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Il Parco naturale di Lama Balice

Bari 25 foto 4 luglio 2018 1.505 visualizzazioni

Un “mondo” fatto di natura selvaggia, alte pareti rocciose, cave, masserie, ponti, campi coltivati e zone inaccessibili. Parliamo di Lama Balice, uno dei nove ex fiumi di Bari, ma tra tutti quello dal panorama più vario e dalla storia più interessante. Un sito che nel tempo è diventato un baluardo della “biodiversità”, così ricco di flora e fauna da convincere la Regione Puglia a istituire un parco al suo interno (foto di Antonio Caradonna)

Notizia collegata — Natura, ponti, cave e masserie: alla scoperta del "parco nascosto" di Lama Balice
25 fotografie
Il nostro punto di partenza è Villa Frammarino, una masseria del XII secolo completamente ristrutturata che funge da riferimento del parco
Il nostro punto di partenza è Villa Frammarino, una masseria del XII secolo completamente ristrutturata che funge da riferimento del parco
Per arrivarci dal centro di Bari bisogna imboccare la provinciale 156 (strada Bitonto-Palese Aeroporto) per poi girare sulla sinistra seguendo le indicazioni che portano al “Parco Naturale Regionale Lama Balice”
Per arrivarci dal centro di Bari bisogna imboccare la provinciale 156 (strada Bitonto-Palese Aeroporto) per poi girare sulla sinistra seguendo le indicazioni che portano al “Parco Naturale Regionale Lama Balice”
Dalla masseria raggiungiamo il lato sinistro della lama, dove tramite una terrazza è possibile ammirare le alte pareti rocciose che scendono a picco e si tuffano in un “mare” di alberi e arbusti
Dalla masseria raggiungiamo il lato sinistro della lama, dove tramite una terrazza è possibile ammirare le alte pareti rocciose che scendono a picco e si tuffano in un “mare” di alberi e arbusti
Da questo punto in poi non si potrebbe proseguire, ma decidiamo comunque di avventurarci in avanti costeggiando un alto muro di cinta e inoltrandoci nella campagna. Solo in questo modo riusciamo ad ammirare dall’alto le rosse pareti rocciose di una delle due cave di pietra in disuso dove sono state rintracciate le orme di dinosauro (foto di Nicola Imperiale)
Da questo punto in poi non si potrebbe proseguire, ma decidiamo comunque di avventurarci in avanti costeggiando un alto muro di cinta e inoltrandoci nella campagna. Solo in questo modo riusciamo ad ammirare dall’alto le rosse pareti rocciose di una delle due cave di pietra in disuso dove sono state rintracciate le orme di dinosauro (foto di Nicola Imperiale)
Torniamo indietro e questa volta ci dirigiamo verso un sentiero praticabile che ci permette di scendere nel letto
Torniamo indietro e questa volta ci dirigiamo verso un sentiero praticabile che ci permette di scendere nel letto
Ci inoltriamo in una vegetazione sempre più invadente: davanti a noi una lussureggiante porzione di canneto si curva fino a creare una sorta di tunnel
Ci inoltriamo in una vegetazione sempre più invadente: davanti a noi una lussureggiante porzione di canneto si curva fino a creare una sorta di tunnel
Incrociamo un “pagliaro”, ovvero una costruzione simile a un trullo utilizzata in passato come ricovero per i contadini...
Incrociamo un “pagliaro”, ovvero una costruzione simile a un trullo utilizzata in passato come ricovero per i contadini...
...fin quando non arriviamo ai piedi del “Ponte Antico”.  Si tratta una struttura in pietra dorata che mette in collegamento i due costoni della lama: costruito nel 1882 è anche chiamato il “Ponte del Brigante”
...fin quando non arriviamo ai piedi del “Ponte Antico”. Si tratta una struttura in pietra dorata che mette in collegamento i due costoni della lama: costruito nel 1882 è anche chiamato il “Ponte del Brigante”
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