Tutte le gallerie
Fotogallery

Le antiche osterie di Bari

Bari 21 foto 12 febbraio 2022 977 visualizzazioni

Un grande camino annerito dal fumo, tegami e caraffe di terracotta, panche di legno d’ulivo illuminate da vecchie lucerne e, soprattutto, la semplicità della cucina casalinga. Erano questi i tratti distintivi delle antiche osterie baresi: posti che fino alla prima metà del 900 hanno rappresentato dei veri e propri capisaldi del folklore cittadino

Notizia collegata — Mòsce, Calandrìidde, Puzze, Filoscino: i nomi e la storia delle antiche osterie di Bari
21 fotografie
Un grande camino annerito dal fumo, tegami e caraffe di terracotta, panche di legno d’ulivo illuminate da vecchie lucerne e, soprattutto, la semplicità della cucina casalinga. Erano questi i tratti distintivi delle antiche osterie baresi
Un grande camino annerito dal fumo, tegami e caraffe di terracotta, panche di legno d’ulivo illuminate da vecchie lucerne e, soprattutto, la semplicità della cucina casalinga. Erano questi i tratti distintivi delle antiche osterie baresi
Luoghi di ritrovo frequentatissimi da tutti e in cui a regnare del buon cibo e soprattutto tanto vino “sincero”: quello che aiutava gli avventori a trascorrere ore di brilla spensieratezza tra grida gioiose e partite a scopa, tressette e zumbariedde
Luoghi di ritrovo frequentatissimi da tutti e in cui a regnare del buon cibo e soprattutto tanto vino “sincero”: quello che aiutava gli avventori a trascorrere ore di brilla spensieratezza tra grida gioiose e partite a scopa, tressette e zumbariedde
Un mondo ormai scomparso. Delle antiche locande sopravvivono infatti oggi a Bari solo l’Osteria Paglionico in strada Vallisa (del 1870)...
Un mondo ormai scomparso. Delle antiche locande sopravvivono infatti oggi a Bari solo l’Osteria Paglionico in strada Vallisa (del 1870)...
...e l’Osteria delle Travi il Buco in largo Chiurlia (del 1906). Ma entrambe, seppur conservando uno stile e un menù tradizionale, si sono trasformate nel tempo in veri e propri ristoranti
...e l’Osteria delle Travi il Buco in largo Chiurlia (del 1906). Ma entrambe, seppur conservando uno stile e un menù tradizionale, si sono trasformate nel tempo in veri e propri ristoranti
Per rivivere le glorie conviviali dei secoli passati ci siamo così affidati al volume “I tabernacoli baresi dell’onesto peccato”, scritto nel 1972 dallo storico della gastronomia Luigi Sada
Per rivivere le glorie conviviali dei secoli passati ci siamo così affidati al volume “I tabernacoli baresi dell’onesto peccato”, scritto nel 1972 dallo storico della gastronomia Luigi Sada
Il primo luogo di ristoro di cui si hanno notizie certe è quello un tempo situato all’interno dell’Ospizio dei Pellegrini, il quale offriva gratuitamente un posto dove dormire e mangiare ai tanti forestieri che giungevano a Bari per venerare il santo patrono
Il primo luogo di ristoro di cui si hanno notizie certe è quello un tempo situato all’interno dell’Ospizio dei Pellegrini, il quale offriva gratuitamente un posto dove dormire e mangiare ai tanti forestieri che giungevano a Bari per venerare il santo patrono
Il menù prevedeva minestra o maccheroni, pesce o carne, due uova, frutta, pane e vino. Ma nel corso degli anni il luogo andò via via decadendo
Il menù prevedeva minestra o maccheroni, pesce o carne, due uova, frutta, pane e vino. Ma nel corso degli anni il luogo andò via via decadendo
Sempre di proprietà della Basilica e situata vicino alla chiesa era l’Hosteria de Sancto Nicola, nata nel 1513. La sua insegna, una statua in pietra del Santo di Myra...
Sempre di proprietà della Basilica e situata vicino alla chiesa era l’Hosteria de Sancto Nicola, nata nel 1513. La sua insegna, una statua in pietra del Santo di Myra...
Pubblicità
Pubblicità
Newsletter gratuita

Barinedita nella tua inbox

Ogni settimana inchieste, storie e reportage.

Iscrivendoti accetti il trattamento dei dati secondo la privacy policy. Puoi cancellarti quando vuoi.