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Bari, la zona del bar dello studente

Bari 20 foto 26 febbraio 2017 1.218 visualizzazioni

E’ comunemente chiamata “zona del bar dello Studente” e prende il nome da uno storico locale che si trova qui da decenni. Si tratta di un’area di Bari che è lecito definire una sorta di “terra di mezzo”, stretta com’è fra tre quartieri dai quali però si differenzia notevolmente per storia e architettura. Siamo tra piazza Massari, il lungomare Vittorio Veneto, via Carducci e via Villari, quindi al confine con Bari Vecchia, Murat e Libertà. Ma qui non c’è nulla di medievale che ricordi il borgo antico, niente di così elegante che faccia venire in mente lo scacchiere murattiano e non ci sono nemmeno le basse case tipiche di Libertà. In questa zona a dominare sono invece gli imponenti edifici di epoca fascista, oltre che inedite biforcazioni di strade che creano un “movimento” architettonico raro da osservare per le vie della città. Ma non solo: in questa piccola area sono presenti tante storiche scuole, vecchie librerie e cappelle nascoste (Foto di Antonio Caradonna)  

Notizia collegata — Palazzi fascisti, storiche scuole e cappelle nascoste: è la zona del "bar dello studente"
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Sulla piazzetta sorge la Madonna dell'Arco, una piccola chiesetta bianca sconsacrata attuale sede di un'associazione contro la violenza
Sulla piazzetta sorge la Madonna dell'Arco, una piccola chiesetta bianca sconsacrata attuale sede di un'associazione contro la violenza
Proprio di fronte alla piazzetta si trova un’altra biforcazione (che divide via San Francesco d’Assisi e via Villari) segnata questa volta da un palazzo molto particolare...
Proprio di fronte alla piazzetta si trova un’altra biforcazione (che divide via San Francesco d’Assisi e via Villari) segnata questa volta da un palazzo molto particolare...
Si tratta di un edificio giallo ocra che ha la forma di un ferro da stiro, simile al famoso Flatiron Building di New York...
Si tratta di un edificio giallo ocra che ha la forma di un ferro da stiro, simile al famoso Flatiron Building di New York...
...fu costruito nel 1925 per ospitare la “Casa della madre e del bambino”, così come recita ancora oggi la scritta sulla facciata. Qui le mamme potevano recarsi per effettuare controlli medici nell’ambito del programma  “Opera azionale maternità e infanzia”. Oggi ospita la Asl e l’asilo comunale Villari
...fu costruito nel 1925 per ospitare la “Casa della madre e del bambino”, così come recita ancora oggi la scritta sulla facciata. Qui le mamme potevano recarsi per effettuare controlli medici nell’ambito del programma “Opera azionale maternità e infanzia”. Oggi ospita la Asl e l’asilo comunale Villari
Villari è il nome della stradina che parte da questo punto per sfociare in piazza Massari
Villari è il nome della stradina che parte da questo punto per sfociare in piazza Massari
Qui ha sede una piccola libreria che come raccontato in un altro articolo “resiste” dal 1979 proponendo un catalogo meno “commerciale” rispetto alle grandi librerie presenti in città
Qui ha sede una piccola libreria che come raccontato in un altro articolo “resiste” dal 1979 proponendo un catalogo meno “commerciale” rispetto alle grandi librerie presenti in città
Imbocchiamo via Carducci e nel punto in cui la strada cambia nome in largo Fraccacreta, eccoci davanti a un imponente edificio a forma di triangolo isoscele con il vertice arrotondato. E’ la “Casa del Mutilato” , altra struttura da cui si diramano due diverse vie: la già citata via Carducci e via Alfredo Oriani
Imbocchiamo via Carducci e nel punto in cui la strada cambia nome in largo Fraccacreta, eccoci davanti a un imponente edificio a forma di triangolo isoscele con il vertice arrotondato. E’ la “Casa del Mutilato” , altra struttura da cui si diramano due diverse vie: la già citata via Carducci e via Alfredo Oriani
L’edificio fu progettato dall'architetto barese Pietro Favia e inaugurato il 21 Aprile del 1940 come sede dell’associazione mutilati e invalidi di guerra. Dopo essere stato abbandonato per decenni è stato restaurato e riaperto nel 2015
L’edificio fu progettato dall'architetto barese Pietro Favia e inaugurato il 21 Aprile del 1940 come sede dell’associazione mutilati e invalidi di guerra. Dopo essere stato abbandonato per decenni è stato restaurato e riaperto nel 2015
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