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I tesori nascosti di via Bitritto

Bari 20 foto 20 aprile 2017 1.282 visualizzazioni

Una strada attraversata ogni giorno da migliaia di auto, ma i cui tesori sono sconosciuti a quasi tutti gli abitanti di Bari: è il paradosso di via Bitritto, arteria che collega la tangenziale al quartiere Picone. In pochi infatti sanno che tra il “mitico” stabilimento della birra Peroni e il santuario di Santa Fara, sorgono raffinate ville abbandonate, antiche masserie e una stradina di campagna dalle mille sorprese (foto di Antonio Caradonna)

Notizia collegata — Ville, masserie storiche, stradine sorprendenti: i tesori nascosti di via Bitritto
20 fotografie
Imbocchiamo via Bitritto venendo dalla circonvallazione
Imbocchiamo via Bitritto venendo dalla circonvallazione
Dopo appena 500 metri, sulla sinistra, eccoci davanti a due colonne sormontate da capitelli che racchiudono un cancello verde: si tratta dell’ingresso della splendida villa Elena
Dopo appena 500 metri, sulla sinistra, eccoci davanti a due colonne sormontate da capitelli che racchiudono un cancello verde: si tratta dell’ingresso della splendida villa Elena
E’ un edificio in stile liberty sottoposta a vincolo della Soprintendenza, ma di fatto abbandonata a se stessa
E’ un edificio in stile liberty sottoposta a vincolo della Soprintendenza, ma di fatto abbandonata a se stessa
La struttura, immersa in un verde poco curato, si sviluppa su un solo livello sormontato da un grande torrino cubico
La struttura, immersa in un verde poco curato, si sviluppa su un solo livello sormontato da un grande torrino cubico
Presenta una facciata tripartita da paraste e al centro grandi archi architravati, tutti elementi bianchi che ben si abbinano con le sue pareti rosse
Presenta una facciata tripartita da paraste e al centro grandi archi architravati, tutti elementi bianchi che ben si abbinano con le sue pareti rosse
Praticamente di fronte sorge un’altra villa disabitata. L'inferriata d'ingresso, contraddistinta da un cartello di messa in affitto, ha un insolito motivo centrale che ricorda la forma di un calice ed è fiancheggiata da colonne con volute squamate
Praticamente di fronte sorge un’altra villa disabitata. L'inferriata d'ingresso, contraddistinta da un cartello di messa in affitto, ha un insolito motivo centrale che ricorda la forma di un calice ed è fiancheggiata da colonne con volute squamate
La facciata principale è di un austero color sabbia ed è tripartita da lunghe paraste con capitelli decorati posti appena sotto il fregio lineare e scanalato che gira intorno a tutta la dimora. Anche qui ci troviamo davanti a un immobile di fine 800/inizio 900 che ha conosciuto sicuramente tempi migliori
La facciata principale è di un austero color sabbia ed è tripartita da lunghe paraste con capitelli decorati posti appena sotto il fregio lineare e scanalato che gira intorno a tutta la dimora. Anche qui ci troviamo davanti a un immobile di fine 800/inizio 900 che ha conosciuto sicuramente tempi migliori
Proseguiamo il nostro itinerario, scorgendo in lontanza la recente zona residenziale di via Marco Partipilo che crea uno strano contrasto con le antiche case appena visitate. Ma poco prima di giungere in prossimità dei nuovi palazzoni, sulla sinistra notiamo l'inizio di un viale alberato apparentemente anonimo, chiuso al traffico da una sbarra gialla. La stradina sterrata, di cui non si vede la fine, è introdotta da due colonne sulle quali sono riportati due nomi: “Lattanzi” e “Arbinetto”
Proseguiamo il nostro itinerario, scorgendo in lontanza la recente zona residenziale di via Marco Partipilo che crea uno strano contrasto con le antiche case appena visitate. Ma poco prima di giungere in prossimità dei nuovi palazzoni, sulla sinistra notiamo l'inizio di un viale alberato apparentemente anonimo, chiuso al traffico da una sbarra gialla. La stradina sterrata, di cui non si vede la fine, è introdotta da due colonne sulle quali sono riportati due nomi: “Lattanzi” e “Arbinetto”
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