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Bari, l'affascinante via Celso Ulpiani

Bari 21 foto 6 maggio 2017 1.459 visualizzazioni

Una stretta e breve via immersa nel verde, nascosta e tortuosa, che sale e scende per poi curvare, il tutto dopo aver costeggiato chiesette rurali, ville ottocentesche, conventi e giardini. Parliamo di via Celso Ulpiani, una delle strade più affascinanti di tutta la città, incuneata all’interno del rione San Pasquale tra via Amendola e via Re David (foto di Luca Carofiglio, Gennaro Gargiulo, Eva Signorile)

Notizia collegata — Quella verde e tortuosa strada che affianca chiese, ville e roseti: via Celso Ulpiani
21 fotografie
Imbocchiamo via Amendola. Dopo aver superato la parte più popolare del quartiere San Pasquale e prima di arrivare al Campus universitario ecco sulla nostra destra partire l’inconfondibile via Ulpiani: si riconosce perché in salita, cosa alquanto insolita in una città estremamente pianeggiante come Bari
Imbocchiamo via Amendola. Dopo aver superato la parte più popolare del quartiere San Pasquale e prima di arrivare al Campus universitario ecco sulla nostra destra partire l’inconfondibile via Ulpiani: si riconosce perché in salita, cosa alquanto insolita in una città estremamente pianeggiante come Bari
Subito sulla sinistra incontriamo la prima sorpresa del nostro viaggio. Si tratta della chiesetta di Santa Maria dell'Assunta: una struttura bassa e bianca, edificata su un ipogeo. Il breve spazio tra la recinzione e l’accesso è occupato da un giardinetto punteggiato da bassi alberi d’agrumi e dominato da un alto pino
Subito sulla sinistra incontriamo la prima sorpresa del nostro viaggio. Si tratta della chiesetta di Santa Maria dell'Assunta: una struttura bassa e bianca, edificata su un ipogeo. Il breve spazio tra la recinzione e l’accesso è occupato da un giardinetto punteggiato da bassi alberi d’agrumi e dominato da un alto pino
Dall’alto, incastonata in un timpano posto sul tetto, la statuina di una Madonna sembra benedire coloro che passano
Dall’alto, incastonata in un timpano posto sul tetto, la statuina di una Madonna sembra benedire coloro che passano
Questa chiesa è stata protagonista di un'importante storia un po' dimenticata: il 16 maggio del 1982 fu visitata da Madre Teresa di Calcutta in persona. La religiosa all'epoca venne trovare le sue consorelle e sembra che qui, all'interno della cripta, passò anche la notte
Questa chiesa è stata protagonista di un'importante storia un po' dimenticata: il 16 maggio del 1982 fu visitata da Madre Teresa di Calcutta in persona. La religiosa all'epoca venne trovare le sue consorelle e sembra che qui, all'interno della cripta, passò anche la notte
Attaccata alla chiesetta si trova una palazzina di inizio 900 a due piani. Difficile capire però di che colore fosse un tempo: uno stucco bianco-grigiastro la ricopre fin dove resiste, ma un po’ ovunque la pietra con cui è stata costruita si affaccia ormai con prepotenza. Spicca però il verde a tratti brillante delle persiane. Una finestra del primo piano è aperta, ma nessuno risponde al citofono
Attaccata alla chiesetta si trova una palazzina di inizio 900 a due piani. Difficile capire però di che colore fosse un tempo: uno stucco bianco-grigiastro la ricopre fin dove resiste, ma un po’ ovunque la pietra con cui è stata costruita si affaccia ormai con prepotenza. Spicca però il verde a tratti brillante delle persiane. Una finestra del primo piano è aperta, ma nessuno risponde al citofono
Villa Maria, meglio nota come villa Sbisà. Fu costruita intorno al 1919. L’edificio, a pianta rettangolare e su tre livelli, ha i muri bianchi, profilati in rosso. Si caratterizza per un’imponente scalinata che conduce all’ingresso con terrazzo, bordata da due balaustre che curvano dolcemente verso la base...
Villa Maria, meglio nota come villa Sbisà. Fu costruita intorno al 1919. L’edificio, a pianta rettangolare e su tre livelli, ha i muri bianchi, profilati in rosso. Si caratterizza per un’imponente scalinata che conduce all’ingresso con terrazzo, bordata da due balaustre che curvano dolcemente verso la base...
