di Salvatore Schirone

Bari, 7 aprile 1973: la Chiesa Russa va a fuoco. Ecco le foto inedite dell'incendio
BARI – Quarantasei anni fa il quartiere Carrassi di Bari rischiò di perdere il suo simbolo indiscusso, quella Chiesa Russa che si staglia dal 1915 su corso Benedetto Croce. Correva il 7 aprile del 1973 quando il monumento venne colpito da un terribile incendio, che per fortuna riuscì a essere contenuto e domato nel giro di poche ore. Oggi, a distanza di tanto tempo, siamo riusciti a entrare in possesso di tre scatti che documentano quegli attimi di paura e abbiamo così deciso di ricordare questa storia. (Vedi foto galleria)

A fornirci le immagini è stata la 70enne barese Anna Marciano, che abitava in via Isonzo. «In quei giorni venne a trovarmi mio cugino, appassionato di fotografia – svela la donna -. Appena il rogo si sviluppò lui non perse tempo e realizzò quelle istantanee che provvide poi a sviluppare».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Le prime due foto, scattate dal basso della strada, documentano l'inizio dell'incendio (foto 1), con il fumo nero che comincia a fuoriuscire dalle tegole verde smeraldo del tetto (2) dell’ala sud dell’edificio. La terza, invece, successiva, mostra dall’alto la devastazione di tutto il secondo piano e della copertura (3) di cui restarono soltanto i tronconi fumanti delle assi portanti.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Tre straordinarie sequenze che immortalano l’inatteso evento che quel sabato degli anni 70 gettò nel panico il rione Carrassi. Accanto a un’ala della chiesa erano infatti ospitate le aule dell’asilo comunale “Vittorio Veneto” che a quell’ora (erano le 14) accoglieva 300 bambini, 14 maestre e 5 collaboratrici.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Fu proprio Antonio Di Lorenzo, padre di due piccoli presenti nell’edificio (Michele e Rita), ad accorgersi per primo del fuoco che lambiva minaccioso il terrazzo della scuola materna. Con urla, pugni e calci al portone chiuso, riuscì ad attirare l’attenzione dell’ignaro personale e a dare l’allarme. La struttura fu evacuata tempestivamente e alla fine, per fortuna, non si registrò nessun danno alle persone, tranne una frattura a una gamba occorsa a una donna caduta mentre accorreva sul posto.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Avevo 10 anni all’epoca - ricorda il carabiniere Vito Montrone -. A quell’ora ero in casa, in via Carnia, e vidi dal mio balcone quell’intenso fumo elevarsi in cielo. Accorsi sul posto e riconobbi tra le persone evacuate Vittoria e Marta, le bidelle dell'asilo che conoscevo bene: noi ragazzi giocando nei giardini della chiesa le incrociavamo spesso».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La causa del rogo fu attribuita a una fiamma ossidrica lasciata incustodita dagli operai che in quei giorni stavano effettuando lavori di consolidamento dell’edificio. Lavori che a quel punto furono sospesi: il tetto venne riparato alla meno peggio con delle lamiere e il tempio ricominciò a rivedere la luce solo sul finire degli anni 70, quando si decise finalmente di ristrutturarla.

Da quel momento la Chiesa Russa (che veniva da decenni di abbandono), conobbe una seconda vita. Vi si stabilirono gli uffici dell’anagrafe della circoscrizione, un centro sociale per anziani e una biblioteca (che oggi attende ancora di essere collocata nella nuova sede in via Cagnazzi). E nel 1982 il monumento ricevette il riconoscimento di valore storico con l’imposizione del vincolo architettonico.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Con la caduta del muro di Berlino nel 1989 l’edificio religioso vide infine una ripresa dei pellegrinaggi e nel 2009 fu donata dal Comune al Patriarcato di Mosca. Oggi accoglie una vivace comunità russa e affascinanti riti religiosi, perpetuando nel tempo una gloriosa storia che stava per essere spazzata via in quell’aprile di 46 anni fa.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

(Vedi galleria fotografica)

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Salvatore Schirone
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  • luigi - bravo salvatore con te si impara sempre
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  • Rossella - A quel tempo abitavo in via Salvemini nelle vic. ze della chiesa San Marcello non ricordo affatto questo episodio.. grazie Salvatore.. Approfitto per augurare a te e famiglia un buon 2019
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