di Mattia Petrosino e Luca Carofiglio

Bari, in via Buccari c'è la "movida di Carrassi": «Rione più vivo, ma troppo baccano»
BARI – Un angolo del tranquillo quartiere Carrassi divenuto, da tre anni a questa parte, un allegro, chiassoso e “alcolico” ritrovo per giovani. Parliamo dell’ultimo tratto di via Buccari (nella foto): un pezzo di movida “alternativo” lontano dai locali del lungomare e di Bari Vecchia che accoglie bar, “cicchetterie” e pub. Qui la sera si incontrano centinaia di ragazzi che sostano per ore sul marciapiede e per strada con cocktail e birre in mano. Un qualcosa che, seppur vivacizzando il rione, non sta facendo dormire sonni tranquilli ai residenti, infastiditi dal continuo vociare protratto fino a notte fonda.     

Il luogo è stato da sempre caratterizzato dalla presenza del pub “Storie del Vecchio Sud”, aperto nel 1996, al quale però dal 2016 si sono aggiunti il “Marrakech Evolution” (una birreria-cicchetteria presente prima in via Bottalico) e il “Bar Isabella”, attività diurna aperta del 1967 che però tre anni fa ha deciso di prorogare l’orario di chiusura sino a mezzanotte e mezza.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Parliamo di tre posti (da alcuni definiti “il triangolo”) che possono ospitare poche o nessuna persona al proprio interno (addirittura Marrakech si presenta come “birreria all’aperto”) e che hanno messo quindi in preventivo che la clientela possa riversarsi all’esterno.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«E questo crea una bella atmosfera – afferma il 24enne Alessandro -. Io tra l’altro non ho un locale preciso in cui mi fermo. Magari passo prima da Storie a prendere un panino, poi da Isabella a bere una birra e infine da Marrakech (che chiude alle 5) a farmi un cicchetto. Il tutto scherzando e ridendo con tanti amici».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


«Anche a me intriga l’idea di consumare qualcosa all’aperto chiacchierando fino tarda notte - ci dice il 23enne Nicola -. Tra l’altro io sono di Carrassi e finalmente ho la possibilità di passare qualche sera piacevole senza spostarmi in centro o a Poggiofranco. È positivo che il mio quartiere sia diventato movimentato».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Come detto però al vicinato questa “movida carrassiana” non va proprio giù. «Penso non ci sia nulla di male nel fatto che si sia creata un po’ di vita tra queste vie – sottolinea la 30enne R. -. Il problema è che i ragazzi spesso esagerano: gridano e schiamazzano senza preoccuparsi di coloro che abitano qui». «Di fatto non si dorme più in via Buccari», aggiunge la 60enne M. «Ma non solo – conclude la 40enne C. – la mattina per strada ritroviamo di tutto: bicchieri, bottiglie e addirittura vomitos».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma i titolari dei locali cosa dicono a riguardo? «L’idea di restare aperto fino a mezzanotte e mezza vendendo birre e cicchetti mi è venuta nel 2016 – ci dice il 50enne Cosimo, proprietario del Bar Isabella -: ho notato che si era creato un via vai di gente nella zona e ho deciso di provare questa nuova esperienza. Io però non ho mai ricevuto alcuna accusa da parte dei residenti: non chiudo tardi e comunque quando sento i giovani alzare la voce li metto subito in riga».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La titolare di Storie, la 50enne Celeste, è invece critica nei confronti della situazione venutasi a creare. «Negli ultimi anni – afferma - essendosi aggiunti due locali che non permettono di poter stare all’interno, il fenomeno dei ragazzi per strada si è moltiplicato, creando così problemi per il parcheggio e soprattutto per il vicinato. Io non ne sono contenta. Tra l’altro spesso e volentieri i giovani si intrattengono fuori del mio pub poiché è quello con i marciapiedi più larghi, sporcando ovunque. Molte volte abbiamo ripulito noi la zona dai rifiuti alle 3, nostro orario di chiusura».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

A non essere preoccupato è invece il proprietario di Marrakech, il 51enne Saverio. «Sono tranquillo, dopo qualche complicazione iniziale ormai è tutto apposto – dichiara -: addirittura mi sono chiarito con la signora che abita sul mio locale. Del resto, qui non sono mai avvenuti litigi e risse. Un po’ di baccano certo, ma è un problema che sussiste in tutti i quartieri dove c’è movimento: si chiama movida».

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