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La storia del Lungomare di Bari

Bari 32 foto 6 settembre 2021 3.599 visualizzazioni

Un simbolo incontrastato di Bari che con i suoi 16 chilometri rappresenta la strada costiera più lunga d’Italia. Parliamo del Lungomare, opera realizzata durante il Fascismo che, per quanto maestosa e amata, da quasi cento anni ha allontanato il capoluogo pugliese dall’Adriatico

Notizia collegata — L'iconico Lungomare: la strada costiera più lunga d'Italia che allontanò Bari dall'Adriatico
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Un simbolo incontrastato di Bari che con i suoi 16 chilometri rappresenta la strada costiera più lunga d’Italia. Parliamo del Lungomare, opera realizzata durante il Fascismo che, per quanto maestosa e amata, da quasi cento anni ha allontanato il capoluogo pugliese dall’Adriatico
Un simbolo incontrastato di Bari che con i suoi 16 chilometri rappresenta la strada costiera più lunga d’Italia. Parliamo del Lungomare, opera realizzata durante il Fascismo che, per quanto maestosa e amata, da quasi cento anni ha allontanato il capoluogo pugliese dall’Adriatico
Realizzato tra il 1926 e il 1932 per volere di Araldo Di Crollalanza, podestà di Bari e ministro ai Lavori Pubblici, costeggia sette quartieri cambiando nome a seconda del tratto che percorre
Realizzato tra il 1926 e il 1932 per volere di Araldo Di Crollalanza, podestà di Bari e ministro ai Lavori Pubblici, costeggia sette quartieri cambiando nome a seconda del tratto che percorre
Un’arteria arricchita dalla presenza di 197 iconici lampioni in ferro e da numerose panchine dalle quali si può ammirare il blu del mare, senza però poterlo “toccare”
Un’arteria arricchita dalla presenza di 197 iconici lampioni in ferro e da numerose panchine dalle quali si può ammirare il blu del mare, senza però poterlo “toccare”
E pensare che un tempo chilometri di costa erano caratterizzati dalle cosiddette “baracche”, stabilimenti balneari ante litteram che, attraverso palafitte sopraelevate, permettevano ai baresi di raggiungere acque profonde e pulite
E pensare che un tempo chilometri di costa erano caratterizzati dalle cosiddette “baracche”, stabilimenti balneari ante litteram che, attraverso palafitte sopraelevate, permettevano ai baresi di raggiungere acque profonde e pulite
Nell’idea originale l’opera sarebbe dovuta essere realizzata diversamente. Progetti risalenti al 1913, a firma dell’architetto Arrigo Veccia, immaginavano un’arteria larga e “immersa” nel mare, con grandi spazi alberati organizzati in viali e verdi giardini che si sarebbero conclusi, all’altezza dell’attuale spiaggia di Pane e Pomodoro, con un lago artificiale circolare destinato all’ostricoltura
Nell’idea originale l’opera sarebbe dovuta essere realizzata diversamente. Progetti risalenti al 1913, a firma dell’architetto Arrigo Veccia, immaginavano un’arteria larga e “immersa” nel mare, con grandi spazi alberati organizzati in viali e verdi giardini che si sarebbero conclusi, all’altezza dell’attuale spiaggia di Pane e Pomodoro, con un lago artificiale circolare destinato all’ostricoltura
Negli anni 20 si optò invece per un waterfront più monumentale che avrebbe dovuto rappresentare il biglietto da visita dell’imperiosa politica militare ed economica portata avanti dal Fascismo
Negli anni 20 si optò invece per un waterfront più monumentale che avrebbe dovuto rappresentare il biglietto da visita dell’imperiosa politica militare ed economica portata avanti dal Fascismo
Così nel 1926 iniziarono i lavori progettati dallo stesso Veccia nel 1923. Le aziende edili incaricate furono Campanella, De Feo e Sassanelli, che utilizzarono il tufo proveniente dai giacimenti presenti in via Cifarelli e soprattutto sfruttarono la cosiddetta “Cava del prete”, i cui resti sono ancora visibili in viale Europa a ridosso dell’omonima masseria
Così nel 1926 iniziarono i lavori progettati dallo stesso Veccia nel 1923. Le aziende edili incaricate furono Campanella, De Feo e Sassanelli, che utilizzarono il tufo proveniente dai giacimenti presenti in via Cifarelli e soprattutto sfruttarono la cosiddetta “Cava del prete”, i cui resti sono ancora visibili in viale Europa a ridosso dell’omonima masseria
Il primo tratto a essere realizzato fu quello che oggi costeggia il quartiere Umbertino, compreso tra la fine di corso Cavour...
Il primo tratto a essere realizzato fu quello che oggi costeggia il quartiere Umbertino, compreso tra la fine di corso Cavour...
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