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Il selvaggio litorale a sud di Polignano

Polignano a Mare 22 foto 27 giugno 2018 1.151 visualizzazioni

Il litorale compreso tra Portalga e Torre Incina, a sud del centro di Polignano, è un tratto di costa così selvaggio e isolato da essere stato escluso dalle mappe di bagnanti, turisti e costruttori. Un posto bazzicato solo da qualche sporadico nudista. Ma è proprio questo suo essere “primordiale” a rendere la zona ancora più attraente, anche perché qui si nascondono cavità sotterranee, torri d’avvistamento, masserie abbandonate, grotte marine e spiaggette illibate (foto di Antonio Caradonna)  

Notizia collegata — Grotte marine e spiaggette isolate: è la costa selvaggia e nascosta a sud di Polignano
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Il nostro punto di partenza è come detto la complanare della 16: siamo a un chilometro a sud del centro abitato di Polignano. L’area che ci separa dal mare è dominata da campi coltivati, ma ecco finalmente aprirsi una stradina percorribile unicamente a piedi, sia per il suo non essere asfaltata, sia perché dei grossi massi ne impediscono il passaggio delle auto. Non ci resta che cominciare a camminare
Il nostro punto di partenza è come detto la complanare della 16: siamo a un chilometro a sud del centro abitato di Polignano. L’area che ci separa dal mare è dominata da campi coltivati, ma ecco finalmente aprirsi una stradina percorribile unicamente a piedi, sia per il suo non essere asfaltata, sia perché dei grossi massi ne impediscono il passaggio delle auto. Non ci resta che cominciare a camminare
Scarpiniamo lungo il vialetto, circondati da disordinata e verde macchia mediterranea. Dopo pochi passi incrociamo un secondo sentiero sulla destra, dolcemente ondulato. Decidiamo così di seguirlo per lasciarci sorprendere da un panorama inaspettato: quello di un’antica masseria che si affaccia sul letto di una lussureggiante lama, costellata da numerose cavità
Scarpiniamo lungo il vialetto, circondati da disordinata e verde macchia mediterranea. Dopo pochi passi incrociamo un secondo sentiero sulla destra, dolcemente ondulato. Decidiamo così di seguirlo per lasciarci sorprendere da un panorama inaspettato: quello di un’antica masseria che si affaccia sul letto di una lussureggiante lama, costellata da numerose cavità
La lama è quella di “Pozzovivo” e le cavità sono sia quelle naturali sfruttate nei tempi passati dai pastori per mettere al riparo le proprie pecore che pascolavano sulla scogliera, sia quelle artificiali create durante un’attività di estrazione del tufo terminata trent’anni fa
La lama è quella di “Pozzovivo” e le cavità sono sia quelle naturali sfruttate nei tempi passati dai pastori per mettere al riparo le proprie pecore che pascolavano sulla scogliera, sia quelle artificiali create durante un’attività di estrazione del tufo terminata trent’anni fa
Entriamo nella più grande di queste grotte, che si estende fin sotto la masseria. Si tratta di una caverna evidentemente scavata dall’uomo con grande maestria, visto che nonostante l’oscurità avvolgente riusciamo a intravedere dei pilastri centrali scrupolosamente modellati che sorreggono il soffitto roccioso
Entriamo nella più grande di queste grotte, che si estende fin sotto la masseria. Si tratta di una caverna evidentemente scavata dall’uomo con grande maestria, visto che nonostante l’oscurità avvolgente riusciamo a intravedere dei pilastri centrali scrupolosamente modellati che sorreggono il soffitto roccioso
Al suo interno, poggiati su una roccia, troviamo due teschi di animali dall’aspetto inquietante
Al suo interno, poggiati su una roccia, troviamo due teschi di animali dall’aspetto inquietante
Ritorniamo frettolosamente in superficie per spingerci questa volta sull’altro fronte del dirupo, sul quale si affaccia la masseria predetta, chiamata “di Pozzovivo” o “De Bellis”, dal nome dei suoi vecchi proprietari. L’edificio, di fine Settecento, è completamente abbandonato e presenta un prospetto dal color rosso sbiadito molto semplice che, circondato dai fichi d’india, si affaccia sull'azzurro dell’Adriatico
Ritorniamo frettolosamente in superficie per spingerci questa volta sull’altro fronte del dirupo, sul quale si affaccia la masseria predetta, chiamata “di Pozzovivo” o “De Bellis”, dal nome dei suoi vecchi proprietari. L’edificio, di fine Settecento, è completamente abbandonato e presenta un prospetto dal color rosso sbiadito molto semplice che, circondato dai fichi d’india, si affaccia sull'azzurro dell’Adriatico
Non ci resta ora che raggiungere finalmente il litorale. Camminiamo su un sentiero situato al centro dell’antico letto del fiume: siamo circondati dall’alta roccia e ci sentiamo sempre più piccoli man mano che procediamo...
Non ci resta ora che raggiungere finalmente il litorale. Camminiamo su un sentiero situato al centro dell’antico letto del fiume: siamo circondati dall’alta roccia e ci sentiamo sempre più piccoli man mano che procediamo...
...fino a quando non vediamo disvelarsi davanti ai nostri occhi l’ambito mare. Siamo nella foce della lama, un’insenatura dominata da scogli aguzzi e sporgenti, addolciti unicamente dal movimento dell’acqua limpida e dalle verdi foglie dell’edera che si arrampicano e si rincorrono sulle pareti frastagliate
...fino a quando non vediamo disvelarsi davanti ai nostri occhi l’ambito mare. Siamo nella foce della lama, un’insenatura dominata da scogli aguzzi e sporgenti, addolciti unicamente dal movimento dell’acqua limpida e dalle verdi foglie dell’edera che si arrampicano e si rincorrono sulle pareti frastagliate
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