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Il museo delle macchine per scrivere

Trani 16 foto 15 giugno 2017 831 visualizzazioni

Ha occupato per più di cento anni le scrivanie di studi e uffici di tutto il mondo, per poi scomparire all’improvviso dopo l’avvento dei computer. Parliamo della macchina per scrivere, oggetto ormai divenuto “vintage” , ma che conserva un suo indubbio fascino. A Trani hanno pensato addirittura di dedicarci museo: un luogo dove è possibile ripercorrere la storia di questo storico strumento e ammirare antichi gioiellini

Notizia collegata — Affascinanti, storiche e retrò: a Trani un museo dedicato alle macchine per scrivere
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Siamo in piazza Duomo, lì dove sorge la splendida Cattedrale cittadina. Qui, nel Palazzo Dispoto, è ubicato il  museo delle macchine per scrivere
Siamo in piazza Duomo, lì dove sorge la splendida Cattedrale cittadina. Qui, nel Palazzo Dispoto, è ubicato il museo delle macchine per scrivere
Entriamo nel museo e ci ritroviamo circondati da foto di scrittori del passato. C’è anche Ernest Hemingway con la sua “Hermes baby” e Agata Christie mentre scrive su una “Remington Portable No. 2”
Entriamo nel museo e ci ritroviamo circondati da foto di scrittori del passato. C’è anche Ernest Hemingway con la sua “Hermes baby” e Agata Christie mentre scrive su una “Remington Portable No. 2”
Sotto una teca illuminata, custodita come se fosse un’opera d’arte, c’è la “Sholes & Glidden”, il pezzo più antico dell’esposizione. Ideata nel 1873 negli Stati Uniti, si tratta della prima macchina per scrivere meccanica
Sotto una teca illuminata, custodita come se fosse un’opera d’arte, c’è la “Sholes & Glidden”, il pezzo più antico dell’esposizione. Ideata nel 1873 negli Stati Uniti, si tratta della prima macchina per scrivere meccanica
Le aziende ebbero più successo con le macchine ad indice, che si azionavano spostando il puntatore sulle lettere desiderate per poi premere e incidere sul foglio. La più precisa, anche se molto scomoda, era la “Merrit”, progettata nel 1890 e presente nel museo
Le aziende ebbero più successo con le macchine ad indice, che si azionavano spostando il puntatore sulle lettere desiderate per poi premere e incidere sul foglio. La più precisa, anche se molto scomoda, era la “Merrit”, progettata nel 1890 e presente nel museo
Tutti gli strumenti continuavano a possedere però un grande difetto: il rumore. Così tra gli anni 20 e 30 si pensò di creare oggetti più silenziosi, come i modelli “Noisless” della Underwood e della  Remington, che montavano una camera di contenimento utile ad intrappolare e a limitare il tichettio
Tutti gli strumenti continuavano a possedere però un grande difetto: il rumore. Così tra gli anni 20 e 30 si pensò di creare oggetti più silenziosi, come i modelli “Noisless” della Underwood e della Remington, che montavano una camera di contenimento utile ad intrappolare e a limitare il tichettio
Siamo ora arrivati nelle sezione dedicata alle portatili, molto più piccole e leggere di quelle da scrivania. Sulla parete sono appese le vecchie custodie che servivano sia da trasporto che da “sgabello” per sedercisi sopra
Siamo ora arrivati nelle sezione dedicata alle portatili, molto più piccole e leggere di quelle da scrivania. Sulla parete sono appese le vecchie custodie che servivano sia da trasporto che da “sgabello” per sedercisi sopra
Ci colpisce l’americana “Bennet”, creata nel 1910, praticamente l’antenata dei nostri palmari: da portare nella tasca del cappotto, come mostra l’uomo raffigurato sulla cartolina pubblicitaria
Ci colpisce l’americana “Bennet”, creata nel 1910, praticamente l’antenata dei nostri palmari: da portare nella tasca del cappotto, come mostra l’uomo raffigurato sulla cartolina pubblicitaria
Antenata del moderno Iwatch è invece la “Virotyp”, chiamata anche “piccola parigina”. Progettata nel 1914 era utilizzata nelle trincee dai soldati della Prima guerra mondiale, che la portavano legata al polso con un cinturino
Antenata del moderno Iwatch è invece la “Virotyp”, chiamata anche “piccola parigina”. Progettata nel 1914 era utilizzata nelle trincee dai soldati della Prima guerra mondiale, che la portavano legata al polso con un cinturino
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