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Il centro storico di Molfetta

Molfetta 30 foto 29 giugno 2019 1.136 visualizzazioni

Molfetta è una cittadina dal passato travagliato, da sempre considerata più un porto che un paese in grado di attrarre turisti. Ma in realtà questo borgo adagiato sul mare conta una notevole parte antica, un’area medievale colma di pittoresche viuzze e chiese secolari, caratterizzata da un inconfondibile duomo che sembra quasi galleggiare sull’acqua. Una zona in passato ostaggio dell'incuria e della criminalità, ma protagonista nell'ultimo decennio di una lenta ma costante rinascita (foto di Eva Signorile)  

Notizia collegata — Alla scoperta del centro storico di Molfetta, il "brutto anatroccolo" del nord barese
30 fotografie
Il nostro viaggio parte da corso Dante, all'altezza della statua dedicata a Giuseppe Mazzini, monumento che svetta su una rigogliosa aiuola circolare
Il nostro viaggio parte da corso Dante, all'altezza della statua dedicata a Giuseppe Mazzini, monumento che svetta su una rigogliosa aiuola circolare
Ci muoviamo in direzione est. Sulla destra notiamo subito la chiesa di Santo Stefano, finita di costruire nel 1586. Incastonata tra i palazzi, presenta un evidente rosone in stile rinascimentale e un campanile dalla cuspide ottagonale, rivestita da maioliche colorate
Ci muoviamo in direzione est. Sulla destra notiamo subito la chiesa di Santo Stefano, finita di costruire nel 1586. Incastonata tra i palazzi, presenta un evidente rosone in stile rinascimentale e un campanile dalla cuspide ottagonale, rivestita da maioliche colorate
A sinistra scorgiamo invece le antiche mura difensive che cingono la sponda sud del nucleo storico. La "muraglia" è interrotta solo dall'ingresso principale del borgo: l'arco della Terra
A sinistra scorgiamo invece le antiche mura difensive che cingono la sponda sud del nucleo storico. La "muraglia" è interrotta solo dall'ingresso principale del borgo: l'arco della Terra
Individuiamo sulla sinistra una piccola scalinata. La rampa porta proprio sulle mura, dove è possibile scrutare corso Dante dall'alto. In lontananza avvistiamo la chiesa di Santa Maria Assunta, cattedrale della città e nostra prossima meta
Individuiamo sulla sinistra una piccola scalinata. La rampa porta proprio sulle mura, dove è possibile scrutare corso Dante dall'alto. In lontananza avvistiamo la chiesa di Santa Maria Assunta, cattedrale della città e nostra prossima meta
Torniamo dunque in piazza Mazzini, ritrovandoci sulla destra la chiesa di Santa Maria Assunta. Realizzata in pietra bianca nel 1744, reca sopra il portone d'entrata un finestrone rettangolare e, ancora più su, un sottile arco a tutto sesto che racchiude in una nicchia una statua di Sant'Ignazio di Loyola
Torniamo dunque in piazza Mazzini, ritrovandoci sulla destra la chiesa di Santa Maria Assunta. Realizzata in pietra bianca nel 1744, reca sopra il portone d'entrata un finestrone rettangolare e, ancora più su, un sottile arco a tutto sesto che racchiude in una nicchia una statua di Sant'Ignazio di Loyola
L'interno è cotituito da un'unica maestosa navata coperta da una volta a botte unghiata
L'interno è cotituito da un'unica maestosa navata coperta da una volta a botte unghiata
Sulla sinistra due cappelle comunicanti custodiscono reliquie di don Tonino Bello, ex vescovo locale e San Corrado di Baviera, patrono della città
Sulla sinistra due cappelle comunicanti custodiscono reliquie di don Tonino Bello, ex vescovo locale e San Corrado di Baviera, patrono della città
Usciamo e continuiamo a camminare verso quello che era l'istmo della penisola. Di fatto siamo alla fine di corso Dante, che "muore" dinanzi alla facciata della chiesa del Purgatorio. Lo stabile, in stile tardorinascimentale, fu consacrato nel 1667 e presenta nella parte bassa le sculture di quattro santi: Pietro, Stefano, Paolo e Lorenzo
