di Gabriella Quercia

La bella grafia? Per persone ''piatte'': «Il creativo scrive male»
Un foglio su cui mettere nero su bianco alcuni aspetti della propria vita e una persona che legge il carattere, i talenti, le paure e le angosce interpretando semplicemente la grafia di chi scrive. E’ questa la grafologia, tecnica di lettura e analisi della scrittura affermatasi agli inizi del 900 grazie a Girolamo Moretti, padre francescano che scoprì dei segni descrittivi per studiare la psiche. I grafologi individuano attitudini, temperamento e paure di coloro che si avvalgono della loro professionalità, aiutandoli a mettere a frutto le loro qualità e a lavorare sulle proprie debolezze.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La grafologia, sebbene non sia riconosciuta dalla comunità scientifica, agisce in diversi ambiti. Alcuni riguardano la “consulenza individuale, di coppia e familiare”, altri la “peritale-giudiziaria” che indaga la veridicità di firme, lettere anonime o testamenti, per finire con quella “forense” che analizza disegni e grafie alla ricerca di traumi e capacità di intendere e di volere.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Desiderosi di scoprire come si applica questa tecnica e i risultati che derivano da un’analisi del genere, abbiamo intervistato la grafologa 47enne padovana Isabella Garzara, che opera nel settore della consulenza in ambito “individuale, di coppia e familiare”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

In che modo si svolge una seduta di studio della grafia?

Per avere un’analisi completa del soggetto, l’ideale sarebbe avere degli scritti risalenti alla scuola media, quindi a 12 o 13 anni. Serve per capire in che modo il paziente ha vissuto il delicato passaggio dalla pubertà all’età adulta. A questi documenti è necessario aggiungere degli appunti scritti in brutta copia e in età adulta. È importante avere la brutta copia perché rispetto alla bella è più autentica e non si scrive per presentare gli appunti a qualcuno ma solo per sè stessi. Poi durante la seduta si fa scrivere un testo di circa due pagine su dei fogli bianchi senza righi e quadretti. Tutto dev’essere rigorosamente in corsivo, perché con la scrittura in stampatello molte caratteristiche personali vengono lasciate da parte. Qualsiasi testo va bene ma personalmente faccio scrivere qualcosa di intimo, in cui compaiano parole come “mamma” o “papà”, il nome del proprio animale domestico o dei propri figli. In questo modo si intuiscono i sentimenti e le emozioni e si iniziano a delineare gli aspetti psicologici di chi si ha di fronte.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Quali sono i segni più evidenti da cui cominciare un’analisi psicologica?

Si comincia dallo spazio grafico, che è il modo in cui si occupa il foglio. Si vede se le lettere sono vergate in alto o verso il basso. L’allungamento in alto rappresenta la spiritualità, la fantasia, l’idealismo, mentre quello in basso simboleggia l’istinto e la materialità. Altra cosa da notare è la direzione in cui tendono le lettere “t”, o “l”. Se vanno verso sinistra vuol dire che il soggetto ha un forte legame col passato e ha un rifiuto dell’altro, lo respinge.  Diversamente se verga verso destra ha uno slancio verso il futuro, il divenire e verso gli altri. Poi ci sono altri criteri che servono ad analizzare la grafia, tra i quali la pressione con cui si scrive o le dimensioni delle lettere.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Sembra interessante: parliamo di questi altri criteri.

La pressione incisa sul foglio indica l’energia vitale che ha lo scrivente, ma può anche essere segno di aggressività e rabbia represse. Stessa cosa per le dimensioni della scrittura: se si ha una grafia grande vuol dire che l’Io è espanso, che il soggetto ha una percezione di sé molto ampia. Questo non significa che una grafia piccola è indice di poca stima delle sue capacità, si può trattare semplicemente di una persona introspettiva e riflessiva. Bisogna valutare tutti gli aspetti di un modo di scrivere. Per fare un esempio, Papa Francesco ha una scrittura piccola e fluida che tende verso destra: quindi è una persona che ha una profonda interiorità e introspezione, ma non bassa autostima.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Dalla sola firma è possibile capire qualcosa in più di una persona?