...e sormontate dalle statue di un uomo e di una donna in abiti campestri
...e sormontate dalle statue di un uomo e di una donna in abiti campestri
La statua della donna in dettaglio
La statua della donna in dettaglio
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Se l’edificio appare nel complesso ben tenuto, purtroppo non si può dire altrettanto del bel giardino che un tempo la circondava. Una vegetazione lussureggiante è cresciuta quasi incontrollata: il raffinato acanto domina gli spazi che può e dei vialetti e delle aiuole di un tempo si intravede ormai ben poco
Se l’edificio appare nel complesso ben tenuto, purtroppo non si può dire altrettanto del bel giardino che un tempo la circondava. Una vegetazione lussureggiante è cresciuta quasi incontrollata: il raffinato acanto domina gli spazi che può e dei vialetti e delle aiuole di un tempo si intravede ormai ben poco
Abbandoniamo ora la struttura per ritornare su via Ulpiani, dove incrociamo sempre sulla sinistra quella villa La Rocca di cui abbiamo già parlato in un altro articolo. Rossa e profilata in giallo, con la caratteristica di possedere un torrino posto in alto, sorge qui dal 1878
Abbandoniamo ora la struttura per ritornare su via Ulpiani, dove incrociamo sempre sulla sinistra quella villa La Rocca di cui abbiamo già parlato in un altro articolo. Rossa e profilata in giallo, con la caratteristica di possedere un torrino posto in alto, sorge qui dal 1878
Villa La Rocca nasconde, nel cuore del grandissimo parco in cui è immersa, uno splendido giardino delle rose in cui trovano posto oltre 350 specie di questo fiore di ogni forma e profumo
Villa La Rocca nasconde, nel cuore del grandissimo parco in cui è immersa, uno splendido giardino delle rose in cui trovano posto oltre 350 specie di questo fiore di ogni forma e profumo
Da questo punto in poi, dopo aver incrociato sulla destra via dei Mille, la strada si fa ancora più stretta e ombrosa. Gli alberi degli edifici affacciati infatti debordano dai muri in pietra andando a ricoprire il cielo sopra via Ulpiani
Da questo punto in poi, dopo aver incrociato sulla destra via dei Mille, la strada si fa ancora più stretta e ombrosa. Gli alberi degli edifici affacciati infatti debordano dai muri in pietra andando a ricoprire il cielo sopra via Ulpiani
Sulla destra costeggiamo il muro perimetrale del comunità educativa per minori “Annibale di Francia” (ex Villa Grassi) e poco più avanti sempre sulla destra ci imbattiamo in un portale grigio in ferro posto tra due pilastri in pietra e colorato in malo modo da alcuni writers
Sulla destra costeggiamo il muro perimetrale del comunità educativa per minori “Annibale di Francia” (ex Villa Grassi) e poco più avanti sempre sulla destra ci imbattiamo in un portale grigio in ferro posto tra due pilastri in pietra e colorato in malo modo da alcuni writers
Scrutando tra le inferriate scorgiamo un giovane di colore...
Scrutando tra le inferriate scorgiamo un giovane di colore...
...quello che abbiamo di fronte è infatti l’accesso posteriore di villa Roth, il cui ingresso principale si trova su via Quarto
...quello che abbiamo di fronte è infatti l’accesso posteriore di villa Roth, il cui ingresso principale si trova su via Quarto
Proseguiamo e a sinistra, al civico 19, un grande cancello verde si impone al nostro sguardo. È fiancheggiato da due torrini che gli fanno da cardini: siamo davanti all’Istituto educativo assistenziale “Madre Arcucci”, dove trovano ospitalità bambini e ragazzi con vissuti difficili
Proseguiamo e a sinistra, al civico 19, un grande cancello verde si impone al nostro sguardo. È fiancheggiato da due torrini che gli fanno da cardini: siamo davanti all’Istituto educativo assistenziale “Madre Arcucci”, dove trovano ospitalità bambini e ragazzi con vissuti difficili
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