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La storia di Santo Spirito

Bari 27 foto 19 settembre 2023 1.550 visualizzazioni

Nato e cresciuto attorno al suo porticciolo, colorato dai tradizionali gozzi da pesca e difeso da un’imponente torre di guardia del 500, Santo Spirito si presenta come un pittoresco borgo marinaro che porta con sé una storia lunga più di 2mila anni. E questo a dispetto dell’“invadenza” di Bari, di cui suo malgrado fa parte, rappresentando il quartiere più settentrionale

Notizia collegata — La lunga storia di Santo Spirito, il borgo marinaro da sempre conteso tra Bari e Bitonto
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Nato e cresciuto attorno al suo porticciolo, colorato dai tradizionali gozzi da pesca e difeso da un’imponente torre di guardia del 500, Santo Spirito si presenta come un pittoresco borgo marinaro che porta con sé una storia lunga più di 2mila anni
Nato e cresciuto attorno al suo porticciolo, colorato dai tradizionali gozzi da pesca e difeso da un’imponente torre di guardia del 500, Santo Spirito si presenta come un pittoresco borgo marinaro che porta con sé una storia lunga più di 2mila anni
La presenza di un approdo per imbarcazioni all’altezza di Santo Spirito risale infatti almeno ai tempi dell’antica Roma repubblicana. Secondo gli storici il primo luogo di attracco per le barche fu il Vargalone, uno scoglio posto di fronte all’odierno molo di ponente
La presenza di un approdo per imbarcazioni all’altezza di Santo Spirito risale infatti almeno ai tempi dell’antica Roma repubblicana. Secondo gli storici il primo luogo di attracco per le barche fu il Vargalone, uno scoglio posto di fronte all’odierno molo di ponente
Al IX secolo risale invece la costruzione di una torre di vedetta, poi utilizzata dal generale bizantino Argiro come avamposto difensivo barese nel corso dell’assedio a Giovinazzo del 1042. Da qui il nome di Castello di Argiro, di cui dopo oltre un millennio restano visibili alcuni particolari nei pressi di una palazzina ristrutturata una decina di anni fa
Al IX secolo risale invece la costruzione di una torre di vedetta, poi utilizzata dal generale bizantino Argiro come avamposto difensivo barese nel corso dell’assedio a Giovinazzo del 1042. Da qui il nome di Castello di Argiro, di cui dopo oltre un millennio restano visibili alcuni particolari nei pressi di una palazzina ristrutturata una decina di anni fa
Nel Medioevo cominciarono a formarsi alcuni agglomerati di case attorno al piccolo porto. Una chiesetta doveva esserci anche a nord del porticciolo, dove secondo la leggenda si sarebbe fermato in preghiera san Francesco. Episodio ricordato oggi dalla presenza di una fontana che ritrae il “poverello di Assisi” sul giardinetto di piazza dei Mille...
Nel Medioevo cominciarono a formarsi alcuni agglomerati di case attorno al piccolo porto. Una chiesetta doveva esserci anche a nord del porticciolo, dove secondo la leggenda si sarebbe fermato in preghiera san Francesco. Episodio ricordato oggi dalla presenza di una fontana che ritrae il “poverello di Assisi” sul giardinetto di piazza dei Mille...
...nei pressi dell’attuale mercato del pesce
...nei pressi dell’attuale mercato del pesce
Santo Spirito dovette sin da subito “subire” l’intrusione di Bitonto e Bari, città che per anni si scontrarono sul limite dei propri confini. Le diatribe si protrassero fino al XVI secolo, quando i sovrani aragonesi imposero ai due centri l’edificazione dei “titoli”: costruzioni a forma di torretta eretti nel 1585 proprio per segnare i confini territoriali
Santo Spirito dovette sin da subito “subire” l’intrusione di Bitonto e Bari, città che per anni si scontrarono sul limite dei propri confini. Le diatribe si protrassero fino al XVI secolo, quando i sovrani aragonesi imposero ai due centri l’edificazione dei “titoli”: costruzioni a forma di torretta eretti nel 1585 proprio per segnare i confini territoriali
Dal 1569 della popolazione locale fece parte anche il corpo di guardia di una torre di vedetta nota oggi come Castello della Finanza. Si tratta di uno dei punti di avvistamento voluti dagli spagnoli lungo il litorale pugliese per difendere l’entroterra da pirati e corsari
Dal 1569 della popolazione locale fece parte anche il corpo di guardia di una torre di vedetta nota oggi come Castello della Finanza. Si tratta di uno dei punti di avvistamento voluti dagli spagnoli lungo il litorale pugliese per difendere l’entroterra da pirati e corsari
Ma fu l’800 il secolo in cui il borgo vide una netta accelerazione del proprio sviluppo. Nel 1808 venne iniziata la strada per Bitonto, attuale corso Umberto, di cui si interessò direttamente il re di Napoli Gioacchino Murat (foto di A. Roncone)
Ma fu l’800 il secolo in cui il borgo vide una netta accelerazione del proprio sviluppo. Nel 1808 venne iniziata la strada per Bitonto, attuale corso Umberto, di cui si interessò direttamente il re di Napoli Gioacchino Murat (foto di A. Roncone)
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