Non proprio, è sbagliato trarre conclusioni esaminando solo l’autografo di qualcuno perché rappresenta l’“Io sociale” quindi il “come mi presento”, come voglio esser visto, che è totalmente differente da ciò che emerge dalla grafia che è l’ “Io personale”, quello più intimo e che svela molte più caratteristiche nascoste. Aggiungo che molto spesso capita che la firma venga “preparata” nel corso del tempo, che ci si eserciti per farla il più bella possibile eliminando ogni traccia di spontaneità. Anche se comunque qualche elemento è possibile studiarlo anche attraverso l’autografo. Ad esempio se abbiamo davanti una firma chiara, leggibile, con le lettere distinguibili, l'autore è una persona che esige chiarezza, schiettezza ed è qualcuno che appare per quel che è. Al contrario, più la firma è arzigogolata e poco chiara, più una persona può voler cercare di nascondersi. Ancora, se la firma ha le iniziali del nome e cognome molto grandi, questo può essere indice di un bisogno di rivalsa e si sente il bisogno così di dichiarare al mondo ciò che si è diventati.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Una bella scrittura invece appartiene a chi?

Sicuramente non è sinonimo di una bella persona. Una scrittura esteticamente bella può indicare al contrario che si bada troppo all’apparenza, che si ha un’esigenza molto forte di mostrarsi. Questo tipo di grafia dimostra una personalità stereotipata con pochi interessi e bisogno di soddisfare l’aspetto esteriore. Grafologicamente parlando, una scrittura bella esteticamente risulta “brutta” grafologicamente, nel senso che l’analisi è sterile e piatta. Contrariamente, chi ha una scrittura esteticamente poco curata può dimostrare una personalità ricca di interessi, creativa, estrosa, fino ad arrivare addirittura alla genialità.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Dalla grafia è possibile individuare una persona socialmente pericolosa?

Gli estremismi, di qualsiasi genere, sono sempre analizzabili ed emergono nella scrittura. Per esempio dittatori quali Hitler e Mussolini avevano una grafia rigida, molto angolosa, spigolosa e appuntita, caratteristiche che indicano aggressività, esigenze di comando, autorità ed egoismo. La scrittura “angolosa” (nella foto) è comune a chi è vuole difendere i propri interessi anche a costo di ledere quelli altrui. Invece analizzando la scrittura di persone psicolabili, ad esempio i casi estremi di pedofili, possiamo trovare un tratto grafico molto tormentato, privo di ogni tipo di armonia, cancellature e moltissime segni di non omogeneità: dimensione che varia all’interno da parola a parola, pressione forte/leggera, direzione destra/sinistra.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Un ultima domanda: esiste un tratto prettamente maschile o femminile?

Dalla scrittura non possiamo dedurre il sesso dello scrivente, anche se ci sono grafie che presentano tratti più femminili, ad esempio quelle più rotonde o che presentano gesti preparatori tipo dei “ricci”, al contrario un tratto maschile è quello più spigoloso, meno estetico e poco armonico. Solo che negli ultimi anni si è verificata un’inversione di tendenza: i ragazzi tendono sempre più a scrivere in maniera rotonda e curvilinea. Altra tendenza delle nuove generazioni è che la loro grafia tende verso sinistra, indicando un attaccamento alla famiglia d’origine e la mancanza di slancio verso il futuro. Si sviluppano tutte nel rigo medio, cioè non si allungano né in alto né in basso indicando l’esigenza di vivere il “qui e ora”: hanno pochi sogni nel cassetto e ascoltano poco le proprie emozioni.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

(Vedi in galleria fotografica esempi di diverse grafie)
 

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Gabriella Quercia
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  • Ania - Invece la calligrafia e la bella grafia sono una forma d'arte, una brutta grafia è una trascuratezza frutti di un mancato stimolo scolastico che non incentivare la scrittura
  • Io - Credo che non hai capito cosa sia la bella grafia e a cosa serve. A scuola la insegnavano per completare l'istruzione degli alunni, in pratica potevi scrivere come volevi, come dici tu, ma nelle lettere "importanti", quelle diciamo di carattere ufficiale come documenti o altro e che devono essere chiare e bel legibbili, si doveva saper scrivere con eleganza e chiarezza. Infatti se per esempio sui documenti quali la patente o la carta di identità si dovesse scrivere come fanno i dottori sulle ricette... staremmo freschi ! Sarebbe mecglio che tu rivedessi le tue affermazioni che sono valide solo per gli ignoranti, le persone non istruite che scrivono "i pneumatici", "scannerizzare", "piuttosto che" per dire anche, Insomma qui si vuole incentivare l'analfabetismo quando invece io ho apprezzato la scrittura degli americani o degli australiani che è vero che sembrano tutte uguali, ma sono leggibili da chiunque senza problemi !

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