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Bari, sua maestà il panzerotto fritto

Bari 26 foto 29 giugno 2020 1.034 visualizzazioni

È uno dei prodotti culinari più importanti e diffusi della gastronomia barese e si prepara ovunque: in casa, nei panifici, nelle rosticcerie, nei bar e nelle pizzerie. Parliamo del panzerotto fritto, un godurioso piatto che contende alla focaccia il primato di “street food” più amato dai baresi. Di varie dimensioni e gusti, deve il nome alla sua grande e rotonda “panza” che si apre “rompendosi”, facendo così uscire il condimento che si trova al suo interno. Tra ricette, varianti regionali, tradizioni secolari e famosi “panzerottari”, abbiamo ripercorso la storia di questo “must” della cucina del capoluogo pugliese (foto di Sonia Carrassi)  

Notizia collegata — Gusti, dimensioni, ricette e locali storici: tutto cio che c'è da sapere sul panzerotto barese
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L'asporto è il modo più “barese” di comprare il panzerotto...
L'asporto è il modo più “barese” di comprare il panzerotto...
...per poi gustarlo per strada, facendo attenzione a non sbrodolarsi. Con il panzerotto infatti, soprattutto se ancora bollente, il rischio è sempre quello di sporcarsi con il ripieno che immancabilmente verrà fuori dalla massa fritta
...per poi gustarlo per strada, facendo attenzione a non sbrodolarsi. Con il panzerotto infatti, soprattutto se ancora bollente, il rischio è sempre quello di sporcarsi con il ripieno che immancabilmente verrà fuori dalla massa fritta
Il più antico "panzerottaro" di Bari è “Qui si gode”, che si affaccia sul porticciolo di Santo Spirito dal 1944. Il locale, dalla grande insegna blu, si presenta come un piccolo chiosco
Il più antico "panzerottaro" di Bari è “Qui si gode”, che si affaccia sul porticciolo di Santo Spirito dal 1944. Il locale, dalla grande insegna blu, si presenta come un piccolo chiosco
All’origine vendeva anche i biglietti per la linea del tram che collegava Santo Spirito a Bitonto. I suoi clienti erano proprio i passeggeri che, scendendo dal mezzo affamati, si fiondavano soprattutto sui panzerotti esclamando “Qui si Gode!”
All’origine vendeva anche i biglietti per la linea del tram che collegava Santo Spirito a Bitonto. I suoi clienti erano proprio i passeggeri che, scendendo dal mezzo affamati, si fiondavano soprattutto sui panzerotti esclamando “Qui si Gode!”
«Il chiosco è stato dei Selvaggio fino a 15 anni fa – spiega la 54enne Elena Colapinto, attuale titolare insieme con il marito Michele Florio –. Noi seguiamo la ricetta tramandataci dal fondatore, che aggiungeva ai classici ingredienti un pizzico di zucchero...
«Il chiosco è stato dei Selvaggio fino a 15 anni fa – spiega la 54enne Elena Colapinto, attuale titolare insieme con il marito Michele Florio –. Noi seguiamo la ricetta tramandataci dal fondatore, che aggiungeva ai classici ingredienti un pizzico di zucchero...
...abbiamo però ampliato il menù della rosticceria proponendo ben 24 gusti diversi, che vanno dal peperone grigliato sino alla brasciola»
...abbiamo però ampliato il menù della rosticceria proponendo ben 24 gusti diversi, che vanno dal peperone grigliato sino alla brasciola»
Ci spostiamo ora a San Marcello, area compresa tra i rioni San Pasquale e Carrassi. Qui, all’inizio di via Fanelli, si trova “Nonno Marcello”, uno dei baluardi della zona dal 1962
Ci spostiamo ora a San Marcello, area compresa tra i rioni San Pasquale e Carrassi. Qui, all’inizio di via Fanelli, si trova “Nonno Marcello”, uno dei baluardi della zona dal 1962
«Il trucco per prepararli in modo leggero e genuino sta nella pulizia della friggitrice e nella lievitazione – spiega il 37enne Eugenio Mistretta, attuale titolare nonché nipote del fondatore Marcello Rosiello, scomparso nel 2006»
«Il trucco per prepararli in modo leggero e genuino sta nella pulizia della friggitrice e nella lievitazione – spiega il 37enne Eugenio Mistretta, attuale titolare nonché nipote del fondatore Marcello Rosiello, scomparso nel 2006»
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