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I palazzi del duo Chiaia-Napolitano

Bari 15 foto 4 dicembre 2018 2.990 visualizzazioni

Dal Secondo Dopoguerra in poi Bari si trasformò completamente dal punto di vista architettonico. “Abbattimento” divenne la parola d’ordine in quartieri che assistettero alla distruzione di antichi edifici ottocenteschi. Al loro posto vennero innalzati moderni e alti fabbricati spesso di dubbio gusto, creati con il solo fine di ospitare il maggior numero di negozi e appartamenti. Ma fra tanta mediocrità estetica, ci furono due talentuosi progettisti baresi che riuscirono a importare nel capoluogo pugliese un concetto nuovo di architettura, che metteva, nonostante tutto, “l'arte sopra ogni cosa”. Parliamo di Vittorio Chiaia e Massimo Napolitano. Siamo andati a riscoprire i loro capolavori (foto di Antonio Caradonna)  

Notizia collegata — La Bari del Dopoguerra: nella mediocrità estetica spunta l'arte di Chiaia e Napolitano
15 fotografie
Partiamo dall'incrocio tra via Calefati e via Quintino Sella. Qui sorge Palazzo Dioguardi, inconfondibile grazie ai vistosi pannelli di cemento che ne rivestono le facciate
Partiamo dall'incrocio tra via Calefati e via Quintino Sella. Qui sorge Palazzo Dioguardi, inconfondibile grazie ai vistosi pannelli di cemento che ne rivestono le facciate
Dall'aspetto sobrio, quasi austero, è caratterizzato da scalanature che ne solcano anche i balconi, creando un elegante gioco di chiaroscuro
Dall'aspetto sobrio, quasi austero, è caratterizzato da scalanature che ne solcano anche i balconi, creando un elegante gioco di chiaroscuro
Ci spostiamo quindi su corso Vittorio Emanuele per ammirare all’incrocio con via Sparano Palazzo Borea, eretto nel 1961
Ci spostiamo quindi su corso Vittorio Emanuele per ammirare all’incrocio con via Sparano Palazzo Borea, eretto nel 1961
Presente livelli con diversa destinazione d'uso, ciascuno dei quali segnalati da precisi dettagli: al piano terra ci sono vetrine a tutta altezza, negli altri due spicca l'assenza di loggiati per gli uffici e nei restanti sei, quelli residenziali, i loggiati si alternano con finestrature a filo
Presente livelli con diversa destinazione d'uso, ciascuno dei quali segnalati da precisi dettagli: al piano terra ci sono vetrine a tutta altezza, negli altri due spicca l'assenza di loggiati per gli uffici e nei restanti sei, quelli residenziali, i loggiati si alternano con finestrature a filo
Nel rione Murat non passa inosservato neanche Palazzo Vitti, situato in via Melo ad angolo con via Calefati: del resto è questo l'immobile che accoglieva lo studio dei due architetti. Costruito nel 1967, è il risultato di una sostituzione edilizia accompagnata da un aumento delle volumetrie
Nel rione Murat non passa inosservato neanche Palazzo Vitti, situato in via Melo ad angolo con via Calefati: del resto è questo l'immobile che accoglieva lo studio dei due architetti. Costruito nel 1967, è il risultato di una sostituzione edilizia accompagnata da un aumento delle volumetrie
Il basamento, di ordine gigante, è contraddistinto da ampie vetrate che circondano sia il piano terra, a uso commerciale, sia il primo livello senza balconi, dedicato agli uffici. Sulla sommità spuntano poi due attici, entrambi definiti da un parapetto cieco e continuo, sostenuto da travi strutturali ed estradossate
Il basamento, di ordine gigante, è contraddistinto da ampie vetrate che circondano sia il piano terra, a uso commerciale, sia il primo livello senza balconi, dedicato agli uffici. Sulla sommità spuntano poi due attici, entrambi definiti da un parapetto cieco e continuo, sostenuto da travi strutturali ed estradossate
Migriamo quindi in corso Cavour, dove ad angolo con via Principe Amedeo si staglia Palazzo Brunetti. Anche in questo caso i vari utilizzi dei piani sono segnalati da appositi dettagli
Migriamo quindi in corso Cavour, dove ad angolo con via Principe Amedeo si staglia Palazzo Brunetti. Anche in questo caso i vari utilizzi dei piani sono segnalati da appositi dettagli
Balzano all'occhio in particolare le lastre rossicce porcellanate poste appena sotto le finestre
Balzano all'occhio in particolare le lastre rossicce porcellanate poste appena sotto le finestre
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