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Bari, i chioschetti dell'Ateneo

Bari 19 foto 9 settembre 2020 933 visualizzazioni

Libri a basso costo per gli studenti appassionati di letteratura, pentole e piatti per i fuorisede, fiori e corone d’alloro per i laureandi, giornali e riviste per i ragazzi che si vogliono informare. È tutto ciò che è possibile trovare in vendita nei chioschetti di via Nicolai, strada che costeggia il Palazzo dell’Ateneo, casa degli universitari baresi (foto di Gaia Agnelli)

Notizia collegata — Libri, giornali, fiori e pentole: la storia degli antichi e immortali "chioschetti dell'Ateneo"
19 fotografie
Il nostro viaggio comincia nel prolungamento di via Nicolai, strada che prende il nome dall’area verde che costeggia: piazza Umberto. All’incrocio tra quest’ultima e via Sparano si trova “Libri & Libri”, attivo dal 1943
Il nostro viaggio comincia nel prolungamento di via Nicolai, strada che prende il nome dall’area verde che costeggia: piazza Umberto. All’incrocio tra quest’ultima e via Sparano si trova “Libri & Libri”, attivo dal 1943
Subito risaltano agli occhi il color grigio scuro, il tetto spiovente e lo stile antichizzato del chiosco, che ricorda alcuni edifici di inizio 900
Subito risaltano agli occhi il color grigio scuro, il tetto spiovente e lo stile antichizzato del chiosco, che ricorda alcuni edifici di inizio 900
L’edicola è anticipata da un bancone sul quale sono esposti una serie di testi, oltre a una serie di vinili. Dietro si sviluppa il coloratissimo prefabbricato pieno zeppo di volumi, tra i quali con fatica si apre un piccolo varco in cui trova posto il proprietario: il 58enne Beppe Iavarone
L’edicola è anticipata da un bancone sul quale sono esposti una serie di testi, oltre a una serie di vinili. Dietro si sviluppa il coloratissimo prefabbricato pieno zeppo di volumi, tra i quali con fatica si apre un piccolo varco in cui trova posto il proprietario: il 58enne Beppe Iavarone
«Tutto nasce dalla passione per la lettura che da sempre caratterizza la mia famiglia – racconta emozionato –. Nel 1990 ho infatti ereditato questa attività da mio padre Alberto, il quale a sua volta negli anni 70 l’aveva rilevata dal fondatore: il signor Fortunato»
«Tutto nasce dalla passione per la lettura che da sempre caratterizza la mia famiglia – racconta emozionato –. Nel 1990 ho infatti ereditato questa attività da mio padre Alberto, il quale a sua volta negli anni 70 l’aveva rilevata dal fondatore: il signor Fortunato»
Il commerciante ci mostra una foto in bianco e nero che mostra il papà Alberto all’interno di un “locale” ben diverso da quello attuale, con un semplice tendone a proteggere il bancone dei libri
Il commerciante ci mostra una foto in bianco e nero che mostra il papà Alberto all’interno di un “locale” ben diverso da quello attuale, con un semplice tendone a proteggere il bancone dei libri
Salutiamo Beppe e proseguiamo per qualche decina di metri. Superata sulla destra la saracinesca tristemente abbassata dell’ex cartoleria Favia, la strada prende il nome di via Nicolai. E qui sulla sinistra si susseguono, tutti su uno stesso isolato, gli altri “street shop” che circondano l’entrata secondaria dell’Ateneo
Salutiamo Beppe e proseguiamo per qualche decina di metri. Superata sulla destra la saracinesca tristemente abbassata dell’ex cartoleria Favia, la strada prende il nome di via Nicolai. E qui sulla sinistra si susseguono, tutti su uno stesso isolato, gli altri “street shop” che circondano l’entrata secondaria dell’Ateneo
Il primo è “Chiosco Flor”, fioraio presente sulla strada dal 1980. Il prefabbricato, anch’esso antichizzato e di color marrone, è tutto in vetro e lascia quindi trasparire l’interno colmo di variopinti fiori, vasi e piante
Il primo è “Chiosco Flor”, fioraio presente sulla strada dal 1980. Il prefabbricato, anch’esso antichizzato e di color marrone, è tutto in vetro e lascia quindi trasparire l’interno colmo di variopinti fiori, vasi e piante
Nell’atrio che precede l’ingresso ci accoglie la 40enne Rosa Colucci, circondata da gerbere, curcuma, girasoli, lisianthus e celosie. «Nel 1978 furono mio nonno Francesco e mia zia Carmela a dare il via all’attività, cominciando a vendere fiori in via Sparano», ci dice
Nell’atrio che precede l’ingresso ci accoglie la 40enne Rosa Colucci, circondata da gerbere, curcuma, girasoli, lisianthus e celosie. «Nel 1978 furono mio nonno Francesco e mia zia Carmela a dare il via all’attività, cominciando a vendere fiori in via Sparano», ci dice
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