di Marianna Colasanto

Youtube, quando i protagonisti sono i bambini: «Video spesso diseducativi»
BARI – Da bambini che scartano regali a ragazzini che si lavano i denti, da teenager che impastano strani materiali a piccoli che si sfidano in scherzi di vario tipo. Da qualche anno su Youtube stanno spopolando video che hanno come protagonisti “baby attori” impegnati in scenette all’apparenza demenziali. Filmati coloratissimi che, con sottofondo tormentoni quali “Johny Johny yes papa”, tengono incollati allo schermo milioni di bambini in età d’asilo.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Si tratta di un fenomeno mondiale: le clip infatti provengono da ogni Paese del globo e in particolare da Russia, Stati Uniti e Corea del Sud. E stanno producendo delle vere e proprie star, come l'americano Ryan, di soli 7 anni, Karina Garcia, Evan o i protagonisti del canale “Ckn toys”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma qual è il segreto del loro successo? «I più piccoli ne rimangano incantati perché sono facili da capire – ci risponde la docente di Psicologia dello sviluppo dell’Università di Bari, Rosalinda Cassibba -. Spesso non hanno dialoghi e contengono elementi seduttivi come i mille colori, la velocità dell’animazione, le musichette ripetitive e martellanti».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Cose che trasmettono sicurezza anche ai genitori – sottolinea la psicologa e psicoterapeuta Rossella Lippolis -. I protagonisti in fondo sono altri bambini che spesso svolgono semplici azioni ripetitive quali lavarsi, mangiare, fare i compiti o impastare (i cosiddetti video “slime”)».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma dietro a volte si nasconde l’inganno: i filmati tendono solo a pubblicizzare prodotti. Negli “unboxing” ad esempio si vedono bimbi scartare pacchi per poi mettersi a giocare con il regalo appena ricevuto. Spesso vengono pagati per farlo e i balocchi sono messi a disposizione da aziende produttrici di giocattoli.  

«In molti hanno fiutato l’affare – conferma la psicologa e psicoterapeuta familiare Laura Ricchiuti -. L’aprire i regali attiva nella mente il ricordo di momenti belli come il compleanno o il Natale e del resto anche le musiche non comunicano con il canale cognitivo ma fanno leva sull’emotività. I bambini quindi si identificano con i protagonisti, desiderano far parte del loro mondo e bramano gli oggetti che vengono loro mostrati».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Ma non c’è solo la pubblicità: a volte, magari inconsapevolmente, queste clip trasmettono messaggi profondamente diseducativi. «Nei video – avverte la Lippolis – gli attori sono spesso soli e pur essendo molto piccoli si dimostrano autonomi riproducendo azioni legate al mondo dei grandi, come il truccarsi. Questo non è bene, contenuti di questo genere non sono didattici: nelle scene dovrebbe esserci sempre la presenza di un adulto».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Gli esperti pongono anche l’attenzione su cosiddetti “challenge”, nei quali i protagonisti si sfidano e fanno scherzi da “monellacci”. Un paio di esempi: due bimbi che scommettono su chi riesce a stare più tempo possibile sott’acqua senza respirare o una ragazzina che lancia finti escrementi sul fratello mentre sta dormendo. 

«I filmati iniziano come parodie ma poi propongono dei messaggi non adatti ai minori – evidenzia la Ricchiuti -. Lo scherzo fine a se stesso può divertire, ma non vengono prese in considerazione le conseguenze: riproposti nella vita reale giochi del genere possono risultare pericolosi e violenti».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

I genitori dovrebbero quindi proibire ai propri figli la visione di questi canali? «Purtroppo il negare porta all’effetto opposto: crea attrazione – avverte sempre la Ricchiuti –. Del resto ormai pc, tablet e smartphone fanno parte della vita quotidiana, usati in primis dai genitori. Ciò che madri e padri possono fare è mantenere un atteggiamento critico: devono far capire ai bambini che il monitor sta proiettando una realtà artefatta. Oltre chiaramente a ponderare la durata dell’esposizione: riproduzioni continuative di video nei primi anni di vita possono comportare futuri disturbi dell’attenzione».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Foto di Ra Boe/Wikipedia

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