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Bari, l'abbandonata strada privata Deserto

Bari 20 foto 9 febbraio 2018 936 visualizzazioni

Antiche vie puntellate da ipogei, antiche masserie e chiesette rurali, ma che oggi si distinguono solo per degrado e abbandono. È il triste destino delle strade vicinali di Bari, importanti e tortuose arterie che attraversando la campagna collegano la periferia al centro cittadino. Ne è un esempio strada privata Deserto, lì dove sopravvivono i resti di un’omonima cappella e di una masseria fortificata, diventati però nel tempo ritrovo di tossicodipendenti, vagabondi e assassini (foto di Gennaro Gargiulo)  

Notizia collegata — Bari, l'antica e desolata strada Deserto: rifiuti e siringhe tra chiese e masserie
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...all’epoca l’edificio religioso fu inglobato in una masseria residenziale, perdendo così quasi del tutto le evidenti fattezze di una chiesa, il cui ricordo è mantenuto esclusivamente dall’abside semicircolare che fa capolino sul retro
...all’epoca l’edificio religioso fu inglobato in una masseria residenziale, perdendo così quasi del tutto le evidenti fattezze di una chiesa, il cui ricordo è mantenuto esclusivamente dall’abside semicircolare che fa capolino sul retro
La struttura si presenta a pianta rettangolare, in pietra tufacea color ocra, completamente circondata da un’alta e salda recinzione e da un muro di cinta che ne impediscono l’accesso. L’ingresso risulta murato
La struttura si presenta a pianta rettangolare, in pietra tufacea color ocra, completamente circondata da un’alta e salda recinzione e da un muro di cinta che ne impediscono l’accesso. L’ingresso risulta murato
Sappiamo comunque (attraverso il libro e le foto di Antonella Calderazzi “L’architettura rurale in Puglia: le masserie”) che la cappella è a navata unica e che nella cavità del transetto è custodito un affresco greco-bizantino raffigurante la Vergine con Bambino, avvolta da un mantello azzurro e dipinta su uno sfondo rosso scuro
Sappiamo comunque (attraverso il libro e le foto di Antonella Calderazzi “L’architettura rurale in Puglia: le masserie”) che la cappella è a navata unica e che nella cavità del transetto è custodito un affresco greco-bizantino raffigurante la Vergine con Bambino, avvolta da un mantello azzurro e dipinta su uno sfondo rosso scuro
Un peccato non riuscire ad ammirare gli interni della chiesa, anche se probabilmente viste le condizioni in cui si trova la zona, non si poteva far altro che murare il tutto. La strada infatti appare come una vera e propria discarica a cielo aperto, con l’asfalto e il terreno circostanti interamente ricoperti da rifiuti di ogni genere
Un peccato non riuscire ad ammirare gli interni della chiesa, anche se probabilmente viste le condizioni in cui si trova la zona, non si poteva far altro che murare il tutto. La strada infatti appare come una vera e propria discarica a cielo aperto, con l’asfalto e il terreno circostanti interamente ricoperti da rifiuti di ogni genere
Ciò che più colpisce è sicuramente la montagna di scaffali in legno e la fila di pneumatici che si dilunga dalla chiesetta per parecchi metri, bloccando la strada proprio nel punto in cui dovrebbe sfociare in via San Giorgio Martire
Ciò che più colpisce è sicuramente la montagna di scaffali in legno e la fila di pneumatici che si dilunga dalla chiesetta per parecchi metri, bloccando la strada proprio nel punto in cui dovrebbe sfociare in via San Giorgio Martire
Qui tra l’altro si trova un altro edificio storico: una settecentesca masseria fortificata, ormai ridotta a rudere. Facendo attenzione a dove mettiamo i piedi tentiamo di raggiungere la struttura a base rettangolare che si sviluppa su due piani
Qui tra l’altro si trova un altro edificio storico: una settecentesca masseria fortificata, ormai ridotta a rudere. Facendo attenzione a dove mettiamo i piedi tentiamo di raggiungere la struttura a base rettangolare che si sviluppa su due piani
Approdiamo sul retro e ci ritroviamo in un piccolo giardino decadente invaso da un groviglio di rami secchi, un tempo forse un cortile o un agrumeto
Approdiamo sul retro e ci ritroviamo in un piccolo giardino decadente invaso da un groviglio di rami secchi, un tempo forse un cortile o un agrumeto
Tutt’attorno sopravvivono  i resti di un muro di cinta che si apre con un pericolante arco a tutto sesto
Tutt’attorno sopravvivono i resti di un muro di cinta che si apre con un pericolante arco a tutto sesto
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