Usciamo e continuiamo a camminare verso quello che era l'istmo della penisola. Di fatto siamo alla fine di corso Dante, che "muore" dinanzi alla facciata della chiesa del Purgatorio. Lo stabile, in stile tardorinascimentale, fu consacrato nel 1667 e presenta nella parte bassa le sculture di quattro santi: Pietro, Stefano, Paolo e Lorenzo
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Alla sinistra dell'immobile si apre piazza Municipio. La percorriamo, entrando nel centro storico "vero e proprio". L'asfalto lascia il posto alle chianche bianche e ai tavolini di uno dei locali che da qualche anno animano finalmente la zona
Alla sinistra dell'immobile si apre piazza Municipio. La percorriamo, entrando nel centro storico "vero e proprio". L'asfalto lascia il posto alle chianche bianche e ai tavolini di uno dei locali che da qualche anno animano finalmente la zona
Sul lato destro dello slargo si affaccia la "Sala dei Templari", così chiamata per aver ospitato nel XIII secolo il leggendario ordine religioso: di fatto nel Medioevo era probabilmente un luogo di ricovero per i pellegrini in partenza per la Terrasanta
Sul lato destro dello slargo si affaccia la "Sala dei Templari", così chiamata per aver ospitato nel XIII secolo il leggendario ordine religioso: di fatto nel Medioevo era probabilmente un luogo di ricovero per i pellegrini in partenza per la Terrasanta
Sulla piazza insiste anche il cinqucentesco palazzo Giovene, sede del Comune e della siloteca, l'unico museo del legno del Sud Italia
Sulla piazza insiste anche il cinqucentesco palazzo Giovene, sede del Comune e della siloteca, l'unico museo del legno del Sud Italia
Il municipio è fiancheggiato a sinistra dalla chiesa di San Pietro, rifatta in stile barocco, ma costruita nel lontano 1184
Il municipio è fiancheggiato a sinistra dalla chiesa di San Pietro, rifatta in stile barocco, ma costruita nel lontano 1184
Accanto a un giardino si erge la chiesa della Morte, risalente al XVII secolo e preannunciata da un teschio in bassorilievo che risalta sopra l'entrata
Accanto a un giardino si erge la chiesa della Morte, risalente al XVII secolo e preannunciata da un teschio in bassorilievo che risalta sopra l'entrata
Sul pavimento, coperto da un vetro, si intravede il motivo per cui l'edificio ha un nome così cupo: una fossa, comunicante col mare, nella quale secoli fa l'arciconfraternita della Morte depositava i corpi dei defunti, facendoli scivolare in acqua
Sul pavimento, coperto da un vetro, si intravede il motivo per cui l'edificio ha un nome così cupo: una fossa, comunicante col mare, nella quale secoli fa l'arciconfraternita della Morte depositava i corpi dei defunti, facendoli scivolare in acqua
Continuiamo a scarpinare lungo via Morte. Qualche decina di metri ancora e, incastrata tra le palazzine, parte una piccola scalinata che ci porta sull'approdo di Sant'Andrea, dove i claustrofobici vicoli lasciano spazio al panorama che si apre sul mare
Continuiamo a scarpinare lungo via Morte. Qualche decina di metri ancora e, incastrata tra le palazzine, parte una piccola scalinata che ci porta sull'approdo di Sant'Andrea, dove i claustrofobici vicoli lasciano spazio al panorama che si apre sul mare
Sulla destra, a picco sulle onde, svetta il possente Torrione Passari, fortificazione circolare che "consolidava" il sistema di torri costiere di avvistamento spagnole del 500
Sulla destra, a picco sulle onde, svetta il possente Torrione Passari, fortificazione circolare che "consolidava" il sistema di torri costiere di avvistamento spagnole del 500
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