022 950 visualizzazioni

Ogni domenica i bambini di Rutigliano si precipitano davanti a una grata che si apre come una finestra: ad attenderli c’è una suora pronta a consegnare a ognuno di loro, in cambio di una piccola offerta, un gustoso e salutare sacchetto di “ritagli” di ostie. È questo il rito che caratterizza da più di un secolo il paese a sud-est del capoluogo pugliese, lì dove lavorano le Suore crocifisse adoratrici dell’eucarestia, tra le poche religiose a produrre ancora artigianalmente, nel barese, il “Corpo di Cristo” (foto di Christian Lisco)

Notizia collegata — Rutigliano: dove dal 1910 le suore producono le ostie, offrendo poi i "ritagli" ai bambini
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Una selezione che però la superiora preferisce ancora fare “a occhio”, scegliendo le “perfette” utilizzando solo il suo sguardo esperto
Una selezione che però la superiora preferisce ancora fare “a occhio”, scegliendo le “perfette” utilizzando solo il suo sguardo esperto
Le “promosse” vengono quindi riposte in alcuni contenitori di plastica (nel laboratorio ne vediamo cinque, colmi fino all’orlo)...
Le “promosse” vengono quindi riposte in alcuni contenitori di plastica (nel laboratorio ne vediamo cinque, colmi fino all’orlo)...
...per poi essere sistemate, pronte per la vendita, nelle bustine trasparenti dove risalta il nome dell’Ordine religioso
...per poi essere sistemate, pronte per la vendita, nelle bustine trasparenti dove risalta il nome dell’Ordine religioso
Ma a lavorazione finita qualcosa rimane “in cucina”: tutta la sfoglia bucherellata dalla quale sono state ricavate le piccole ostie. Fogli che una volta spezzettati producono i cosiddetti “ritagli”: minuscoli frammenti bianchi che vengono, come detto, distribuiti ai bambini in cambio di un’offerta (oggi un euro)
Ma a lavorazione finita qualcosa rimane “in cucina”: tutta la sfoglia bucherellata dalla quale sono state ricavate le piccole ostie. Fogli che una volta spezzettati producono i cosiddetti “ritagli”: minuscoli frammenti bianchi che vengono, come detto, distribuiti ai bambini in cambio di un’offerta (oggi un euro)
Ci spostiamo quindi nell’atrio di ingresso per assistere al “rito” della consegna dei ritagli. Qui, la grata predetta (un tempo utilizzata dalle monache di clausura per comunicare all’esterno), viene aperta per permettere a grandi e piccini di acquistare enormi buste piene zeppe di “snack”
Ci spostiamo quindi nell’atrio di ingresso per assistere al “rito” della consegna dei ritagli. Qui, la grata predetta (un tempo utilizzata dalle monache di clausura per comunicare all’esterno), viene aperta per permettere a grandi e piccini di acquistare enormi buste piene zeppe di “snack”
Ed ecco che subito sentiamo i passi svelti dei bambini che corrono a mettersi in fila all’ingresso. Tra i primi ad arrivare ci sono i fratellini Diego e Viola di 7 e 5 anni...
Ed ecco che subito sentiamo i passi svelti dei bambini che corrono a mettersi in fila all’ingresso. Tra i primi ad arrivare ci sono i fratellini Diego e Viola di 7 e 5 anni...
...accompagnati dal 30enne Francesco. «Passando di qui rivivo i ricordi della mia infanzia – ci dice il giovane –. Mia madre preferiva che mangiassimo le ostie, più salutari e meno salate delle patatine. Sino a due anni fa si portavano le buste di pasta vuote della Divella che le suore poi riempivano di decine e decine di pezzi»
...accompagnati dal 30enne Francesco. «Passando di qui rivivo i ricordi della mia infanzia – ci dice il giovane –. Mia madre preferiva che mangiassimo le ostie, più salutari e meno salate delle patatine. Sino a due anni fa si portavano le buste di pasta vuote della Divella che le suore poi riempivano di decine e decine di pezzi»
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