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Bari, la contrada Padreterno

Bari 20 foto 26 gennaio 2018 1.130 visualizzazioni

Il bassorilievo del “Padreterno” è il simbolo di una zona del quartiere Carrassi di Bari che ha tanto da raccontare.  Qui infatti fino agli anni 70 finiva la città e ci si trovava in zona rurale immersa nella campagna. Una vera e propria contrada che prendeva il nome di “Padreterno”, in onore dell’antica edicola suddetta, unico ricordo rimasto di un’antica chiesa omonima che sorgeva sulla vecchia corso Sicilia.  La zona in questione è quella attualmente compresa tra viale Papa Giovanni XXIII, via Giulio Petroni, viale Kennedy/Einaudi e viale della Costituente. Siamo andati a visitarla (foto di Antonio Caradonna)

Notizia collegata — Bari, la ''contrada Padreterno'': un'antica zona di Carrassi che profuma di sacro
20 fotografie
Il punto di partenza del nostro giro è l’angolo tra viale Papa Giovanni XXIII e corso Alcide de Gasperi. Alle nostro spalle si trova il nucleo storico del rione Carrassi, di fronte a noi si erge invece il muro perimetrale del carcere
Il punto di partenza del nostro giro è l’angolo tra viale Papa Giovanni XXIII e corso Alcide de Gasperi. Alle nostro spalle si trova il nucleo storico del rione Carrassi, di fronte a noi si erge invece il muro perimetrale del carcere
Proprio in questo punto, fino al 1967, sorgeva il mitico Campo degli Sports, considerato uno dei più importanti e meglio attrezzati del Sud
Proprio in questo punto, fino al 1967, sorgeva il mitico Campo degli Sports, considerato uno dei più importanti e meglio attrezzati del Sud
E’ arrivato ora il momento di immergerci nella “contrada” entrando attraverso corso Alcide de Gasperi. Sulla nostra destra ecco il rosso ingresso dell’istituto penitenziario “Francesco Ricci”. La sua costruzione risale al 1914, ma incominciò a ospitare i detenuti solo dal 1926
E’ arrivato ora il momento di immergerci nella “contrada” entrando attraverso corso Alcide de Gasperi. Sulla nostra destra ecco il rosso ingresso dell’istituto penitenziario “Francesco Ricci”. La sua costruzione risale al 1914, ma incominciò a ospitare i detenuti solo dal 1926
Poco oltre, sulla sinistra, ecco uno dei simboli del quartiere: l’antico palazzo Zippitelli, sulla cui decorazione in ferro battuto dei portoni è ancora leggibile la data di costruzione: 1931
Poco oltre, sulla sinistra, ecco uno dei simboli del quartiere: l’antico palazzo Zippitelli, sulla cui decorazione in ferro battuto dei portoni è ancora leggibile la data di costruzione: 1931
L’edificio si sviluppa su due torrioni laterali che danno alla struttura la parvenza di un piccolo castello, con le sue lesene e la facciata leggermente aggettante
L’edificio si sviluppa su due torrioni laterali che danno alla struttura la parvenza di un piccolo castello, con le sue lesene e la facciata leggermente aggettante
Il palazzo porta con sé due importantissimi segni della storia di Bari. Il primo ha a che fare proprio con il conflitto mondiale. Si tratta di un cerchio con la lettera “R” e una freccia con la scritta “Podgora 41”: indica il vicino rifugio antiaereo all’epoca situato nella via omonima
Il palazzo porta con sé due importantissimi segni della storia di Bari. Il primo ha a che fare proprio con il conflitto mondiale. Si tratta di un cerchio con la lettera “R” e una freccia con la scritta “Podgora 41”: indica il vicino rifugio antiaereo all’epoca situato nella via omonima
Il secondo è una grande scritta in stampatello con su scritto: “Bari”. È quello che oggi chiameremmo un cartello di località: in questo punto infatti iniziava la città. E chi da Carbonara giungeva all’altezza del palazzo, sapeva di essere arrivato nel capoluogo pugliese
