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Gli alberghi storici di Bari

Bari 25 foto 20 febbraio 2020 1.272 visualizzazioni

Sono gli edifici baresi meno frequentati dai baresi, visto che accolgono più che altro turisti, artisti e persone che arrivano in città per affari. Parliamo dei 36 alberghi del capoluogo pugliese: luoghi deputati all’ospitalità e punti di riferimento per interi quartieri. In città del resto ce ne sono 5 fondati più di 60 anni fa: l’Adria, l’Oriente, l’albergo delle Nazioni, il Moderno e il Palace. Siamo andati a visitarli (foto di Sonia Carrassi)

Notizia collegata — Adria, Palace, Moderno, Oriente, delle Nazioni: la storia dei 5 hotel più antichi di Bari
25 fotografie
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Fu progettato dall’ingegner Orazio Santalucia, che utilizzò una innovativa soluzione ingegneristica composta da un telaio in calcestruzzo sotto una decorazione eclettica in stile floreale dai riflessi rosa realizzata dai fratelli Prayer
Fu progettato dall’ingegner Orazio Santalucia, che utilizzò una innovativa soluzione ingegneristica composta da un telaio in calcestruzzo sotto una decorazione eclettica in stile floreale dai riflessi rosa realizzata dai fratelli Prayer
Tra le sue chicche va citata la sala Beethoven, adibita oggi a conferenze, la cui particolarità risiede nella vetrata in stile liberty che avvolge il soffitto
Tra le sue chicche va citata la sala Beethoven, adibita oggi a conferenze, la cui particolarità risiede nella vetrata in stile liberty che avvolge il soffitto
Calpestando un elegante tappeto, entriamo dunque nella hall dell’albergo, contraddistinta da pavimentazione in marmo
Calpestando un elegante tappeto, entriamo dunque nella hall dell’albergo, contraddistinta da pavimentazione in marmo
Al momento della realizzazione dell'hotel si diede anche vita al teatro Oriente, dotato di 2mila posti a sedere. Teatro che dopo poco fu trasformato in cinema: una destinazione che mantenuto per decenni fino a quando, nel 2002, una sala bingo ha preso il suo posto
Al momento della realizzazione dell'hotel si diede anche vita al teatro Oriente, dotato di 2mila posti a sedere. Teatro che dopo poco fu trasformato in cinema: una destinazione che mantenuto per decenni fino a quando, nel 2002, una sala bingo ha preso il suo posto
Ci spostiamo ora sul lungomare Nazario Sauro, lì dove ad angolo con piazza Diaz si erge dal 1935 l’iconico Gran Hotel delle Nazioni, soprannominato il “Transatlantico” per via della sua forma
Ci spostiamo ora sul lungomare Nazario Sauro, lì dove ad angolo con piazza Diaz si erge dal 1935 l’iconico Gran Hotel delle Nazioni, soprannominato il “Transatlantico” per via della sua forma
Nato con il nome di “Imperiale”, fu progettato dall’ingegnere romano Alberto Calza Bini e arredato dall’artista futurista bulgaro Nicolaj Djulgherov. Si presenta con uno stile razionalista e una particolare forma semicilindrica: soluzione architettonica con cui si risolse in modo elegante la sua posizione angolare (foto di Valentina Rosati)
Nato con il nome di “Imperiale”, fu progettato dall’ingegnere romano Alberto Calza Bini e arredato dall’artista futurista bulgaro Nicolaj Djulgherov. Si presenta con uno stile razionalista e una particolare forma semicilindrica: soluzione architettonica con cui si risolse in modo elegante la sua posizione angolare (foto di Valentina Rosati)
Oggi rappresenta l’unico cinque stelle della città, con 122 stanze che si affacciano sul mare (foto di Valentina Rosati)
Oggi rappresenta l’unico cinque stelle della città, con 122 stanze che si affacciano sul mare (foto di Valentina Rosati)
Un tempo, in quella che è oggi la sala delle Nazioni, era situato un teatro: il Prometeo circolare (foto di Valentina Rosati)
Un tempo, in quella che è oggi la sala delle Nazioni, era situato un teatro: il Prometeo circolare (foto di Valentina Rosati)
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Questa stanza conserva ancora la caratteristica cupola illuminata da tante piccole celle tonde: all’epoca serviva sia da lucernario che da amplificatore per i suoni degli spettacoli (foto di Valentina Rosati)
Questa stanza conserva ancora la caratteristica cupola illuminata da tante piccole celle tonde: all’epoca serviva sia da lucernario che da amplificatore per i suoni degli spettacoli (foto di Valentina Rosati)
Il quarto albergo storico di Bari si trova in via Crisanzio, nell’isolato tra via de Rossi e via Quintino Sella. Si tratta dell’Hotel Moderno, a tre stelle e 29 camere
Il quarto albergo storico di Bari si trova in via Crisanzio, nell’isolato tra via de Rossi e via Quintino Sella. Si tratta dell’Hotel Moderno, a tre stelle e 29 camere
Il nostro viaggio si conclude in via Lombardi, piccola traversa di corso Vittorio Emanuele. Qui dal 1956 si trova il “quattro stelle” Palace Hotel, dotato di 195 stanze. Progettato dall’architetto Dino Pezzuto, si presenta su sei piani e un esterno color ocra molto essenziale
Il nostro viaggio si conclude in via Lombardi, piccola traversa di corso Vittorio Emanuele. Qui dal 1956 si trova il “quattro stelle” Palace Hotel, dotato di 195 stanze. Progettato dall’architetto Dino Pezzuto, si presenta su sei piani e un esterno color ocra molto essenziale
L’interno è invece molto lussuoso, tra marmi e pianoforti a coda. La hall ospita anche due importanti dipinti settecenteschi: “Ercole che libera Prometeo”di Jonas Hoffman...
L’interno è invece molto lussuoso, tra marmi e pianoforti a coda. La hall ospita anche due importanti dipinti settecenteschi: “Ercole che libera Prometeo”di Jonas Hoffman...
...e “Dedalo mette le ali a Icaro” di Joseph Marie Vien
...e “Dedalo mette le ali a Icaro” di Joseph Marie Vien
Tra le stanze speciali c’è la numero 714, dove nel 1980 ha soggiornato l’allora presidente della Repubblica Italiana, Sandro Pertini, venuto a Bari in visita ufficiale
Tra le stanze speciali c’è la numero 714, dove nel 1980 ha soggiornato l’allora presidente della Repubblica Italiana, Sandro Pertini, venuto a Bari in visita ufficiale
Quando entriamo nella suite notiamo un tavolo e un divano in pelle palesemente consumati dal tempo. «Li abbiamo appositamente lasciati così perché sono gli arredi originari utilizzati da Pertini», ci dice la direttrice
Quando entriamo nella suite notiamo un tavolo e un divano in pelle palesemente consumati dal tempo. «Li abbiamo appositamente lasciati così perché sono gli arredi originari utilizzati da Pertini», ci dice la direttrice
Altra particolarità è il Palace Cafè, oggi un bar ma negli anni Sessanta sede di una delle prime discoteche del capoluogo: il “Salone degli Specchi”. Un luogo che per le luci soffuse, gli arredi scuri e le sedute in velluto, fa ancora pensare a un night club
Altra particolarità è il Palace Cafè, oggi un bar ma negli anni Sessanta sede di una delle prime discoteche del capoluogo: il “Salone degli Specchi”. Un luogo che per le luci soffuse, gli arredi scuri e le sedute in velluto, fa ancora pensare a un night club
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