di Marianna Colasanto

Bari, rimosso il quadrante dello storico orologio di Palazzo Colonna: «Era pericolante»
BARI – La sua sagoma è tra le più eleganti e conosciute della città, con l’affaccio sul lungomare Araldo di Crollalanza e l’imponenza del suo stile neoclassico. Parliamo di Palazzo Colonna, simbolo del Quartiere Umbertino, costruito nel 1926 dall’ingegner Vincenzo Bavaro su largo Adua, di fronte al Teatro Kursaal. Ma questo grande edificio bianco e grigio deve parte della sua “celebrità” anche al grazioso orologio che si trova sulla sua sommità, sormontato da un mascherone con l’incisione delle iniziali del nome del primo proprietario: Luigi Colonna.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Un orologio però che da venti giorni a questa parte non è più visibile ai baresi. Il suo quadrante è stato infatti rimosso dal timpano semicircolare dove si trovava, lasciando il posto a un triste “buco nero”. (Vedi foto galleria)

«Era pericolante, avrebbe potuto cadere da un momento all’altro e così per ragioni di sicurezza abbiamo deciso di smontarlo - ci spiega un anziano residente del palazzo -. Ora per aggiustare il tutto ci vorranno migliaia di euro: la speranza è che il condominio voglia accollarsi questa spesa, magari all’interno dei prossimi lavori di ristrutturazione dell’edificio».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

 
La rimozione del quadrante è in realtà l’ultimo atto di un lento oblio che ha riguardato questo storico segnatempo, che ha smesso di funzionare negli anni 90. A spiegarcelo è il massimo esperto di orologi da torre baresi: il 78enne Domenico Mongelli.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Mi sono occupato di Palazzo Colonna fino a 25 anni fa – afferma – poi però il Comune ha deciso di non utilizzare più i soldi dei contribuenti per la manutenzione del meccanismo. Da allora la “palla” è passata ai residenti, che però non si sono mai interessati di tenere in vita le lancette».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Già all’epoca però il segnatempo avrebbe avuto bisogno di importanti riparazioni, soprattutto a causa dell’azione corrosiva della salsedine. «E oggi sarebbe ancora più difficile rimetterlo in moto - conclude il signor Domenico –. La cosa migliore potrebbe essere quella di sostituirlo con un macchinario elettronico, che oltretutto non necessita di una cura costante. Ma a prescindere da questo, l’auspicio è che si voglia perlomeno aggiustare il bellissimo quadrante: perché vedere quell’orologio in questo stato d’abbandono fa piangere il cuore».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

(Vedi galleria fotografica di Alessandro Palermo)

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Marianna Colasanto
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