Il secondo è una grande scritta in stampatello con su scritto: “Bari”. È quello che oggi chiameremmo un cartello di località: in questo punto infatti iniziava la città. E chi da Carbonara giungeva all’altezza del palazzo, sapeva di essere arrivato nel capoluogo pugliese
Superata sulla destra via Cagnazzi, dove si trova l’autorimessa comunale che da anni attende di diventare la biblioteca di quartiere...
Superata sulla destra via Cagnazzi, dove si trova l’autorimessa comunale che da anni attende di diventare la biblioteca di quartiere...
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...facciamo un salto in via Monte San Michele, lì dove si trova un’elegante e bianco villino in stile liberty coronato da due colonne con capitelli in stile corinzio
...facciamo un salto in via Monte San Michele, lì dove si trova un’elegante e bianco villino in stile liberty coronato da due colonne con capitelli in stile corinzio
Altra traversa di corso Alcide de Gasperi è via Maranelli, strada contrassegnata da un inedito vicolo dove ci passa a malapena una persona. E’ forse il passaggio più stretto della città nuova: uno strano interstizio colorato da murales lasciato tra due costruzioni attigue
Altra traversa di corso Alcide de Gasperi è via Maranelli, strada contrassegnata da un inedito vicolo dove ci passa a malapena una persona. E’ forse il passaggio più stretto della città nuova: uno strano interstizio colorato da murales lasciato tra due costruzioni attigue
Il budello sbuca su via Morea, strada che porta alla parrocchia di Santa Maria Maddalena, più conosciuta come chiesa di “Goldrake”, per via della sua forma che ricorda la rampa di lancio del famoso robot
Il budello sbuca su via Morea, strada che porta alla parrocchia di Santa Maria Maddalena, più conosciuta come chiesa di “Goldrake”, per via della sua forma che ricorda la rampa di lancio del famoso robot
Ed eccoci finalmente al civico 272, lì dove sorge la nostra edicola. È incastonata in alto su una parete di recinzione di un complesso residenziale che si estende per tutto il grande isolato sulla nostra destra
Ed eccoci finalmente al civico 272, lì dove sorge la nostra edicola. È incastonata in alto su una parete di recinzione di un complesso residenziale che si estende per tutto il grande isolato sulla nostra destra
Nella nicchia protetta da un vetro si trova il bassorilievo del Padreterno, raffigurato con la barba lunga e bianca e dei paffuti angioletti intorno
Nella nicchia protetta da un vetro si trova il bassorilievo del Padreterno, raffigurato con la barba lunga e bianca e dei paffuti angioletti intorno
Non conosciamo chi si prenda oggi cura dell’edicola, arricchita sempre da fiori freschi e ceri nuovi
Non conosciamo chi si prenda oggi cura dell’edicola, arricchita sempre da fiori freschi e ceri nuovi
Un’epigrafe porta la data di erezione dell’edicola: 1894. E’ l’anno in cui fu fondata anche l’omonima chiesetta che inglobava l’edicola, ora scomparsa. Una vecchia foto di inizio Novecento ce la mostra con un campanile a vela e questo grande altarino, quasi un tempietto, inserito in un muro di forma rettangolare
Un’epigrafe porta la data di erezione dell’edicola: 1894. E’ l’anno in cui fu fondata anche l’omonima chiesetta che inglobava l’edicola, ora scomparsa. Una vecchia foto di inizio Novecento ce la mostra con un campanile a vela e questo grande altarino, quasi un tempietto, inserito in un muro di forma rettangolare
Da via Morea, sempre sulla destra c’è la piazzetta, un buen ritiro per gli adolescenti e gli anziani della zona con un piccolo parchetto al centro circondato da panchine.
Da via Morea, sempre sulla destra c’è la piazzetta, un buen ritiro per gli adolescenti e gli anziani della zona con un piccolo parchetto al centro circondato da panchine.
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